è un artista italiano il cui percorso prende forma lontano dai riflettori, con un passato nella carriera militare che precede l’incontro, quasi casuale, con il mondo dell’animazione nel 2011. Da quel momento intraprende un cammino di crescita personale e artistica che lo porta dai villaggi turistici alle prime esibizioni, fino a calcare palchi sempre più importanti e a diventare protagonista di spettacoli ed eventi.
L’animazione rappresenta per lui una vera e propria scuola di vita, offrendogli l’opportunità di viaggiare, confrontarsi con il pubblico e sviluppare una forte capacità comunicativa. Parallelamente approfondisce il teatro, frequentando un’Accademia teatrale e lavorando come attore in una tournée nazionale, consolidando così la propria presenza scenica e la consapevolezza artistica.
Nel 2025 debutta nel panorama discografico con “Vasame Ancora”, prodotto da Mauro Spenillo, brano che ottiene un immediato riscontro dal pubblico, diventando colonna sonora di numerosi villaggi turistici e trasformandosi anche in un ballo ufficiale. L’anno successivo segna un’ulteriore svolta nel suo percorso: nell’estate del 2026 è protagonista di un tour in tutta Italia insieme al Maestro Gianni Mazza, volto noto di Rai 1, esperienza che contribuisce ad arricchire il suo bagaglio professionale.
Sempre nel 2026 pubblica “M’a Innamoro”, un nuovo singolo dalle sonorità ispirate agli anni ’80, ancora una volta scritto e arrangiato da Mauro Spenillo. Oggi Felice Ferrante porta la sua musica sui palchi italiani attraverso concerti, feste patronali, sagre ed eventi pubblici, costruendo un rapporto diretto e autentico con il pubblico. Il suo repertorio unisce canzone napoletana, musica italiana e brani originali, in uno stile che fa del coinvolgimento e dell’energia condivisa il cuore della sua identità artistica.
Cos’è per te l’arte?
L’arte innanzitutto è un dono. Per chi ha la fortuna di averla deve alimentarla. È una forma di comunicazione che usa l’emozione. È un modo di esprimersi.
Come è avvenuto il passaggio dalla carriera militare al mondo dello spettacolo e cosa ti ha spinto a cambiare direzione?
È stato tutto per caso. Per far contento un mio carissimo amico accettai di fare un provino per un’agenzia di animazione. Da lì si sono aperte tante strade, tra cui quella di aver conosciuto a fondo me stesso.
Quanto l’esperienza nell’animazione ha influenzato il tuo modo di stare sul palco e relazionarti con il pubblico?
Tantissimo. Io devo tutto all’animazione. Senza di essa non sarei dove sono ora.
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica sarebbe diventata parte centrale del tuo percorso?
In verità l’ho sempre sottovalutata, anche influenzato dalle tante voci negative del tipo “trovati un lavoro stabile”. Io l’ho sempre coltivata questa passione fino a farla diventare un lavoro vero e proprio, prendendomi tutti i rischi.
Come nasce “Vasame Ancora” e ti aspettavi un riscontro così forte da parte del pubblico?
“Vasame Ancora” nasce da una bellissima collaborazione con il maestro Mauro Spenillo, attuale produttore di Andrea Sannino. Ha sposato la mia intenzione di crearmi un’identità e oggi ho le mie soddisfazioni.
Che tipo di emozione cerchi di trasmettere attraverso i tuoi brani e le tue esibizioni dal vivo?
Lavorare con il Maestro Mazza ha arricchito tantissimo la mia esperienza artistica, oltre all’onore, logicamente, di far parte del suo cast. Mi ha insegnato che non bisogna mai mollare perché i sogni possono diventare realtà.
Com’è stato lavorare e andare in tour con il Maestro Gianni Mazza e cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Lavorare con il Maestro Mazza ha arricchito tantissimo la mia esperienza artistica, oltre all’onore, logicamente, di far parte del suo cast. Mi ha insegnato che non bisogna mai mollare perché i sogni possono diventare realtà.
“M’a Innamoro” richiama sonorità anni ’80: cosa ti affascina di quel periodo musicale?
Sono molto nostalgico del passato. L’idea di creare “M’a Innamoro” è stata una voglia di ritornare a quei ritmi anni ’80, dove tutto aveva più valore: dalle parole, alle amicizie, agli amori, agli affetti. Per me quegli anni restano indelebili.
Come costruisci i tuoi live tra musica, intrattenimento e coinvolgimento del pubblico?
Amo molto dialogare con il pubblico e quasi sempre durante i miei live scendo dal palco. Mi piace la connessione con un pizzico di ironia da ex animatore che non manca mai. Amo stare tra la gente.
Qual è oggi la tua identità artistica e come pensi possa evolversi nei prossimi anni?
La mia identità è raccontare le mie esperienze attraverso la musica. Niente canzoni scritte tanto per: voglio raccontare la mia storia attraverso le canzoni. L’idea di essere solo interprete mi spegne.
Cosa rappresenta per te il rapporto diretto con le persone durante concerti ed eventi?
Amo molto dialogare con il pubblico e quasi sempre durante i miei live scendo dal palco. Mi piace la connessione con un pizzico di ironia da ex animatore che non manca mai. Amo stare tra la gente.
Descriviti in tre parole.
Mi descrivo in tre parole: riflessivo, profondo e socievole.