Maria Giglia

è un’attrice e cantante italiana originaria di Patti, in provincia di Messina. Il suo percorso artistico nasce inizialmente dalla danza: si forma infatti come ballerina presso l’Accademia Dance Day –…

BIOGRAFIA

#Maria Giglia

è un’attrice e cantante italiana originaria di Patti, in provincia di Messina. Il suo percorso artistico nasce inizialmente dalla danza: si forma infatti come ballerina presso l’Accademia Dance Day – centro di danza sportiva di Messina – partecipando a importanti competizioni internazionali.

Nel 2011 si iscrive all’Università degli Studi di Messina, alla facoltà di Scienze della Comunicazione con indirizzo Turismo culturale e discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Durante gli anni universitari prende parte a laboratori sperimentali di teatro, iniziando a lavorare come attrice-ballerina in diversi spettacoli musicali messi in scena al PalaCultura di Messina. Dopo aver conseguito nel 2015 la laurea triennale con una tesi sul cinema americano contemporaneo, si trasferisce a Roma per approfondire gli studi di recitazione e dizione.

Nel 2016 arricchisce la propria formazione frequentando un workshop di acting in English presso l’International Cinema Academy di Milano e una masterclass di canto all’International Academy of Music, sempre a Milano. Nel 2018 prosegue la specializzazione presso lo Studio Emme, scuola di recitazione cinematografica fondata dal manager Sergio Martinelli a Roma.

Nel 2019 esordisce come protagonista e sceneggiatrice del cortometraggio di denuncia contro la violenza sulle donne “Artificio di Coscienza”, diretto dallo scrittore messinese Pino Pullella. Il corto viene premiato al Madrid International Film Festival e successivamente ceduto alla Onlus nazionale “Doppia Difesa”, fondata da Michelle Hunziker.

Nel 2021 entra a far parte della compagnia di teatro-danza Core’s Band Dance Company di Milano, guidata dalla coreografa Chiara Pedretti. Con la compagnia prende parte a diversi spettacoli, tra cui il musical “Romeo e Giulietta – la vera storia”, una rivisitazione pop dell’opera shakespeariana con musiche dei Depeche Mode, portata in scena nel nord Italia tra il 2021 e il 2023. Nello stesso periodo è sul palco del Teatro Vittoria di Milano con i musical “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, dedicato al settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, e “Mi chiamo Callas: Maria Callas”, spettacolo che celebra la nascita del celebre soprano. Sempre nel 2021 affianca come aiuto regia il maestro Mario Pupella nello spettacolo “Il V Canto dell’Inferno”, rappresentato al Teatro Sant’Eugenio di Palermo, mentre continua la propria formazione conseguendo un master in Storia del Cinema presso la Cineteca di Bologna.

Parallelamente partecipa a diverse produzioni cinematografiche nazionali e internazionali. Tra le esperienze più significative figurano il film “Cyrano” del regista inglese Joe Wright, candidato agli Oscar, il progetto collettivo “Dante’s Project” prodotto da Altrofilmproduzioni di Torino, il film francese “Au Sud” del regista svizzero Lionel Baier e piccoli ruoli nei film “Stranizza d’amuri” di Beppe Fiorello per Rai Cinema e “Primadonna” di Marta Savina per Taodue.

Nel 2023 torna a esibirsi nella sua città natale, Patti, al Teatro San Francesco con lo spettacolo “Ricordando Paolino Ruggero Vasari” di Rosemary Calderone, dedicato al grande artista messinese vicino al futurismo.

Nel 2024 debutta anche come cantante con il brano dai ritmi cubani “Corazon que no ves”, scritto dal musicista Salvo Nigro e presentato al festival internazionale “Voci del Sud”. Nello stesso anno è protagonista del thriller in dialetto siciliano “Dramma Popolare”, diretto da Carmelo Popolo e prodotto a Milazzo dalla casa cinematografica Ventitreesimastrada. Il film ottiene una proiezione speciale al Taormina Film Fest e viene presentato in diversi concorsi europei e statunitensi, tra cui il Miami Film Festival. Sempre nel 2024 interpreta Filumena Marturano nello spettacolo “E figli so figli” della compagnia messinese Viaggio sulla Luna, di cui firma anche la sceneggiatura.

Negli ultimi anni ha intensificato il suo impegno musicale: notata dal rumorista Ivano Trau, partecipa a Roma al Festival dell’Inedito con il brano “Corazon che no ves” e prende parte al concorso nazionale Cantagiro 2025, ospitato nell’ambito del Giffoni Film Festival, interpretando “Je so pazzo” di Pino Daniele.

Cos’è per te l’arte?
L’arte è vita. L’ arte fa vibrare l’anima, regalandoci emozioni uniche. Ci permette di esplorare la nostra interiorità, fatta di pensieri, sogni, creatività, di compiere un viaggio alla ricerca dei sentimenti, di evadere dalla monotonia della quotidianità, per connetterci con la bellezza del mondo.

Come nasce il tuo primo amore per la scena: dalla danza, dal teatro o dalla musica?
Sono sempre stata affascinata dal mondo dello spettacolo, con una passione innata per per le arti sceniche. Ho iniziato da giovanissima con la danza sportiva, che ho praticato per molti anni a livello professionistico, regalandomi grandi soddisfazioni, con la partecipazione a importanti competizioni internazionali come il “roma dance cup”.

In che modo la formazione nella danza ha influenzato il tuo modo di interpretare un personaggio sul palco o davanti la macchina da presa?
Posso dirti che la danza mi ha formata come artista, perché mi ha insegnato la disciplina, fondamentale in questo mestiere. Fin da giovanissima, sono stata abituata all’ impegno e al duro lavoro, una formazione che mi porto dietro ancora oggi, e che mi ha impartito un vero e proprio metodo fatto di professionalità, costanza e continuo studio.

C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la recitazione sarebbe diventata al centro del tuo percorso artistico?
C’è stata una fase nella mia adolescenza, in cui ho percepito che solo la danza non mi bastava più, sentivo il desiderio di esplorare anche altri campi artistici, ma ho dovuto aspettare la maggiore età per farlo. Infatti, è stato durante il periodo universitario a messina, che ho avuto l’opportunità di frequentare dei laboratori sperimentali di teatro e da lì mi si è aperto un mondo. Stare in scena mi dava una grande carica, il palco, le luci, il pubblico, l’adrenalina, recitare mi veniva naturale, come se lo facessi da sempre, e da quel momento ho capito che questa sarebbe stata la mia strada.

Il cortometraggio “artificio di coscienza” affronta un tema molto forte come la violenza sulle donne: cosa ha significato per te essere protagonista e sceneggiatrice di un progetto così impegnato?
Era il 2019 quando ho incontrato lo scrittore di messina pino pullella, già premiato in ambito cinematografico nel 2011 al taormina film fest da oliver stone. Pino cercava un’attrice per realizzare un progetto di denuncia, sul tema della violenza sulle donne e, a seguito di un colloquio, colpito dalle mie capacità interpretative, decise di affidarmi il ruolo da protagonista. Pino per questo cortometraggio ha scritto un lungo monologo emozionante e struggente, mentre a me, oltre a scegliermi come attrice, ha lasciato la libertà di creare la storia e la sceneggiatura. Questo è stato un lavoro molto importante, non soltanto perché ha segnato il mio esordio, vincendo anche un premio al madrid international film festival, ma soprattutto perché è solo attraverso la sensibilizzazione che si può educare alla non violenza e al rispetto per le donne.

Hai lavorato tra teatro, musical, cinema e musica: quali tra questi linguaggi senti più vicino alla tua identità artistica? E perché?
Sicuramente il grandeschermo, perché sono una sognatrice, e come disse l’immensa claudia cardinale, una delle mie attrici preferite, il cinema è un sogno e appartiene ai sognatori. Purtroppo però in italia è difficile riuscire a sfondare, a meno che tu non sia figlio di qualcuno o non abbia alle spalle conoscenze importanti, in quanto in italia sono i favoritismi a prevalere, e questo è molto triste. Io stessa ho avuto molte delusioni negli anni, spesso sono stata sostituita in dei ruoli al cinema, con ragazze che portavamo un cognome più importante del mio, ma nonostante tutto non ho mollato. Il riscatto è arrivato nel 2024, quando sono stata scelta come protagonista per il film “dramma popolare” prodotto dalla casa cinematografica di milazzo “ventitreesimastrada” del regista carmelo popolo, un thriller girato interamente in dialetto siciliano, che presto verrà distribuito a livello nazionale dalla casa “emera film”.

Quanto è stato importante per la tua crescita confrontarti con produzioni cinematografiche internazionali?
Tutti i lavori fatti finora, compresi gli anni di gavetta, hanno senz’altro contribuito alla mia crescita artistica. Ovviamente trovarmi su un set internazionale come “cyrano” nel 2021, con un regista premio oscar, quale joe wright, è stato fantastico, un’esperienza irripetibile. Il film, ambientato nella parigi di metà 600, è stato girato interamente in sicilia, con un cast eccezionale. Trattandosi di un musical, ho partecipato a parecchie scene cantate, alcune ralizzate nel cuore della notte, in posti stupendi, come il castello maniace di ortigia o sull’etna, in pieno inverno, infatti a causa del forte freddo molti miei colleghi si sono anche ammalati, ma questi, come sappiamo, sono i rischi del nostro mestiere.

Nel musical come “romeo e giulietta -la vera storia” o in “mi chiamo callas”, hai unito recitazione canto e movimento: quanto ti affascina questa dimensione multidisciplinare dello spettacolo?
Il musical ti permette di abbracciare quelle che sono le tre principali arti dello spettacolo: recitazione, canto, danza, e una personalità poliedrica come la mia, non può non amarli.

Il tuo debutto musicale con “corazón que no ves” segna un nuovo capitolo della tua carriera: cosa ti spinge oggi verso la musica?
Io ho sempre cantato, fin da giovanissima. Poi sono arrivati i musical a milano, con la compagnia “core’s band dance company”, che mi hanno dato l’opportunità di perfezionarmi anche nella musica. Come ho detto prima, ho sempre amato tutto ciò che è spettacolo, che sia canto o recitazione. “corazón que no ves,” mi è stata scritta dal cantautore di patti salvo nigro, un’artista che ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, come ad esempio antonello venditti, insomma un professionista con una lunga carriera alle spalle. Non so cosa accadrà in futuro, se questa canzone mi aprirà nuove porte o meno, no so neanche se continuerò a cantare, quello che posso dire è che in questo momento sento l’esigenza di sperimentare.

Interprerare filumena marturano è una sfida importante per qualsiasi attrice: che tipo di approccio hai avuto con un personaggio così iconico?
Per me è stato un sogno vestire i panni di filumena marturano, uno dei personaggi femminili più celebri del teatro italiano. Emblema della forza delle donne, ostinata, passionale, disposta a tutto per il bene dei suoi figli. Per interpretare questo ruolo ho studiato accuratamente l’opera, guardando i rispettivi film con titina de filippo e regina bianchi, anche se la filumena a cui mi sono ispirata, è quella interpretata da sophia loren in “matrimonio all’italiana” di de sica. Il film non è del tutto fedele all’opera originale di de filippo, ma la loren è così viscerale, intensa, straordinaria. La commedia, è stata portata in scena, con la compagnia messinese “viaggio sulla luna”, in vari teatri tra messina e roma.

Essere originaria di una terra ricca di cultura come la sicilia quanto influisce sulla tua sensibilità artistica?
Tantissimo. Alla sicilia appartengono artisti molto importanti, che hanno scritto la storia dello spettacolo italiano, nel cinema, nella musica, ed io mi sento fortunata di appartenere a questa meravigliosa terra, ma soprattutto mi sento fortunata di essere italiana, perché l’arte nasce proprio qui, nel bel paese.

Qual’è il ruolo o il progetto che sogni di realizzare in futuro e che senti ancora mancare nel tuo percorso?
Sono sempre stata molto ambiziosa, ho ancora tanti obiettivi da raggiungere e progetti da realizzare. Una cosa a cui tengo molto è la laurea magistrale al dams di bologna in “cinema, televisione e produzioni multimediali”, che spero di conseguire al più presto.

Se dovessi descrivere la tua arte con tre parole, quali sceglieresti?
Passione, sentimento e creatività.

Cita tre film che, in qualche modo, ti rappresentano.
Primo fra tutti, non posso non citare uno dei miei film preferiti, quale “il postino” di michael radford, con il grande massimo troisi. Questo film mi rapprenta perché affronta temi a cui sono molto sensibile, essendo una romantica, come il sentimento dell’ amicizia e dell’ amore, ma anche perché è un inno alla poesia, all’arte, che appartiene a tutti, non soltanto ai colti, ma anche alla gente comune. Poi citerei due capolavori con anna magnani, “rosa tatuata” e “bellissima”, in cui interpreta donne straordinarie piene di forza, passione, coraggio, determinazione, carisma. Personaggi che rappresentano il prototipo della donna italica a cui appartengo.

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