Michele Campobasso

nasce a Bari il 20 luglio 1973, città in cui vive e lavora come naturopata, affiancando da sempre alla professione la grande passione per la recitazione cinematografica. Fin da ragazzo…

BIOGRAFIA

#Michele Campobasso

nasce a Bari il 20 luglio 1973, città in cui vive e lavora come naturopata, affiancando da sempre alla professione la grande passione per la recitazione cinematografica. Fin da ragazzo mostra una naturale predisposizione per il mondo dello spettacolo e per lo sport, partecipando ai campionati regionali e provinciali di nuoto juniores fino ad arrivare a un’importante presenza ai campionati italiani giovanili al Foro Italico di Roma.

Tra i 15 e i 18 anni inizia a sperimentare la recitazione insieme a un amico videomaker, realizzando sketch amatoriali per puro divertimento, esperienza che segna l’inizio del suo interesse concreto per il cinema. Nel 1994 fonda con alcuni amici una piccola casa di produzione senza scopo di lucro, la Garden TV, iniziando a partecipare a diversi cortometraggi e a maturare esperienza sul campo. In questi anni prende parte a vari concorsi, ottenendo riconoscimenti come il Premio della Giuria per “Suspence” all’Internet Film Festival di Cinecittà nel 2000, il Premio “Corti a Confronto” a Bari per “The Buzz” nel 2001 e un premio al Festival del Corto Cinematografico nel 2003 con “L’Ospite”.

Parallelamente compare come opinionista sportivo in trasmissioni locali dedicate al calcio su emittenti come Oggi TV e Telenorba, e prende parte ad alcuni progetti pubblicitari e musicali, tra cui lo spot “Book Puglia” diretto da Mario Tani e il videoclip “Ad ogni Danza” del gruppo pugliese Mashitup.

Dopo un periodo di pausa dal mondo televisivo e cinematografico, nel 2017 torna sul set partecipando come figurazione nella serie Braccialetti Rossi girata a Bari. Dal 2018 intensifica la sua presenza in produzioni italiane e internazionali realizzate tra Puglia e Basilicata, prendendo parte, tra le altre, alla serie spagnola Club 57, a Le indagini di Lolita Lobosco con Luisa Ranieri e a Fino all’ultimo battito con Marco Bocci e Irene Placido.

Partecipa inoltre al film internazionale Paradox Effect al fianco di Harvey Keitel, interpretando il ruolo di un poliziotto. Tra le altre esperienze figurano le serie Imma Tataranni – Sostituto procuratore con Vanessa Scalera e Il commissario Fenoglio con Alessio Boni, oltre alla produzione internazionale The Serial Killer’s Wife con Angela Griffin, in cui appare nel ruolo di detective.

Prende parte anche al film d’azione Kill ‘Em All 2 con Jean-Claude Van Damme e Peter Stormare. Tra le esperienze più recenti figura la partecipazione come attore al film L’ultima sfida di Antonio Silvestre con Gilles Rocca e Chiara Lezzi, e al film internazionale The Betrayers di David Bezmozgis. Ha inoltre preso parte con una breve apparizione al film Oi vita mia del duo comico Pio e Amedeo.

Tra un set e l’altro ha partecipato come concorrente al programma televisivo I Soliti Ignoti condotto da Amadeus. Il suo percorso artistico continua oggi tra nuove collaborazioni e progetti cinematografici, mantenendo vivo il legame con la recitazione che accompagna da sempre la sua vita.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è come un contenitore che racchiude uno stato d’animo, una convinzione, una personale visione delle cose e del mondo.

Come è nata la tua passione per la recitazione e qual è stato il momento in cui hai capito che avresti voluto farne parte in modo più concreto?

È nata così per caso, per gioco direi, da ragazzini, all’ interno del nostro giardino  condominiale, con una piccola videocamera anni 90, iniziammo a realizzare le prime scenette e sketch divertenti coinvolgendo spesso anche alcuni condomini.

In che modo le tue prime esperienze con gli sketch amatoriali hanno influenzato il tuo modo di stare davanti alla telecamera oggi?

Seppur in modo amatoriale, prima di registrare, si preparavano delle scalette o bozze molto dozzinali, una specie di sceneggiatura da seguire, per cui si cercava di seguire i canoni base della cinematografia, rapportati all’ inesperienza e all’ ingenuità tipica dei ragazzini che si divertivano, ad esempio come posizionarsi davanti la videocamera, che intonazione usare nelle battute, quando era motore e quando azione.

Quanto è stato importante il progetto della Garden TV per la tua formazione artistica e personale?

La Garden Tv è stata la prima idea adolescenziale, per dare vita a un progetto è renderlo “credibile”,  si realizzavano i primi cortometraggi con una certa applicazione e preparazione, dalla regia al ruolo degli attori, dall’ addetto luci al fotografo di scena. Un piccolo “set cinematografico” a costo zero, solo passione individuale, che mi ha fornito le basi della recitazione. Di lì a poco non mancarono le soddisfazioni personali, vincemmo dei premi a tre festival del corto con 3 cortometraggi diversi.

Dopo un periodo di distacco dal mondo del cinema, cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco nel 2017?

Dopo l’ iniziale idea di trasferirmi a Roma per intraprendere la carriera attoriale, fallita quasi subito, ho intrapreso la specializzazione di Naturopata aprendo un Erboristeria, ovviamente la mancanza di tempo mi ha costretto a rinunciare per diverso tempo alla recitazione. Mi sono rimesso in gioco su invito di un amico a partecipare al casting dell’allora serie Tv ” Braccialetti Rossi” girata a Bari, fui prescelto per partecipare come comparsa, quell’ esperienza ha riacceso in me la scintilla. 

Che differenza percepisci tra lavorare come figurazione e interpretare ruoli più strutturati all’interno di un set?

Senza dubbio c’è una differenza, anche sé la figurazione è il contorno di un film senza il quale è difficilmente realizzabile, il ruolo più strutturato, partendo anche dalla Figurazione Speciale, richiede una maggiore predisposizione e presenza scenica, oltre che una diversa preparazione, in quanto si partecipa attivamente ad una scena, interfacciandosi spesso con gli attori principali, il ruolo piu strutturato ti rapporta direttamente con il regista ed è parte integrante di un film con un coinvolgimento maggiore con la troupe all’interno di un set.

Quale esperienza sui set, tra produzioni italiane e internazionali, ti ha lasciato l’emozione più forte e perché?

Tante esperienza mi hanno lasciato emozioni, indubbiamente 3 sono state maggiormente vissute emotivamente:  

  • Il cortometraggio ” The Buzz” dell’ amico e  regista Mario Tani con cui vincemmo il premio della giuria all’ Internet Film Festival a Cinecittà nella storica Sala Fellini 
  • Il Film ” L’ Ultima Sfida” del regista Antonio Silvestre, in cui interpreto il ruolo del traduttore di un magnate Russo, uscito al cinema e alla rassegna Bifest a Bari lo scorso anno. 
  • La serie Tv americana ” The Saint’ 2″ di Martin Scorsese, girata a Matera a Luglio 2025, interpreto il ruolo di un soldato Romano in scene coinvolgenti con attori internazionali, la partecipazione alla crocifissione di Gesù vissuta sul set è stata emotivamente molto forte oltre all’ importanza mondiale del progetto.

Com’è stato condividere il set con attori di fama internazionale e cosa hai imparato da queste collaborazioni?

Oltre che una conoscenza diretta mi hanno insegnato molto come attori e come persone, poter lavorare a stretto contatto con attori come Harvey Keitel, William Houston, Peter Stormare, Jean Claude Van Damme, Alex Pettyer, Angela Griffin, Der Zuzovsky non è roba di tutti i giorni direi, non dimentico gli attori Italiani del calibro di Alessio Boni, Luisa Ranieri, Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo, Pio e Amedeo, Diego Abatantuono, Maria Grazia Cucinotta.

In che modo il tuo lavoro come naturopata dialoga con la tua attività di attore e con la tua sensibilità artistica?

Sé vogliamo la Naturopatia è una forma di arte, comprendere lo squilibrio psicofisico delle persone tramite una personale visione del rimedio naturale, grazie alla conoscenza e all’ interpretazione della Natura.

Cosa provi quando ti trovi immerso nell’atmosfera di un set cinematografico, tra attese, preparazione e riprese?

All’ inzio c’ è curiosità, man mano che si preparano a girare, si attivano  contemporaneamente tutti gli addetti della Troupe, dal regista allo scenografo, dal fotografo all’ aiuto regista fino ai tecnici luci e alla cinepresa. In questa situazione cresce nella mia persona un mix che spazia tra concentrazione e adrenalina, fin quando non sono immerso totalmente e quindi distaccato da tutto, al momento della performance. 

Quale ruolo senti più vicino alla tua personalità e quale, invece, rappresenterebbe per te una vera sfida interpretativa?

Onestamente il ruolo che più si avvicina non l ho ancora interpretato ( rido ) ho fatto il Poliziotto, Carabiniere, Taxi Driver, Interprete, Soldato Romano, Avvocato, persino il venditore di cocco sulla spiaggia, se rifletto dentro di me, senza dubbio l’ Interpretazione di un atleta coinvolto in una storia di sport con la drammaticità tipica delle difficoltà e dei sacrifici per giungere  alla vittoria  ed al trionfo di una competizione importante. Se posso fare degli esempi posso citare: Fuga per la vittoria, Momenti di Gloria, Invictus ecc.

Quanto contano per te la disciplina e la costanza nel costruire un percorso artistico nel tempo?

Sono assolutamente fondamentali, ritengo in tutte le professioni, maggiormente in quella cinematografica e teatrale, poiché si deve fondamentalmente convincere chi ti offre la possibilità di espressione e soprattutto piacere al pubblico che osserva e giudica.

C’è un genere cinematografico in cui ti piacerebbe lavorare di più in futuro? Qual è il sogno artistico che desideri ancora realizzare come attore?

Come ho specificato prima, un genere drammatico / sportivo mi piacerebbe molto. Alla venera età di 52 anni è un po’ difficile è anche vero che i sogni non conoscono età, se devo essere sincero e senza ipocrisia, il sogno di tutti quelli che si cimentano in questo campo, avere occasioni più importanti per cui maggiori consensi e un po’ di notorietà che non guasterebbe.

Guardando al tuo percorso fino a oggi, cosa pensi ti abbia insegnato di più l’esperienza sul campo?

Mi ha insegnato ad osservare e incapsulare situazioni vissute personalmente, le quali nella teoria sono immaginarie e ipotizzabili così per ogni singolo attore in base alla sua predisposizione e preparazione, non sono certezze, che invece si verificano e vivono sul campo. In parole povere, l’ Interpretazione di un determinato personaggio che l’ attore apprende e studia dalla sceneggiatura,  portandolo sul set, è personalizzato, e per quanto credibile, non è sempre uguale a quello che vorrebbe il regista o la veridicità della scena in essere, per cui l’ esperienza ti porta ad essere poliedrico e trasformista per interpretare immediatamente quello che viene richiesto di essere.

Come immagini la tua evoluzione nei prossimi anni tra cinema, televisione e nuovi progetti?

Nel mio piccolo mondo, mi auguro di poter crescere e avere sempre maggiori opportunità che possano accrescere la mia esperienza e la mia passione. Perché no, anche una possibilità in un campo che, mio malgrado, non ho mai sperimentato, quello teatrale.

Descriviti in tre parole.

Interiore: cerco di viaggiare interiormente cercando risposte oltre le apparenze. Resiliente: Ricerco sempre la forza di superare le turbolenze che accadono nella vita mantenendo una personale consapevolezza di come tutto cambia. Riflessivo: Prudente e attento, analizzo profondamente azioni e pensieri prima di agire. 

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