Vincenzo Strippoli

Ha una formazione prevalentemente teatrale, ha iniziato il suo percorso con il gruppo 83 di Renzo Deandri all’anfiteatro di Bari, un teatro che descrive come una piccola bomboniera. Ha ampliato…

BIOGRAFIA

#Vincenzo Strippoli

Ha una formazione prevalentemente teatrale, ha iniziato il suo percorso con il gruppo 83 di Renzo Deandri all’anfiteatro di Bari, un teatro che descrive come una piccola bomboniera. Ha ampliato le sue competenze attraverso stage con un rinomato mimo francese Yves Lebreton e con i celebri attori Proietti e Albertazzi. Il suo viaggio professionale lo ha portato a esplorare sia il teatro che il cinema, comprendendo che il teatro offre visibilità tra dieci persone, mentre il cinema e la televisione lo rendono riconoscibile a cento. Enzo ha lavorato con grandi registi come Ermanno Olmi e Damiano Damiani, noto come il pioniere della fiction televisiva con la creazione della famosa serie “La piovra”. Ha collaborato con attori del calibro di Abatantuono, Claudio Amendola, Sandrelli, Lino Banfi, Alessandro Preziosi, Luisa Ranieri e molti altri. Ha fatto parte di produzioni importanti sia per Rai che per Mediaset, esplorando vari generi e stili. Recentemente, ha scritto e diretto la sua prima fiction d’autore, “Dentro o Fuori “, un progetto ambizioso che sta per vedere la luce. Con una carriera che spazia dal teatro classico a Shakespeare, Pirandello e Eduardo, fino a autori contemporanei come Vito Maurogiovanni, Enzo Strippoli continua a essere attivo nel panorama teatrale barese da oltre trent’anni, consolidando il suo impegno nella sua arte, che considera più importante della fama personale.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲’ 𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗰𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲? 𝗖’𝗲’ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼?

La passione l’ho sempre avuta sin da piccolo. A 6 anni conoscevo a memoria quasi tutti i film di Alberto Sordi. 

𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲’ 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼?

Approccio al personaggio in modo naturale e libero da ogni tipo di condizione subito dopo metto me stesso al servizio del personaggio, i miei tic diventano i suoi, gli trasferisco un po’ di me stesso .

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂’ 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶?

Proprio la diversità che esiste tra me e il personaggio… meno ha di me del mio carattere più mi attrae.

𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲’ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼𝗿𝗮 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲’?

Gesù nella passione di cristo di Jacopone da todi perché interpretarlo mi ha dato emozioni fortissime studiato nei minimi particolari dal modo di parlare al modo di muoversi lento pacato ma nello stesso tempo autorevole.

𝗛𝗮𝗶 𝗺𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗲 𝘁𝘂𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗶𝗺𝗼 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗣𝗿𝗼𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮𝘇𝘇𝗶. 𝗜𝗻 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼?

In modo grandioso… Proietti, Albertazzi sono di spessore e anche se ti raccontano la loro vita puoi artisticamente prendere qualcosa…fascino carisma competenza al servizio di giovani (all’epoca) come.me affamati di arte.

𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼, “𝗗𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗼 𝗙𝘂𝗼𝗿𝗶”, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘁𝗶 𝗵𝗮 𝗶𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗶𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗱’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗲? 𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮?

Mi ha ispirato intanto Domenico Gernone che è tra i protagonisti della serie ho scritto la.storia ispirandomi a lui al suo.essere voglio raccontare uno scorcio di vita che dalle nostre parti ancora è presente… il sud purtroppo ancora oggi rimane penalizzato in diversi settori e uno di  questi è proprio il vivere quotidiano.

𝗛𝗮𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗮 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗶. 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶 𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶?

La sfida è arrivare a tutti cercando un linguaggio semplice… negli ultimi 2 anni abbiamo rappresentato una rievocazione dei promessi sposi fatta da me e i complimenti più belli sono stati fatti.dai ragazzi che mi hanno detto…se me l’avessero spiegata così a scuola intanto l’avrei capita ma anche studiata.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗶 𝗹’𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗼𝗿𝗮𝗺𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮?

Positiva è un momento di grande fermento anche se il covid ha rovinato un po’ i piani ma l’arte sta spingendo forte per riprendersi quanto le è stato tolto e sono convinto che lo riprenderà con gli interessi.

𝗗𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲.

Testardo leale sincero.

𝗦𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼?

Fare uno.spettacolo in un teatro di 3000 posti dove TUTTI vengono a pagare il biglietto per vedermi.

𝗣𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗶?

Dentro o fuori la fiction creatura che spero possa avere successo.

Contatti