Sonia Santi

nasce 56 anni fa a Bologna, figlia di Vincenzo Santi, elettrotecnico con una profonda passione per le radiocomunicazioni, una cui invenzione è oggi esposta al Museo Pelagalli Mille voci e…

BIOGRAFIA

#Sonia Santi

nasce 56 anni fa a Bologna, figlia di Vincenzo Santi, elettrotecnico con una profonda passione per le radiocomunicazioni, una cui invenzione è oggi esposta al Museo Pelagalli Mille voci e mille suoni delle comunicazioni. Fin dall’infanzia coltiva un forte interesse per l’arte, alimentato durante gli anni della scuola cattolica, dove si distingue vincendo premi con opere a soggetto sacro esposte già negli anni Ottanta.

Pur intraprendendo studi e un percorso lavorativo lontani dall’ambito artistico, lavorando come segretaria e vivendo a Porretta Terme, mantiene vivo il legame con l’arte attraverso musei, libri e osservazione. Nei primi anni Duemila, durante un viaggio in Provenza, riscopre la propria vocazione creativa grazie all’incontro con materiali tessili artigianali, iniziando a realizzare sculture di animali e oggetti in argilla. Partecipa a manifestazioni medievali tra Toscana e Umbria e fonda il laboratorio artigianale “Country Home”, che gestisce per alcuni anni.

Dopo una lunga pausa dedicata alla famiglia, nel 2023 riprende la propria attività artistica, iniziando a dipingere capi d’abbigliamento e accessori con opere originali su tessuto e pelle, firmandosi BLACK SHEEP, nome che riflette la sua volontà di affermare un’identità libera e non convenzionale. Lavora e presenta le sue creazioni in eventi e mercati sul litorale romagnolo, in particolare a Lido di Savio, ottenendo crescente interesse e apprezzamento.

Dal 2025 affianca alla pittura su abiti anche la pittura su tela, sviluppando una ricerca incentrata su volti espressivi e animali, realizzati prevalentemente con colori acrilici. Nel suo percorso incontra Augusto Ferretti, con il quale avvia una collaborazione artistica partecipando a eventi di moda nazionali, diffondendo il concetto di arte indossata. Nel 2026 espone per la prima volta a Brera e prosegue la sua attività espositiva e performativa, consolidando un linguaggio personale in cui arte, identità e libertà creativa convergono in un’unica direzione: creare.

Cos’è per te l’arte?

l’arte per me non è solo pittura, ma è tutto quello che l’uomo può mutare e plasmare con mani e mente…. Anche un buon piatto di pasta di uno chef può essere arte o chi impaglia sedie o fa ceste… il mondo è arte!

Quando hai scelto il nome BLACK SHEEP, è stato un gesto istintivo o una dichiarazione consapevole di identità artistica?

In verità lo ha scelto mio figlio riconoscendo in me una persona particolarmente unica e con doti artistiche. Mi ha sempre descritta “diversa dalle altre mamme” pur restando una madre molto molto presente.

Cosa provi nel vedere una tua opera prendere vita su un capo indossato da qualcun altro?

definisco la felicità in attimi perfetti ed emozionanti. quando vedo indossato un mio capo raggiungo uno di quei attimi felici e appaganti.

Quanto conta per te il messaggio di individualità rispetto all’estetica pura del capo dipinto?

Di mio sono una persona che indossò capi particolari dove trasmettono la mia personalità. Il capo che io dipingo e che viene indossato deve trasmettere attraverso il dipinto la personalità di chi lo indossa. Quindi l’unicità della persona. Un volto dipinto dall’espressione dolce chi lo indossa e’ sempre una donna semplice o delicata … un volto dipinto dallo sguardo audace sicuramente sara’ indossato da una donna che lancia un messaggio di forza e provocazione.

Nel passaggio dalla pittura su tessuto alla tela, cosa è cambiato nel tuo modo di esprimerti?

Cambia che posso dipingere senza limiti e grandezze, ma per me sono importanti entrambi. Ci soggetti giusti da dipingere su tela ma non adatti su abbigliamento e viceversa. Amo curiosare e sfidare me stessa a fare cose diverse. La mia filosofia “diverse direzioni unica meta:creare”.

I volti che dipingi nascono da persone reali o sono figure interiori che raccontano parti di te?

Solitamente foto, modelle o altro ma sempre immagine vere e reali poi li trasformo a modo mio rendendole uniche e solo mie.

In che modo la tua storia personale, tra pausa e rinascita, influenza i soggetti che scegli?

sono sempre in fase di cambiamento non sono mai quella che ero un anno fa … diciamo che sto vivendo la mia seconda parte di vita tirando fuori tutto il mio lato artistico che si vede nell’aspetto, nel pensare e nel creare. E’ un viaggio con me stessa e la mia arte. Sono influenzati per forza.

Quanto è importante il contatto diretto con il pubblico durante mercati ed eventi?

tantissimo … adoro vedere i volti quando guardano le mie creazioni e ciò che istintivamente dicono. Se sento anche solo un “wow” in quell’attimo mi sento un “artista” vera! E’ bello vedere la indecisione di chi si interroga “ma lo metterò, avrò il coraggio ?” E quando viene scelto beh vince la personalità di chi lo sceglie. Contribuisco alla sicurezza di chi lo indossa e la sua sfida con se stesso! Qui mi gaso!

La collaborazione con figure del mondo della moda ha trasformato la tua visione dell’arte indossata?

Augusto Ferretti mi permette di esprimere e fare ciò che desidero con il capo che indosserà. Ho carta bianca. Lui ha la mia stessa filosofia “esprimersi senza limiti e far uscire unicità e personalità”.

Quando inizi un nuovo lavoro, parti più dall’emozione o dall’immagine?

Entrambe le cose e spesso anche dallo stato d’animo mio del momento.

Cosa significa per te “indossa l’arte” nella vita quotidiana di chi sceglie una tua creazione?

essere consapevole di indossare un capo unico che emoziona chi lo guarda e a lui che lo indossa una consapevolezza, estrosità e unicità nell’indossarlo. Diventa anch’esso arte che cammina con la mia arte.

Qual è la direzione che senti di voler esplorare nei prossimi anni: più moda, più tela o una fusione ancora più radicale tra le due?

una fusione perché tutte e due sono parte da me e non voglio rinunciare ad entrambe anzi vorrei veder sfilare i capi da me dipinti con chi li indossa con in mano i miei quadri con lo stesso soggetto del vestito. Credo che lo farò alla prossima sfilata. Più fusione di così!!!

Descriviti in tre colori.

Tre? Impossibile non posso limitarmi ad una scelta perché descrivermi servirebbero tutti i colori, ci sono tante me in una sola persona. Essere artista è solo una di queste.

Contatti