Roald Dahl – Le streghe

Bentornat* viaggiatrici e viaggiatori della fantasia! È sempre un piacere ritrovarvi per una nuova avventura tra storie straordinarie, misteri nascosti e mondi dove nulla è davvero come sembra. Oggi ci incamminiamo in un racconto che ha fatto tremare e sognare generazioni di lettori: una storia in cui le streghe non cavalcano scope né indossano cappelli a punta, ma si nascondono tra la gente comune. Benvenuti nell’universo oscuro, divertente e indimenticabile di “Le Streghe”.

Introduzione

“Le Streghe” (The Witches) è uno dei romanzi più celebri di Roald Dahl. Fu pubblicato per la prima volta nel 1983 dalla casa editrice britannica Jonathan Cape e successivamente tradotto in numerose lingue, tra cui l’italiano (nel 1987 edito Salani), diventando uno dei classici della letteratura per ragazzi. Il libro racconta la storia di un bambino senza nome che, dopo la morte dei genitori, vive con la sua amatissima nonna norvegese. È proprio lei a rivelargli un terribile segreto: le streghe esistono davvero e dedicano la loro vita a eliminare tutti i bambini del mondo. Quando il protagonista si imbatte accidentalmente nel raduno annuale delle streghe d’Inghilterra, si ritrova coinvolto in una delle avventure più pericolose della sua vita.

Recensione dell’opera

“Le Streghe” è molto più di una semplice storia fantastica. Dahl costruisce un racconto capace di mescolare ironia, suspense, umorismo nero e tenerezza in modo magistrale. L’autore ribalta completamente l’immagine tradizionale delle streghe. Non sono creature mostruose facilmente riconoscibili, ma donne apparentemente normali che si confondono tra la folla. Questo dettaglio rende il romanzo particolarmente inquietante, perché porta il lettore a chiedersi chi possa essere davvero una strega. La narrazione procede con un ritmo veloce e coinvolgente. Ogni capitolo alterna momenti di comicità a situazioni di autentica tensione. Il lettore si trova continuamente sospeso tra meraviglia e paura, proprio come accade nelle migliori fiabe antiche. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la capacità di Dahl di trattare temi profondi senza perdere leggerezza. Il protagonista affronta il lutto, la perdita, il cambiamento e l’incertezza del futuro, ma lo fa attraverso un’avventura che non smette mai di sorprendere. La trasformazione del bambino in topo, anziché rappresentare una condanna definitiva, diventa una nuova opportunità per affrontare il mondo da una prospettiva diversa. È una scelta narrativa insolita e coraggiosa che distingue “Le Streghe” da molte altre opere per ragazzi. Spulciando tra le curiosità sull’autore, possiamo dire che Roald Dahl nacque in Galles nel 1916 da genitori norvegesi. Prima di diventare scrittore fu pilota della Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale e lavorò anche come diplomatico e sceneggiatore. Possedeva un’immaginazione straordinaria e una visione molto particolare dell’infanzia. Nei suoi libri i bambini sono spesso intelligenti, coraggiosi e capaci di affrontare adulti ingiusti, crudeli o arroganti. Questo tema ricorre in gran parte della sua produzione, da “Matilda” a “La fabbrica di cioccolato”. Il romanzo che analizziamo ha avuto un enorme successo internazionale e ha ispirato diverse trasposizioni cinematografiche, tra cui il celebre film del 1990 diretto da Nicolas Roeg e il remake del 2020 prodotto da Robert Zemeckis.

Profilo psicologico dei personaggi principali

Il bambino (ovvero il protagonista che non ha realmente un nome nella storia): rappresenta il coraggio, la curiosità e l’adattabilità. Pur essendo molto giovane, affronta eventi traumatici e situazioni terrificanti senza perdere la propria capacità di meravigliarsi. Psicologicamente rappresenta il bambino che cresce imparando a convivere con la paura;

La Nonna: è la saggezza, l’affetto e la protezione. È una delle figure più amate dell’intera opera di Dahl. Forte, intelligente e determinata, rappresenta il rifugio sicuro contro le minacce del mondo. La sua conoscenza delle streghe nasce dall’esperienza e dalla memoria;

La Strega Suprema: manipolazione, fanatismo e crudeltà. È uno dei villain più memorabili della letteratura per ragazzi. Carismatica e terrificante, guida le altre streghe con assoluta autorità. Rappresenta il lato più oscuro del potere esercitato senza empatia;

Bruno Jenkins (il bambino coprotagonista): Ingordigia e ingenuità. Bruno incarna uno dei tratti tipici dei personaggi di Dahl: il vizio portato all’estremo. Tuttavia, dietro la comicità del personaggio si nasconde la fragilità di un bambino facilmente manipolabile;

Le Streghe: simboleggiano l’ossessione, il mascheramento e il conformismo. Le streghe del romanzo sono unite da un odio irrazionale verso i bambini. Psicologicamente rappresentano il pericolo dell’intolleranza e della disumanizzazione dell’altro.

Riferimenti culturali e simbolici

Uno degli aspetti più affascinanti di “Le Streghe” è il modo in cui Dahl rielabora il folklore europeo. Le sue streghe affondano le radici nelle antiche leggende medievali, ma vengono completamente reinventate. Non vivono in foreste isolate né praticano rituali segreti alla luce della luna. Si nascondono invece, nella normalità quotidiana, trasformando ciò che dovrebbe apparire rassicurante in qualcosa di potenzialmente minaccioso. La figura della nonna richiama le antiche narratrici della tradizione orale nordica. Come le anziane delle fiabe popolari, è custode di conoscenze proibite e protegge il protagonista attraverso il sapere e l’esperienza. L’hotel in cui si svolge gran parte della vicenda assume una forte valenza simbolica. È uno spazio chiuso e apparentemente elegante che nasconde una realtà pericolosa. Come i castelli delle fiabe gotiche, rappresenta il luogo dell’inganno e della prova iniziatica. Anche la trasformazione in topo possiede un significato profondo. Nelle fiabe e nel folklore la metamorfosi è spesso simbolo di cambiamento, crescita e passaggio da una condizione all’altra. Nel caso del protagonista, diventare topo significa imparare a guardare il mondo da una prospettiva nuova e sviluppare una forza interiore che prima non possedeva. L’opera contiene, infine, richiami alle fiabe classiche dei fratelli Grimm e alle narrazioni popolari europee, dove il male può assumere sembianze seducenti e dove il vero coraggio consiste nel riconoscere la verità dietro le apparenze.

Conclusione

Ordunque, questo è molto più di un romanzo per ragazzi. È una fiaba moderna, oscura e brillante, che parla di coraggio, affetto e capacità di affrontare l’ignoto. Attraverso una storia apparentemente semplice, Roald Dahl invita il lettore a guardare oltre le apparenze e a non sottovalutare mai la forza dell’intelligenza e della gentilezza. Se non hai ancora incontrato la formidabile nonna e la terribile Strega Suprema, questo è il momento perfetto per farlo! E quando tornerai dal tuo viaggio tra pozioni, topi e segreti nascosti dietro sorrisi impeccabili, ricominceremo a viaggiare tra inchiostro e magia!

Che aspetti!? Nel mentre, alla prossima avventura!

a cura di Mary Recchimurzi


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