Firenze si prepara a celebrare trent’anni di dialogo internazionale tra arte, creatività e ricerca contemporanea. La Florence Biennale ha infatti iniziato a delineare il profilo della sua XVI edizione, in programma alla Fortezza da Basso dal 23 al 31 ottobre 2027, annunciando i primi Guest of Honour e un articolato percorso di iniziative che, già nel corso del 2026, accompagnerà la città verso l’appuntamento del trentennale.
Quella del 2027 si presenta come un’edizione particolarmente significativa, chiamata non soltanto a celebrare la storia della manifestazione, ma anche a interrogarsi sul rapporto tra passato, presente e futuro. Una prospettiva racchiusa nel tema scelto per la XVI edizione, “Beyond the Sense of Time – Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design”, attraverso il quale artisti e designer saranno invitati a confrontarsi con la trasformazione dell’esperienza temporale e con tre dimensioni profondamente legate alla condizione umana: memoria, caducità ed eternità.
Il tempo diventa così qualcosa di più di un semplice argomento curatoriale. Assume la forma di una materia attraverso la quale leggere le opere, le esperienze e le relazioni costruite negli anni dalla Florence Biennale. Il ritorno di alcuni protagonisti delle precedenti edizioni appare, in questo senso, particolarmente coerente con l’identità del nuovo progetto: artisti che tornano a Firenze portando con sé esperienze maturate nel frattempo e nuove riflessioni nate proprio dal confronto con il trascorrere degli anni.
Tra i primi Guest of Honour confermati figura Stormie Mills, artista australiano riconosciuto a livello internazionale per un linguaggio immediatamente identificabile e per una ricerca sviluppata nell’ambito della scena urbana. Il suo rapporto con Firenze precede la nuova edizione della Biennale e racconta già, in qualche modo, una storia di memoria, trasformazione e resistenza.
Nel 2018, grazie alla collaborazione tra Florence Biennale e Comune di Firenze, Mills realizzò nel capoluogo toscano il murale “The Lost Giant”, inserito nell’immaginario dei suoi celebri “giganti perduti”. L’opera venne successivamente danneggiata, ma l’episodio non rappresentò la conclusione di quell’esperienza. L’artista tornò infatti a Firenze per intervenire nuovamente nello stesso luogo, trasformando ciò che avrebbe potuto essere interpretato soltanto come una perdita in un nuovo gesto creativo.
Quel ritorno assunse così un valore simbolico: l’opera modificata dal tempo e dagli eventi diventava testimonianza della possibilità dell’arte di reagire, trasformarsi e continuare a esistere. Per la XVI Florence Biennale, Mills sta lavorando a uno speciale progetto espositivo concepito in relazione con il tema del 2027, proseguendo idealmente un dialogo iniziato anni prima con la città.
Il rapporto tra memoria e responsabilità civile sarà invece al centro del ritorno degli artisti iraniani Partin Bastan e Marjan Najafi, già protagonisti alla XIV Florence Biennale del 2023 con il progetto speciale “I Am Mahsa. Women, Life, Freedom”.
In quella occasione i due artisti realizzarono dal vivo il modello in creta del volto di Mahsa Amini. Da quel primo gesto artistico prese forma un percorso più ampio, nel quale creazione e testimonianza civile finirono per intrecciarsi. L’opera venne successivamente fusa in bronzo e inaugurata nella sede della Regione Toscana, a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani.
Per il 2027 Bastan e Najafi stanno sviluppando un nuovo progetto che continuerà a esplorare il rapporto tra arte, memoria, libertà e responsabilità civile. Il loro ritorno evidenzia uno degli elementi centrali della prossima Biennale: la possibilità che un’esperienza artistica non si esaurisca nel momento dell’esposizione, ma continui a generare significati, interrogativi e nuove forme espressive.
Tra i primi Guest of Honour annunciati compare anche la regista Teresa Mular, già ospite d’onore della XIII Florence Biennale nel 2021 e nuovamente presente durante la XV edizione con il film “Tango en Penumbras”.
Nata a Buenos Aires e inizialmente formatasi in ambito medico prima di dedicarsi al cinema, Mular ha costruito un percorso autoriale nel quale trovano spazio la memoria, la fragilità, l’universo femminile, le minoranze e i processi di trasformazione interiore. Alla XVI Florence Biennale presenterà una nuova versione della trilogia “On the Wings of Time”, rimontata appositamente per l’appuntamento del 2027. Anche in questo caso il rapporto con il tema scelto per l’edizione appare diretto: il tempo diventa linguaggio narrativo, esperienza personale e strumento attraverso cui rileggere ciò che è stato.
Il percorso verso il trentennale, tuttavia, non sarà circoscritto ai nove giorni della manifestazione alla Fortezza da Basso. Florence Biennale ha scelto di costruire un avvicinamento progressivo al 2027 attraverso una serie di iniziative diffuse nella città, mettendo in relazione arte contemporanea, spazi urbani, luoghi dell’ospitalità e nuove comunità culturali.
Dal 18 settembre al 4 novembre 2026, la collaborazione con The Social Hub Florence proseguirà attraverso una mostra personale dedicata a Stefano Alvino, giovane artista già presente nelle ultime due edizioni della manifestazione fiorentina.
La partnership con The Social Hub aveva già trovato espressione nel 2026 con “On Time”, mostra di Chiara Zhu, artista e designer veneziana vincitrice del terzo premio nella categoria Design alla XV Florence Biennale 2025 e autrice dell’immagine grafica legata al tema della XVI edizione.
La collaborazione rappresenta un tentativo di portare l’arte contemporanea fuori dai suoi spazi più tradizionali e di inserirla in luoghi caratterizzati dall’incontro tra pubblici differenti. The Social Hub propone infatti un modello di ospitalità ibrida nel quale camere per soggiorni brevi e lunghi convivono con coworking, spazi per riunioni ed eventi, ristorazione, aree dedicate al benessere e ambienti accessibili anche alla comunità locale. In questo contesto, la presenza delle opere diventa occasione di incontro tra artisti, viaggiatori, professionisti e residenti.
La personale di Stefano Alvino presenterà “Il Demone Alichino”, tela già mostrata in anteprima durante la XV Florence Biennale del 2025, insieme a “Bergaraffa”, realizzata nel corso di una sessione di live painting alla XIV edizione del 2023. A queste opere si aggiungeranno lavori concepiti appositamente per la nuova esposizione, tra cui serigrafie su plexiglass, oltre a una selezione di prodotti ispirati all’immaginario visivo dell’artista.
Il progetto intende così estendere il linguaggio creativo oltre i confini dell’opera unica, esplorando le possibilità di contaminazione tra arte, design e cultura contemporanea. Una direzione che rispecchia anche la crescente fluidità con cui i linguaggi artistici attraversano oggi discipline, supporti e modalità differenti di fruizione.
Il programma fiorentino del 2026 comprenderà inoltre il debutto di “Art Suite”, progetto ideato e curato dalla Florence Biennale insieme all’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. L’obiettivo è trasformare gli ambienti dell’ospitalità in luoghi capaci di accogliere l’arte come esperienza e non semplicemente come elemento decorativo.
La prima esposizione di “Art Suite”, in programma dal 9 settembre al 10 ottobre 2026, sarà dedicata a Flora Borsi e presenterà una selezione di opere della serie “Animeyed”. Il progetto aveva già avuto un ruolo importante nella storia recente della manifestazione, essendo stato scelto come immagine coordinata della XIII Florence Biennale del 2021, edizione alla quale l’artista ungherese aveva partecipato in qualità di Guest of Honour.
La serie indaga temi come identità, sguardo, metamorfosi e relazione tra essere umano e animale. Il ritorno delle opere a Firenze consentirà di osservarle all’interno di un ambiente differente rispetto alla grande dimensione espositiva della Fortezza da Basso, instaurando un rapporto più raccolto con gli spazi dell’hotel e con un pubblico internazionale in continuo movimento.
Dal 16 ottobre al 14 novembre 2026 sarà invece protagonista Viktoria Andreeva con una personale dedicata alla serie fotografica che aveva rappresentato l’immagine della XIV Florence Biennale del 2023. Vincitrice dell’International Open Call Competition – Photography Award e Guest of Honour della stessa edizione, Andreeva sviluppa una ricerca nella quale corpo, metamorfosi e identità diventano strumenti attraverso cui esplorare la complessità dell’esperienza contemporanea.
Le sue fotografie, già utilizzate nella comunicazione integrata della Biennale e presentate in uno spazio dedicato alla Fortezza da Basso, torneranno quindi a incontrare il pubblico in una dimensione differente, confermando quella volontà di recuperare e reinterpretare esperienze precedenti che sembra attraversare l’intero cammino verso il 2027.
I primi annunci permettono così di intravedere una XVI Florence Biennale costruita attorno a un concetto di tempo inteso non come semplice successione cronologica, ma come territorio di confronto. Il passato della manifestazione viene recuperato attraverso artisti, opere e collaborazioni che hanno contribuito a definirne l’identità, mentre il presente diventa occasione per generare nuovi progetti e il futuro rappresenta lo spazio verso il quale indirizzare nuove domande.
La scelta di affiancare alla grande esposizione internazionale una rete di appuntamenti distribuiti nella città rafforza inoltre l’idea di una Biennale capace di oltrepassare i confini fisici della Fortezza da Basso. Hotel, spazi di condivisione e luoghi dell’ospitalità diventano potenziali ambienti culturali, favorendo un incontro con l’arte che può avvenire anche al di fuori dei tradizionali circuiti espositivi.
A trent’anni dalla nascita della manifestazione, la XVI edizione sembra quindi voler utilizzare la propria storia non come semplice celebrazione, ma come materiale da interrogare e trasformare. Memoria e futuro non vengono presentati come dimensioni opposte: diventano parti dello stesso percorso, unite dalla capacità dell’arte di conservare tracce del passato e, contemporaneamente, produrre nuovi significati.
Dal 23 al 31 ottobre 2027, la Fortezza da Basso tornerà così a essere il centro di questo confronto internazionale. Ma il viaggio verso quella data è già cominciato. Tra ritorni, nuove collaborazioni, progetti diffusi e opere che acquistano significati diversi con il trascorrere degli anni, Florence Biennale sceglie di raccontare il proprio trentennale attraverso la stessa materia che accompagnerà artisti e designer nella XVI edizione: il tempo, la sua fragilità e quella tensione verso l’eternità che continua ad attraversare la storia dell’arte.
Per maggiori informazioni sulla XVI Florence Biennale e sui progetti in programma, visita il sito https://www.florencebiennale.org/




