L’Action Painting, una forma artistica dell’Espressionismo Astratto, rappresenta una rivoluzione nell’arte contemporanea, dove la tela non è più solo una superficie da riempire, ma diventa il palcoscenico di un atto creativo dinamico e performativo. I principali esponenti della prima generazione dell’Action Painting svilupparono ciascuno una voce estetica unica, nata da una connessione estremamente individuale con la tela.
Il rappresentante più celebre e pioniere di questa tecnica è l’artista americano Jackson Pollock, che lasciava oscillare il suo strumento pittorico appena sopra la tela, guidando il colore attraverso il movimento e la gravità, anziché tramite il contatto diretto. Pollock è indiscutibilmente la figura più conosciuta di questa corrente, che ha trasformato il modo di concepire la pittura nel XX secolo.
In questo approccio, la gestualità dell’artista è protagonista assoluta: non si tratta solo di applicare il colore, ma di liberare l’energia interiore attraverso movimenti spontanei e istintivi. Le sue “Dripping Paintings” – opere realizzate direttamente sulla tela stesa a terra mediante gocce o spruzzi di colore – testimoniano la fusione di corpo, mente e materia, coinvolgendo l’intero spazio in un dialogo vivo e immediato.
L’eredità di Pollock si riflette oggi nelle molteplici pratiche artistiche contemporanee che valorizzano l’imprevedibilità del processo creativo e l’importanza dell’azione come forma espressiva. Non conta più solo il risultato finale, ma l’esperienza vissuta, il momento performativo e la testimonianza di un rapporto intimo e diretto con il mezzo artistico.
La tecnica del “dripping” è particolarmente cara all’Action Painting; pur non essendo stata inventata da Pollock, egli l’ha perfezionata. Il suo dripping nacque dall’ispirazione tratta dal mondo inconscio e rituale dei nativi americani: Pollock, guidato dal suo istinto creativo, sembrava danzare intorno alla tela come uno sciamano in trance. Questo rituale, seppur eccentrico, fa parte stessa dell’opera d’arte perché, seguendo i colori sulla tela, possiamo immaginare i gesti che li hanno generati.
Pollock faceva colare il colore evitando ellissi e strutture arricciate, utilizzando probabilmente, senza volerlo, le leggi della meccanica dei fluidi. L’influenza dell’Action Painting arriva fino agli artisti contemporanei di tutto il mondo, che continuano a usare l’istinto e la fisicità per esprimere la propria individualità in relazione all’umanità collettiva del nostro tempo.
Un esempio notevole è l’artista austriaca Ela Reitinger, allieva di Hermann Nitsch e Dietmar Brehm. Le sue opere sono istintive, rapide, spontanee; ella lavora in modo intuitivo, generoso e in costante movimento, alla ricerca della libertà espressiva che conferisce ai suoi dipinti un’apparente casualità.
Le aspettative limitano l’artista; forse per questo gli Action Painter sembrano essere i più liberi. Essi traggono vantaggio dalla distruzione di ogni aspettativa su cosa un pittore debba dipingere, attraverso l’astrazione, sfuggendo così alla prigione del contenuto.
In sintesi, l’Action Painting insegna ad apprezzare la bellezza dell’imperfezione, la forza del gesto e la libertà di espressione oltre le convenzioni, confermando l’arte come un eterno atto di trasformazione e scoperta.
a cura della Dott.ssa Tanja Cacciotti – Storica e critica d’arte

Foto: PINK ART Ela Reitinger




