Nella cornice senza tempo di Arquà Petrarca, tra le pietre e i silenzi che custodiscono la memoria del grande poeta, la parola è tornata a farsi viva, intima e condivisa. In occasione de “La Notte Romantica nei Borghi più belli d’Italia”, sabato 20 giugno 2026, la Casa del Petrarca ha accolto la performance artistico-poetica “Ritratti di Parole” di Rossella De Cicco, trasformandosi in uno spazio di ascolto e creazione emotiva.
L’iniziativa si è inserita all’interno della manifestazione nazionale dedicata alla bellezza e alle emozioni, trovando proprio ad Arquà Petrarca una delle sue espressioni più significative. Non un luogo qualsiasi, ma quello in cui Francesco Petrarca ha reso la parola strumento universale di racconto dell’amore e dell’animo umano. In questo contesto carico di storia e suggestione, la performance ha assunto un valore simbolico profondo, creando un ponte tra passato e contemporaneità.
“Ritratti di Parole” si è sviluppata come un’esperienza partecipativa e personale. Dopo aver introdotto il concept del progetto, Rossella De Cicco ha dato vita a poesie uniche, costruite su misura per ogni partecipante, lasciandosi guidare da emozioni, ricordi e frammenti di identità condivisi in quel momento. Ne è nato un dialogo diretto, fatto di ascolto e restituzione, in cui la scrittura ha smesso di essere solo espressione individuale per diventare relazione.
Il pubblico ha così vissuto un percorso emotivo capace di intrecciare poesia e umanità, riscoprendo il valore della parola come strumento di connessione e memoria. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione frammentata, la performance ha riportato al centro la lentezza dell’ascolto e la profondità del sentire.
L’iniziativa ha contribuito ad arricchire il programma della serata, offrendo un’esperienza culturale che ha saputo dialogare con il patrimonio storico del borgo e con la sensibilità artistica contemporanea. Arquà Petrarca si è confermata così non solo custode di memoria, ma anche luogo vivo, capace di accogliere nuove forme espressive e di rinnovare il significato della tradizione.
La presenza di “Ritratti di Parole” nella Casa del Petrarca ha rappresentato un segnale chiaro: l’eredità dei grandi autori continua a vivere non solo nei testi, ma nelle esperienze che sanno rimettere al centro la parola come gesto condiviso, capace di unire passato e presente in un’unica, intensa narrazione.




