è un’artista visiva con base in Finlandia che lavora con tecniche miste, tra cui acrilico, olio e collage. La sua ricerca artistica si concentra su temi come la trasformazione, la memoria, la speranza e la bellezza silenziosa della quotidianità, dando vita a opere che uniscono sensibilità emotiva e stratificazione materica.
Originaria della Russia, si trasferisce in Finlandia oltre vent’anni fa, portando con sé il desiderio di costruire un nuovo futuro. L’esperienza di vivere tra culture diverse, apprendere una nuova lingua e creare un senso di appartenenza in un nuovo contesto ha influenzato profondamente sia la sua vita sia la sua voce artistica, rendendo il concetto di identità e adattamento un elemento centrale del suo lavoro.
Parallelamente all’attività artistica, Viktoria vanta oltre trent’anni di esperienza nell’educazione della prima infanzia. Attualmente ricopre il ruolo di direttrice di un asilo, lavorando quotidianamente a contatto con i bambini, la cui curiosità, immaginazione e capacità di stupirsi rappresentano una fonte costante di ispirazione per il suo processo creativo.
Le sue opere si distinguono per l’uso di texture, materiali stratificati e immagini simboliche. Attraverso elementi naturali, fiori e frammenti di testo, riflette sulla crescita, sulla resilienza e sulla capacità umana di trasformarsi restando fedeli a se stessi. Nella serie più recente, “Paper Garden”, esplora il rapporto tra informazione e speranza: i frammenti di giornale diventano simbolo del flusso continuo delle notizie, mentre i fiori rappresentano rinascita e possibilità, suggerendo che anche nella complessità del presente può emergere qualcosa di positivo.
Ispirata dalla natura, dai viaggi, dalla musica e dalle storie umane, Viktoria Dragon crea opere capaci di trasmettere calore, atmosfera ed equilibrio, inserendosi con delicatezza negli spazi del vivere contemporaneo.
Cosa significa per te l’arte?
L’arte è una parte molto importante della mia vita. È il mio linguaggio per esprimere come mi sento, a cosa penso e come vedo il mondo intorno a me. L’arte è anche una fonte di gioia, piacere e libertà.
Quando hai capito per la prima volta che l’arte poteva diventare il tuo linguaggio principale?
Ero una bambina, forse in prima o seconda elementare. Sono sempre stata piuttosto critica verso i miei lavori e non mi sono mai considerata particolarmente talentuosa. Un giorno mi ammalai e dovetti restare a letto per un paio di settimane. Durante quel periodo iniziai a disegnare e dipingere continuamente. Sperimentavo, mi esercitavo e imparavo nuove tecniche. Devo aver utilizzato più di 500 fogli di carta. È stato allora che il mio percorso artistico è davvero iniziato.
In che modo il tuo percorso tra Russia e Finlandia ha plasmato la tua identità artistica?
Mi sono trasferita dalla Russia alla Finlandia da giovane adulta. Sono profondamente grata alla Finlandia per la vita che ho potuto costruire qui. Alcuni miei parenti vivono ancora in Russia e sono sempre felice quando ho l’opportunità di vederli. Tuttavia, il mio cuore è in Finlandia. Mi considero finlandese e credo che questa esperienza tra due culture abbia influenzato la mia identità artistica in molti modi.
Cosa rappresenta il concetto di “trasformazione” nel tuo lavoro?
La trasformazione rappresenta crescita, cambiamento e resilienza. La vita è in continua evoluzione e siamo plasmati dalle nostre esperienze. Nella mia arte, la trasformazione si manifesta sia nei materiali che utilizzo sia nei temi che esploro. Sono affascinata da come esperienze difficili possano, col tempo, trasformarsi in qualcosa di significativo e bello.
In che modo i ricordi e la vita quotidiana si intrecciano nel tuo processo creativo?
Hanno un’influenza molto forte sul mio lavoro. Cerco piccoli momenti nella vita quotidiana che portino gioia e significato. Voglio trovare bellezza anche nei luoghi dove non è immediatamente visibile. Spesso sono proprio queste piccole osservazioni e memorie a entrare nelle mie opere.
In che modo il tuo lavoro con i bambini influenza la tua prospettiva artistica?
I bambini sono molto importanti per me. Vedo ogni bambino come unico e prezioso, come un bellissimo fiore. Ho creato molte opere ispirate all’infanzia e alle esperienze dei più piccoli. Oggi rifletto molto anche sull’impatto della digitalizzazione sui bambini e sul tipo di mondo in cui stanno crescendo.
Cosa ti affascina del lavorare con materiali stratificati e collage?
Mi piace sperimentare nuove tecniche. Combinare materiali diversi crea infinite possibilità narrative e simboliche. Le stratificazioni donano profondità e complessità all’opera, permettendo a più significati e storie di convivere.
La tua serie “Paper Garden” riflette sull’attualità. Qual è il tuo rapporto con le notizie e il loro impatto emotivo?
Molti eventi che accadono nel mondo mi colpiscono profondamente, soprattutto quelli legati al mio paese d’origine. Le notizie possono suscitare tristezza, shock e senso di impotenza. L’arte è il mio modo per elaborare queste emozioni. Anche se non posso cambiare il mondo direttamente, posso esprimere i miei pensieri e sentimenti attraverso il mio lavoro e condividerli con gli altri.
I fiori compaiono spesso nelle tue opere. Che significato simbolico hanno per te?
I fiori simboleggiano vita, crescita, speranza e rinascita. Amo i loro colori, le forme e la loro varietà. Mi aiutano a trasmettere emozioni, stati d’animo e idee. Ogni opera segue un proprio percorso e i fiori diventano spesso parte di questo viaggio.
Come riesci a mantenere la speranza in mezzo al flusso costante di informazioni spesso negative?
Credo che ogni persona costruisca il proprio modo di vedere il mondo. Cerco di essere realista mantenendo però uno sguardo positivo. Penso che gentilezza, creatività e piccoli gesti quotidiani abbiano ancora valore, anche nei momenti difficili.
Che ruolo ha la natura nella tua immaginazione artistica?
La natura è parte di ciò che sono. Veniamo dalla natura e ad essa ritorniamo. Mi dona ispirazione, forza e pace. La sua bellezza, i suoi ritmi e i suoi cicli sono profondamente presenti nel mio lavoro artistico.
Quando senti che un’opera è finita?
È sempre una domanda difficile. Alcune opere si concludono in poche settimane, altre possono restare incompiute per anni. A un certo punto arriva una sensazione interiore che mi dice che l’opera è completa. A volte torno anche su lavori più vecchi e li modifico se sento che hanno ancora qualcosa da dire.
Che tipo di dialogo vuoi creare con il tuo pubblico?
Voglio creare un dialogo delicato e aperto. Spero che il mio lavoro inviti le persone a fermarsi, riflettere e magari vedere le cose da una prospettiva diversa. Sono contraria alla violenza e alla guerra in ogni forma. Il rispetto per le persone e per la natura è molto importante per me. Sono pacifista e questi valori si riflettono nella mia arte.
Stai lavorando a nuovi progetti o serie che approfondiscono ulteriormente questi temi?
Sì. Sono sempre più attratta dal lavorare per serie. All’inizio mi concentravo soprattutto su opere singole, ma ora mi piace sviluppare progetti più lunghi che mi permettono di esplorare i temi in modo più approfondito e da diverse angolazioni.
Se dovessi descrivere la tua arte in tre parole, quali sceglieresti?
Amore. Armonia. Riflessione.