Nunzio Bellino

nato a Napoli nel 1989, è un attore, attivista e personaggio televisivo italiano noto a livello internazionale come “The Elastic Man”. Affetto dalla Sindrome di Ehlers-Danlos, una rara patologia genetica…

BIOGRAFIA

#Nunzio Bellino

nato a Napoli nel 1989, è un attore, attivista e personaggio televisivo italiano noto a livello internazionale come “The Elastic Man”. Affetto dalla Sindrome di Ehlers-Danlos, una rara patologia genetica che comporta un’elevata iperestensibilità della pelle e delle articolazioni, ha trasformato la propria condizione in un potente strumento di sensibilizzazione sociale, diventando un simbolo di resilienza nella lotta contro il bullismo, la violenza e ogni forma di discriminazione.

Appassionato di recitazione fin da giovane, si è formato professionalmente presso l’Accademia Molière, studiando con attori e registi di rilievo come Luca Capuano. Ha iniziato il suo percorso artistico partecipando a cortometraggi e serie televisive, tra cui la web-soap “Passioni Senza Fine 2.0”, condividendo il set con interpreti del panorama televisivo italiano come Maria Rosaria Virgili, Ivan Boragine, Lorenzo Patané ed Emanuela Tittocchia.

La svolta arriva con “Elastic Heart”, cortometraggio-documentario diretto da Giuseppe Cossentino e distribuito su Amazon Prime Video all’interno della serie “The Ticket Show”. L’opera racconta in maniera intensa e autentica la sua vita, affrontando temi come il lutto, il bullismo subito durante l’infanzia e la convivenza con una malattia rara. Il progetto ottiene importanti riconoscimenti, tra cui la candidatura ufficiale ai David di Donatello 2023, premi ai Rome Web Awards per Miglior Sceneggiatura e Miglior Trailer, oltre alla nomination per Bellino come Miglior Attore Protagonista, la finale al Trailers FilmFest e una menzione d’onore al Festival del Cinema di Cefalù 2023.

Il suo percorso si estende anche all’editoria, sempre in collaborazione con Giuseppe Cossentino. Tra le opere più significative figurano “L’Uomo Elastico”, un libro a fumetti disegnato da Tiziano Riverso e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e a Casa Sanremo Writers, utilizzato anche come strumento educativo nelle scuole, e “Cuore elastico”, autobiografia pubblicata da Olisterno Editore, parte del cui ricavato è destinato alla ricerca sulle malattie rare e che è stata presentata alla Camera dei Deputati.

Accanto all’attività artistica, Bellino è editore del magazine online elasticmedianews.it, una testata dedicata ad attualità, spettacolo e tematiche sociali con l’obiettivo di dare voce agli “invisibili”. La sua presenza mediatica è costante, con partecipazioni su reti nazionali e locali, tra cui il monologo a “Storie Italiane” su Rai 1 condotto da Eleonora Daniele, apparizioni su Sky, Canale 8, Telecapri, Telenorba e la partecipazione su Rai 2 nel programma “La Porta Magica” condotto da Andrea Delogu.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Eccellenza del Made in Italy al Sud, conferito a Napoli nella cornice del Maschio Angioino, e la medaglia d’onore dell’Accademia Internazionale Partenopea Federico II per il suo impegno artistico e sociale. Più recentemente è stato premiato insieme al regista Giuseppe Cossentino all’Amura International Film Festival per lo short movie sociale “Io credevo in te”, dedicato al tema del randagismo e dell’abbandono degli animali, in cui ha ricoperto il ruolo di protagonista e produttore.

Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è un’ancora di salvataggio e una lente di ingrandimento sulla realtà. È lo strumento più potente che abbiamo per trasformare il dolore, il disagio e l’invisibilità in qualcosa di universale e condivisibile. Non è solo estetica; è comunicazione pura, un ponte che unisce le anime e abbatte le barriere del pregiudizio.

Cosa rappresenta per te oggi la tua condizione e in che modo ha trasformato il tuo modo di vedere la vita e l’arte?
Oggi la mia condizione – convivere con la Sindrome di Ehlers-Danlos – non è più un limite o una condanna, ma una caratteristica identitaria che mi rende unico. Ha trasformato radicalmente il mio modo di vedere la vita, insegnandomi il valore della fragilità e della resilienza. Nell’arte mi ha dato una direzione chiara: non recito o creo per me stesso, ma per dare corpo e voce a verità che spesso spaventano o vengono ignorate.

Quando hai capito che la tua storia poteva diventare uno strumento di sensibilizzazione per gli altri?
L’ho capito nel momento in cui ho deciso di smettere di nascondermi e ho visto le reazioni delle persone. Quando ti rendi conto che raccontare le tue cicatrici, fisiche ed emotive, dà ad altri il coraggio di uscire dall’ombra e di non vergognarsi più, capisci che la tua storia non appartiene solo a te. Ha una missione sociale.

In che modo il bullismo vissuto durante l’infanzia ha influenzato il tuo percorso umano e artistico?
Il bullismo è una ferita profonda che ti porti dentro per sempre, ma nel mio percorso ha agito come un acceleratore di empatia. Umanamente mi ha spinto a difendere chiunque si trovi in difficoltà; artisticamente ha alimentato la mia urgenza espressiva. Quella rabbia e quel senso di ingiustizia subiti da bambino si sono trasformati nella benzina che uso per combattere le discriminazioni sul set, in TV e nella vita di tutti i giorni.

Che significato ha per te “Elastic Heart” e quanto ti ha cambiato raccontarti in modo così profondo e diretto?
Elastic Heart (il cortometraggio sociale diretto da Giuseppe Cossentino) rappresenta la mia rinascita. È stato il mio manifesto di libertà. Mettermi a nudo in modo così diretto su Amazon Prime Video e davanti al pubblico mi ha cambiato profondamente: mi ha tolto l’armatura di dosso, ma mi ha reso paradossalmente invincibile, perché quando non hai più paura di mostrare chi sei, nessuno può più usarti contro la tua unicità.

Qual è stata l’emozione più forte nel vedere il tuo lavoro riconosciuto in contesti importanti come i David di Donatello e altri festival?
È stato un mix di incredulità e profonda giustizia poetica. Vedere una storia di sofferenza, ma anche di grande riscatto, arrivare in concorso ai premi del cinema italiano come i David di Donatello e ricevere premi internazionali è la dimostrazione che il cinema sociale ha un valore immenso. L’emozione più forte è stata pensare: “Ce l’abbiamo fatta, la nostra voce è arrivata dove doveva arrivare”.

Come nasce il desiderio di portare la tua storia anche nel mondo editoriale tra fumetto e autobiografia?
Nasce dalla volontà di utilizzare linguaggi diversi per raggiungere pubblici diversi, specialmente i più giovani. L’autobiografia “Cuore elastico” serve a scendere nei dettagli più intimi della mia vita, mentre il fumetto “L’Uomo Elastico” trasforma la patologia e la diversità in un superpotere. Volevo che i ragazzi vedessero che un supereroe può nascere proprio da ciò che la società immatura considera un “difetto”.

Cosa significa per te dare voce agli “invisibili” attraverso elasticmedianews.it?
Significa creare uno spazio dove nessuno viene escluso. Ho fondato il magazine online Elastic Media News proprio con l’obiettivo di fare informazione e dare spazio all’attualità, allo spettacolo e al sociale, accendendo i riflettori su storie umane vere, patologie rare e battaglie civili che i grandi media a volte dimenticano. Dare voce a chi non ce l’ha è un dovere morale.

Quanto è importante oggi la televisione nel tuo percorso e nel diffondere i messaggi che porti avanti?
La televisione ha un ruolo fondamentale per l’impatto e la capillarità che possiede. Essere ospite in programmi nazionali su Rai 1 e Rai 2 come Storie Italiane o La Porta Magica mi permette di entrare direttamente nelle case di milioni di italiani. La TV, se usata con intelligenza e sensibilità, resta un amplificatore straordinario per normalizzare la diversità e fare cultura sulle malattie rare.

Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere a chi vive una condizione difficile o si sente diverso?
Il messaggio è semplice ma vitale: la tua diversità è il tuo punto di forza, non il tuo limite. Non permettete mai a nessuno di definirvi in base ai vostri problemi o alle vostre condizioni fisiche. Siete unici e l’unicità è una ricchezza. Imparate a fare della vostra fragilità uno scudo e un’arma di consapevolezza.

Guardando al futuro, quale progetto senti più urgente e necessario da realizzare?
Sento l’urgenza di portare il mio messaggio in modo ancora più capillare nelle scuole, attraverso progetti audiovisivi e laboratori dedicati. C’è ancora troppo bullismo e troppa disinformazione tra i giovani. Inoltre, cinematograficamente, l’obiettivo è continuare a produrre storie capaci di scuotere le coscienze, magari con un lungometraggio internazionale che parli di inclusione.

Descriviti in tre parole.
Resiliente, autentico, elastico.

SHARE

Contatti