Viktoria Skidanova

conosciuta da tutti come Viki, è una tatuatrice di 27 anni il cui stile nasce dall’incontro tra elementi ornamentali e dettagli realistici, dando vita a composizioni in cui forza e…

BIOGRAFIA

#Viktoria Skidanova

conosciuta da tutti come Viki, è una tatuatrice di 27 anni il cui stile nasce dall’incontro tra elementi ornamentali e dettagli realistici, dando vita a composizioni in cui forza e delicatezza convivono in equilibrio. L’arte accompagna il suo percorso fin dall’infanzia, quando trascorreva il tempo disegnando e creando con le proprie mani, sviluppando una passione che negli anni l’ha portata a studiare arte e graphic design.

Nel 2020 intraprende il percorso professionale nel mondo del tatuaggio, trovando in questa forma d’arte il modo più autentico per unire creatività, disegno e relazione con le persone. Per Viki il tatuaggio non è semplicemente un’immagine impressa sulla pelle, ma un vero dialogo tra artista e cliente. Ogni progetto nasce dalla storia, dalle emozioni e dai desideri della persona, per poi trasformarsi attraverso la sua sensibilità artistica in un’opera capace di raccontarne una parte del vissuto.

La sua ricerca si concentra in particolare sull’equilibrio tra luce e ombra, attraverso il contrasto tra aree scure e intense e spazi più leggeri, lasciando che sia la pelle stessa a diventare parte integrante della composizione. È proprio questo dialogo tra pieni e vuoti a conferire profondità, armonia e carattere ai suoi tatuaggi.

Particolarmente importante per Viki è anche l’impatto che un tatuaggio può avere sulla percezione che una persona ha di sé: può diventare una fonte di sicurezza, custodire un ricordo significativo o rappresentare un modo per sentirsi più vicini alla propria identità.

La sua ricerca artistica, inoltre, non si limita al tatuaggio. Continua a sperimentare attraverso diverse tecniche e materiali, realizzando stampe in linoleografia, piccoli oggetti fatti a mano, lavori in macramè e opere di scultura. La curiosità verso linguaggi differenti rappresenta per lei un’importante occasione di crescita, permettendole di sviluppare nuovi modi di osservare forme e dettagli.

Convinta che un artista non smetta mai di imparare, Viki continua a studiare, sperimentare e cercare nuovi stimoli anche al di fuori del mondo del tatuaggio. I viaggi, gli incontri, la natura, l’architettura e i piccoli dettagli della quotidianità diventano così fonti di ispirazione che alimentano costantemente la sua creatività e trovano spazio, in forme sempre nuove, nei suoi lavori.

Cos’è per te l’arte e che ruolo ha avuto nella tua crescita personale?
Per me l’arte è un modo per esprimere me stessa, le mie emozioni e le mie idee. Mi piace il fatto che a volte basti un’immagine o anche una sola linea per raccontare un’intera storia, e che ogni persona possa vederci e sentirci qualcosa di diverso. La creatività mi accompagna fin da bambina e ha contribuito molto a formarmi come persona: mi ha insegnato a notare i dettagli, a trovare bellezza anche nelle cose più inaspettate agli occhi degli altri e a scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Come è nato il tuo percorso nel mondo del tatuaggio e cosa ti ha spinto a intraprenderlo?
Ho studiato graphic design all’università e ho avuto la fortuna di avere un percorso molto vario: abbiamo studiato illustrazione, disegnato ritratti e dal vero, lavorato sul packaging, sull’ergonomia, fatto plein air e sperimentato molte altre discipline. Proprio in quel periodo ho capito che ciò che mi piaceva di più era creare le mie illustrazioni, esplorando temi sempre diversi. Con il tempo, alcuni amici hanno iniziato a chiedermi di disegnare per loro dei soggetti da tatuare, che poi venivano realizzati sulla pelle da altri tatuatori. A un certo punto ho capito che volevo completare io stessa questo processo: non solo creare il disegno, ma anche portarlo sulla pelle. Per me rappresentava un livello completamente diverso di arte e di fiducia tra due persone. Così ho deciso semplicemente di provarci, senza sapere se ci sarei riuscita oppure no.

In che modo la tua formazione artistica e nel graphic design influenza oggi il tuo stile?
Penso che la mia formazione artistica e gli studi di graphic design mi abbiano dato una buona base per il mio lavoro di oggi. Mi hanno insegnato a capire la composizione, la luce e l’ombra, a sentire le proporzioni e l’equilibrio e a vedere come elementi diversi possano funzionare insieme creando una composizione armoniosa. Credo che tutto questo influenzi ancora molto il modo in cui creo i miei disegni e li adatto al corpo.

Il tuo stile unisce elementi ornamentali e dettagli realistici: come nasce l’equilibrio tra forza e delicatezza?
Penso che questo equilibrio sia nato in modo abbastanza naturale. Mi è sempre piaciuto il contrasto tra elementi scuri e forti e qualcosa di più leggero e delicato. Con il tempo ho iniziato semplicemente a unire questi due aspetti nei miei lavori e, piano piano, sono diventati parte del mio stile.

Quanto è importante per te conoscere la storia e le emozioni del cliente prima di realizzare un tatuaggio?
La storia del cliente mi aiuta a capire non solo cosa rappresentare, ma soprattutto cosa dovrebbe far sentire il tatuaggio: quale emozione, atmosfera o ricordo dovrebbe rimanere dentro il progetto. Quando invece non c’è una storia precisa, cerco di conoscere la persona attraverso il nostro dialogo e di trovare un’atmosfera che possa sentirsi davvero sua.

Cosa significa per te trasformare una storia personale in un’opera sulla pelle?
Per me significa prima di tutto una grande fiducia. Una persona condivide con me qualcosa di personale e io ho la possibilità di interpretare la sua storia attraverso la mia visione, trasformandola in un’immagine che rimarrà con lei nel tempo. Credo che sia proprio questo a rendere il tatuaggio una forma d’arte così speciale.

Nel tuo lavoro dai grande importanza al contrasto tra luce e ombra: cosa rappresenta per te questa dualità?
Mi è sempre piaciuto l’equilibrio tra gli opposti. Le parti chiare diventano più evidenti accanto a quelle scure e viceversa, e penso che nella vita funzioni un po’ allo stesso modo. Per me questo contrasto non rende solo il lavoro visivamente più forte, ma rappresenta anche il modo in cui aspetti diversi possono convivere e completarsi.

Qual è il momento più emozionante del rapporto con una persona che sceglie di affidarsi a te?
Per me è speciale quando, durante il lavoro, scompare un po’ la sensazione di essere semplicemente cliente e tatuatrice. Passiamo molte ore insieme, parliamo, condividiamo storie e a volte, alla fine del progetto, rimane un legame umano molto bello. E naturalmente mi piace soprattutto vedere la reazione della persona alla fine, quando capisco che insieme abbiamo fatto le scelte giuste e che entrambi siamo felici del risultato.

Quanto può influire un tatuaggio sulla percezione che una persona ha di sé stessa?
Penso che un tatuaggio possa influenzare molto il modo in cui una persona vede sé stessa e il proprio corpo. A volte può aiutare a sentirsi più sicuri, a vedere una parte di sé in modo diverso o persino ad affrontare e lasciare andare, a modo proprio, una determinata esperienza della vita. Trovo molto interessante vedere come una sola immagine sulla pelle possa avere un significato così personale per qualcuno.

Oltre al tatuaggio, sperimenti linoleografia, macramè e scultura: cosa ti spinge a confrontarti con tecniche artistiche diverse?
Mi è sempre piaciuto creare qualcosa con le mie mani e faccio fatica a limitarmi a una sola disciplina. Tecniche diverse offrono sensazioni e possibilità completamente differenti, quindi mi piace sperimentare nuovi materiali, imparare a lavorarli e osservare come una stessa idea possa prendere forme completamente diverse.

Quanto conta la sperimentazione nella tua crescita come artista?
Per me la sperimentazione è una parte importante della crescita artistica. Penso che sia proprio grazie agli esperimenti che, poco a poco, ho trovato il mio stile. Mi sono sempre piaciuti gli ornamenti forti e scuri, ma allo stesso tempo mi attiravano lavori più delicati e dettagliati, come fiori, animali ed elementi realistici. Sperimentando, ho iniziato a unire questi due mondi diversi e, con il tempo, ho trovato il mio equilibrio personale.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione e quanto incidono sulla tua produzione artistica?
Non ho una sola fonte di ispirazione. Mi piace osservare ciò che mi circonda: la natura, le persone, l’architettura, le forme e i dettagli. Penso che tutto ciò che vediamo e viviamo rimanga in qualche modo dentro di noi e possa poi trasformarsi, anche inaspettatamente, nell’idea per un nuovo lavoro.

C’è un progetto o un tatuaggio che consideri particolarmente significativo nel tuo percorso?
Non c’è un solo tatuaggio che potrei definire il più significativo. Ci sono piuttosto diversi lavori che guardo e penso: proprio qui ho imparato qualcosa, ho provato qualcosa di nuovo o ho visto per la prima volta una direzione che volevo continuare a seguire. Per me sono particolarmente importanti i progetti in cui una persona si fida completamente di me e mi lascia abbastanza libertà creativa. È proprio in questi lavori che posso sperimentare di più e spesso creare qualcosa che poi diventa una nuova tappa nell’evoluzione del mio stile.

Qual è la sfida più grande che senti di voler affrontare oggi come artista?
Probabilmente la mia sfida più grande in questo momento è continuare a sviluppare il mio stile senza avere paura di cambiarlo. Vorrei sperimentare di più, lavorare su progetti più grandi e vedere dove tutto questo mi porterà con il tempo.

Come immagini l’evoluzione del tuo percorso artistico nei prossimi anni?
Per me è difficile dire esattamente come sarà la mia arte tra qualche anno e, in realtà, questa cosa mi piace. Voglio continuare a provare cose nuove, sviluppare il mio stile e rimanere aperta a come cambierà insieme a me.

Se dovessi descrivere la tua arte attraverso tre parole, quali sceglieresti?
Forza. Delicatezza. Armonia.

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