Pia Tuccitto

è una cantautrice rock italiana con un percorso artistico consolidato e una forte identità espressiva. La sua carriera prende avvio nel 1993 all’interno del team di Vasco Rossi, con cui…

BIOGRAFIA

#Pia Tuccitto

è una cantautrice rock italiana con un percorso artistico consolidato e una forte identità espressiva. La sua carriera prende avvio nel 1993 all’interno del team di Vasco Rossi, con cui condivide per oltre quindici anni importanti palchi e produzioni live, partecipando a eventi di rilievo come l’Heineken Jammin’ Festival e Rock R’evolution, oltre a numerosi tour in qualità di supporter.

Autrice e compositrice, nel corso degli anni ha firmato brani interpretati da artisti di primo piano della scena musicale italiana, tra cui Patty Pravo, Irene Grandi e lo stesso Vasco Rossi. Parallelamente sviluppa il proprio percorso discografico, pubblicando gli album “Un segreto che”, “Urlo” e “Romantica io”, oltre a numerosi singoli che ne confermano la versatilità e la coerenza stilistica.

Nel tempo, la sua ricerca si è estesa anche ad altri ambiti artistici come la fotografia e il teatro, dando vita a progetti multidisciplinari come lo spettacolo “ioelei”, realizzato in collaborazione con Federica Lisi Bovolenta. Una produzione che testimonia la sua capacità di muoversi tra linguaggi diversi mantenendo una forte impronta personale.

Nel 2026 torna con il singolo “Qualsiasi cosa al mondo”, prodotto insieme a Frank Nemola presso il Montecalvo Studio e distribuito su tutte le piattaforme digitali. Il brano, intenso e diretto, racconta la dimensione assoluta dell’amore, capace di superare ogni limite e ostacolo, e si distingue per una durata essenziale di poco più di un minuto. La sua uscita anticipa un nuovo progetto discografico più ampio, che vedrà la luce dopo l’estate sotto forma di doppio album.

Tra i suoi lavori più recenti figurano anche i singoli “Cento e 1000 lacrime”, “Ora puoi volare”, “W la Libertà” feat. Augusta Melisi, “Un aiuto speciale” feat. Rosy Velasco, “Le corna in testa”, “E’ inutile parlare”, “Come sto? Non lo so”, “Ciao amore” e “My sister is down”, tappe di un percorso in continua evoluzione.

A partire dal 2025 ha inoltre attivato il proprio canale Bandcamp, attraverso cui rende disponibile la sua musica e il merchandising, rafforzando il rapporto diretto con il pubblico e confermando una presenza attiva e indipendente nel panorama musicale contemporaneo.

Cos’è per te la musica?
È tutto: ti rilassa, ti carica, ti riempie di ricordi e di profumi. Noi siamo nati con la musica: il battito cardiaco della mamma è musica, il silenzio è musica. Mi sento fortunata perché lei ha scelto me come mezzo per scriverla e divulgarla.

Come nasce il tuo nuovo singolo “Qualsiasi cosa al mondo” e quale esigenza creativa lo ha generato?
Il brano è nato poco tempo fa e la particolarità è la durata. Come mi succede spesso nei miei dischi, adoro inserire piccoli pensieri e metterli in musica; questa volta non è un pezzo riempitivo, ma un vero protagonista. L’arrangiamento rock è venuto da sé, perché è dentro di me.

In che modo hai lavorato alla scrittura e all’arrangiamento di un brano così breve ma così intenso?
Nel modo in cui ho lavorato tutti gli altri brani. La musica ha una forza magica e ti dà la libertà di fare solo ciò che senti. Non pensare è il trucco, altrimenti la magia svanisce. Non è stato difficile: ho seguito ciò che sentivo dentro di me e, questa volta, è durato solo 1:17.

Cosa rappresenta per te oggi l’amore raccontato nel tuo nuovo singolo?
Il testo è molto semplice ma di profonda intensità: quel “per te rinuncerei a qualsiasi cosa al mondo” è una promessa d’amore. È una canzone da ascoltare in loop.

Quanto del tuo percorso con Vasco Rossi ha influenzato la tua identità di cantautrice rock?
Sono nata rock: avevo un anno e mia madre racconta che, appena sentivo Rocky Roberts, scuotevo il lettino saltellando. È proprio vero che rockettari si nasce. Nel 1993, quando Vasco mi scelse, ero convinta che solo lui potesse capire le mie potenzialità, e così è stato. Poi ho scelto la mia libertà e, dopo 15 anni, me ne sono andata: volevo essere libera, i contratti soffocano la fantasia. È stata un’esperienza indimenticabile e di grande crescita personale.

Che cosa ti ha lasciato l’esperienza dei grandi palchi e dei tour internazionali?
Mi sono divertita molto. Ho cantato sugli stessi palchi dove si sono esibiti grandi artisti italiani e internazionali. Dopo quell’esperienza ho continuato a esibirmi in contesti importanti, come Berlino allo SO36, dove negli anni ’70 si esibiva David Bowie, e alla Cittadella di Saladino al Cairo, dove rappresentavo l’Italia. Ogni avventura è raccontata sul mio sito.

Come è cambiato il tuo modo di scrivere canzoni nel corso degli anni?
Sinceramente non lo so: è come quando da piccoli si diventa grandi senza accorgersene. Dal 2011 arrangio le mie canzoni e mi diverto a farlo con i miei produttori Frank Nemola e Luca Bignardi, cosa che prima non facevo. Ho introdotto l’organetto nel brano “Cento e 1000 lacrime”, scelta poco comune nel rock italiano, e ultimamente ho inserito anche l’armonica, perché amo quel suono nostalgico e pacifico in stile Neil Young. Sono coraggiosa e mi piace divertirmi con la musica.

Cosa significa per te essere sia interprete che autrice dei tuoi brani?
Mi piace cantare solo le mie canzoni: non faccio cover, se non delle mie. Sono sempre stata coerente con me stessa: sono una cantautrice rock libera e ribelle.

In che modo progetti come teatro, fotografia e musica si influenzano tra loro nel tuo lavoro?
Le arti non hanno confini ed è bello mescolarle: insieme diventano più potenti.

Cosa cerchi di comunicare oggi al pubblico attraverso la tua musica?
Rispetto, amore e le esperienze della vita. La cosa più importante è che in ogni brano ci sia la profondità della mia anima.

Come vivi il passaggio tra la dimensione live e quella più intima dello studio di registrazione?
Sono due emozioni diverse, ma mi piacciono entrambe allo stesso modo. In studio do sfogo alla mia creatività insieme al maestro Frank Nemola; nei live mi diverto a interpretarle con la mia band: Stefano Peretto alla batteria, Pierluigi Mingotti al basso e Luca Longhini alla chitarra.

Qual è il ruolo della libertà artistica nel tuo percorso attuale?
Divulgare emozioni e scoprire che tante persone si riconoscono in esse.

Cosa ti ha spinto ad aprire il canale Bandcamp e a rendere la tua musica più diretta al pubblico?
Seguo molto i consigli del mio team e la creazione del canale mi ha reso più visibile. È uno spazio dove è possibile scaricare musica in alta qualità, trovare il merchandising e creare una community.

Come immagini il nuovo doppio album che arriverà dopo l’estate?
Lo immagino rock… e non solo.

Qual è la sfida più grande oggi per una cantautrice rock nel panorama musicale contemporaneo?
La musica rock in Italia ha sempre avuto pochi spazi, oggi meno di prima. Nonostante questo, il rock non morirà mai. Quando facevo parte del mondo discografico hanno spesso cercato di ostacolarmi, ma, essendo ribelle, ho sempre trovato altre strade per esprimermi.

Se dovessi descrivere la tua musica con tre parole, quali sceglieresti?
Semplicemente: Pia Tuccitto.

SHARE

Contatti