Maggio ha una luce che si sente sulla pelle. Le giornate si allungano, l’aria cambia consistenza, il corpo si apre in modo naturale. C’è una vitalità che torna a scorrere, come se qualcosa dentro trovasse finalmente più spazio. Poi come per magia arrivano loro. Le lucciole. Chi le incontra lo sa. C’è sempre un piccolo stupore, un’emozione sottile nel cuore. Come un richiamo antico, semplice, vivo, incantato. Un attimo prima è buio. Un attimo dopo… luce! Piccola, mobile, libera.
Dentro di noi accade qualcosa di molto simile. La luce si accende. Arriva come una presenza. Un’intuizione che attraversa il corpo. Una chiarezza che si riconosce subito. Maggio porta questa qualità: una luce che si fa strada piano e si fa accogliere. In uno dei miei amati mazzi di Carte c’è proprio la carta della Lucciola, legata all’Arcano numero 9: L’Eremita. Una carta che parla di luce interiore, di visione e di guida.
L’immagine è semplice: una figura cammina con una lanterna tra le mani. La luce illumina il passo e, nello stesso tempo, diventa un riferimento per chi percorre quella stessa strada. C’è qualcosa di profondamente umano in questo. Una luce che nasce dentro e, proprio per questo, ha la forza di orientare. La Lucciola porta lo stesso messaggio. Una scintilla che prende vita dall’interno. Una presenza luminosa che esiste con naturalezza. Quando quella luce viene riconosciuta, il corpo lo sa e si apre, si distende, trovando un ritmo più vero. C’è una naturalezza che ritorna con una bellezza che emerge da dentro, senza sforzo.
Le lucciole, quando arrivano, trasformano il paesaggio. Il buio resta, e allo stesso tempo si riempie di punti vivi. La scena cambia, l’atmosfera si muove, qualcosa prende vita. È una magia concreta, visibile, reale, che ogni volta ci emoziona come bambini. Maggio invita proprio a questo. A lasciarsi toccare da ciò che si accende, restando in quella luce, anche quando è sottile e a permetterle di guidare il nostro passo.
La strada prende forma mentre viene attraversata. La luce quindi accompagna, apre, orienta. In questo movimento, quasi senza accorgersene, si piò diventare presenza luminosa anche per chi è accanto. Quando riconosciamo la luce tutto inizia a rispondere. Questa luce si riconosce anche negli incontri giusti, negli spazi in cui il corpo torna a parlare, nei momenti in cui qualcosa dentro prende forma. Le luci si incontrano, si chiamano, si amplificano. Se senti che qualcosa in te ha iniziato a brillare, mi trovi lì dove questa luce continua a danzare, ogni giorno.
Valentina Gazelle Self Love
Il corpo non mente. Le Carte lo ascoltano. La danza lo libera.
a cura di Valentina Gazelle




