è un’artista nata a Cividale del Friuli nel 1992. Fin dall’infanzia manifesta una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, sviluppando nel tempo una passione sempre più profonda per l’espressione visiva.
Nel 2018 scopre la Fluid Art, una tecnica che la affascina immediatamente e che diventa il fulcro della sua ricerca artistica. Da quel momento intraprende un percorso fatto di studio, sperimentazione e continua evoluzione, arrivando a fondere elementi di pittura astratta e figurativa in uno stile personale e riconoscibile. Le sue opere si muovono attorno a tematiche legate all’introspezione, alla nascita della vita e al mistero dell’universo, trasformando emozioni e pensieri in flussi di colore che si espandono liberamente sulla tela.
A partire dal 2020 affianca alla produzione artistica un’intensa attività di divulgazione, utilizzando i social e YouTube per condividere tecniche, processi creativi e conoscenze legate alla pittura fluida. Questo percorso le consente di costruire una community ampia e partecipe, composta da migliaia di appassionati.
Nel 2023 avvia corsi online dedicati alla Fluid Art, attraverso i quali ha già formato centinaia di persone, accompagnandole nella scoperta di questa tecnica e nello sviluppo della propria creatività. Parallelamente continua a esporre le sue opere in contesti nazionali, consolidando una carriera in cui arte e insegnamento convivono come espressioni complementari di un’unica visione.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è la via più pura e profonda per trasmettere qualcosa al mondo, un qualcosa che ovviamente può variare: puoi trasmettere un messaggio o un’emozione, ma non per forza chi osserva l’opera la coglie, a volte noi lasciamo fluire noi stessi nel colore pensando che la nostra voce sia chiara e comprensibile a chiunque ma spesso l’opera parla in modo diverso a chi la osserva che ne coglie ciò che la sua mente vede, e non è detto che sia la stessa cosa che ci abbiamo visto noi. Questa è la cosa più bella secondo me: riuscire a dare anche più di quello che ci aspettavamo.
Qual è stato il momento in cui hai capito che la Fluid Art sarebbe diventata il centro della tua ricerca artistica?
Ho scoperto la Fluid art quasi per caso, guardando video su Instagram. Ne sono rimasta subito affascinata ma non pensavo che mi avrebbe preso così tanto. È stato difficile imparare, sembra scontata ma è tutt’altro. Le numerose prove e sperimentazioni sono diventate una costante nelle mie giornate al punto da diventare quasi un’ossessione. Quando mi metto in testa di fare una cosa vado avanti finché non riesco a farla… e così è stato!
Cosa ti affascina maggiormente del gesto del colore che fluisce liberamente sulla tela?
La Fluid art è affascinante perché è in parte imprevedibile: possiamo decidere là palette dei colori, la tecnica e il design ma nonostante ciò il risultato finale sarà sempre una sorpresa! Questo rende il processo creativo un continuo divenire che fonde caos e controllo, una sessione di Fluid art può essere quasi un momento meditativo nella quale entri in forte connessione con il colore, molto diverso dalla classica pittura a pennello.
In che modo riesci a bilanciare istinto e controllo all’interno del tuo processo creativo?
In Fluid art, almeno per come la faccio io, bisogna decidere prima se si vuole ottenere un determinato effetto sulla tela e quale, ed agire di conseguenza. Poi si può lasciare andare ed accettare che non tutto è controllabile. Non è semplice ma è quasi terapeutico.
Quanto conta per te l’aspetto emotivo rispetto a quello tecnico nella realizzazione di un’opera?
Quando creo l’aspetto emotivo decide quasi tutto, dalla scelta dei colori alla tecnica, dal soggetto da dipingere fino al risultato finale. Alcune mie opere realizzate in momenti difficili della mia vita rispecchiano pienamente il mio stato d’animo del momento, ad esempio l’ampio uso del nero o l’aggiunta di volti con espressioni precise.
Le tue opere affrontano temi profondi come la nascita e l’universo: da dove nasce questa esigenza di introspezione?
La nascita della vita, la trasformazione, l’infinito sono temi che non mi abbandonano mai, fin da bambina mi sono appassionata ai misteri più profondi e inspiegabili, sono pensieri che mi assillano spesso…non so perché. Mi piace pensare allo spazio e a quanto noi in realtà non siamo nulla in confronto alla vastità di ciò che nemmeno conosciamo e sono fermamente convinta che no, non ci siamo solo noi!
Come si è evoluto nel tempo il tuo stile tra astratto e figurativo?
Ho sempre disegnato e dipinto, fin da bambina. Mi piace molto disegnare a matita ad esempio. La Fluid art ha quel plus che mi mancava, gli effetti psichedelici che crea spettacolari e uniti al figurativo creano il giusto equilibrio fra realtà e illusione.
Cosa significa per te condividere il tuo percorso artistico sui social e costruire una community?
Condividere la Fluid art sui social è una parte importante del processo perché tante persone che la vedono per la prima volta ne rimangono affascinate, come successe a me, mi piace creare connessioni e sono felice di condividere con gli altri questa passione!
Qual è la soddisfazione più grande che provi nell’insegnare la Fluid Art ad altri?
Mi piace molto insegnare e quando ricevo messaggi o mail di ringraziamento da parte di persone che hanno tratto beneficio dai miei insegnamenti beh… non c’è regalo più bello!
In che modo i tuoi corsi online hanno cambiato il tuo approccio all’arte e al pubblico?
I miei corsi in realtà non hanno cambiato molto il mio approccio, certo mi occupano gran parte del tempo perché non lascio gli studenti da soli e ricevo giornalmente decine di mail a cui rispondere, ma mi piace molto perché vedo i progressi che fanno e con molti ho instaurato un rapporto molto bello e profondo!
C’è un’opera a cui sei particolarmente legata e che rappresenta un punto di svolta nel tuo percorso?
Ce ne sono molte! Una in particolare è “Evanescent Life”, un’opera dove ho unito la Fluid art al figurativo. Lo sfondo ricorda una tempesta di neve. Ho dipinto una tigre siberiana che per metà svanisce fondendosi col resto del dipinto. Quest’opera ha segnato l’inizio del mio progetto di fusione fra Fluid art e figurativo!
Qual è la sfida più grande oggi per un’artista che lavora anche come divulgatrice?
Fare entrambe le cose è molto impegnativo, la creazione dei contenuti per i social e i corsi si prendono un’enorme fetta del mio tempo, avendo anche una bimba piccola diciamo che poi di tempo per dedicarmi alla pittura, quella che faccio per me, è veramente poco. La sfida è riuscire a conciliare tutto in modo da non sacrificare nessuna di queste cose!
Come vivi il rapporto tra creazione artistica e insegnamento?
Lo vivo molto bene, mi piace molto insegnare e il fatto di trattare una materia che è poi anche il mio hobby rende tutto più semplice e piacevole. I miei studenti mi dicono spesso che si vede che ci metto passione ed è vero! Questo è sempre stato il lavoro dei miei sogni!
Cosa cerchi di trasmettere a chi si avvicina per la prima volta alla pittura fluida?
Be’ come già detto io cerco di trasmettere la mia passione! Chi inizia a creare con l’acrilico fluido rimane sempre deluso all’inizio perché sembra tutto scontato, invece per fare Fluid art bene servono conoscenze e metodo. Io insegno sia le tecniche vere e proprie sia un metodo efficace per ottenere i risultati desiderati. Quando poi si riesce a fare quello che si voleva tutto cambia, non si riesce più a smettere di creare e ci si appassiona come non mai!
Come immagini l’evoluzione del tuo linguaggio artistico nei prossimi anni?
E chi lo sa! È tutto un divenire! Sicuramente darò più spazio al figurativo ma senza abbandonare la parte fluida! Ho molte idee in testa, anche di nuovi temi da affrontare! Sì vedrà.
Se dovessi descrivere la tua arte con tre parole, quali sceglieresti?
La mia arte in tre parole? DOMANDE – MISTERO – INTROSPEZIONE.