nasce a Caltagirone (CT) il 24 agosto 1985. Si diploma in danza classica e moderna e consegue la licenza di teoria e solfeggio presso il Conservatorio Bellini di Catania. Trasferitasi a Roma nel 2004, prosegue la sua formazione studiando all’Accademia di Musical di Cinecittà e successivamente si laurea in Letteratura, Musica e Spettacolo.
Nel corso della sua carriera prende parte a numerosi progetti artistici di rilievo, affermandosi come cantante, performer e doppiatrice. È voce del progetto “Meraviglioso”, omaggio a Domenico Modugno, ideato da Giandomenico Anellino, con cui collabora anche in altre produzioni come “C’era una volta… Morricone” e “Let it Beatles”, quest’ultimo dedicato al sessantesimo anniversario della celebre band inglese. Partecipa inoltre come vocalist a “Beatles Symphony” insieme a Ernesto Assante.
Nel panorama musicale collabora come corista con importanti artisti della scena italiana, tra cui Amedeo Minghi nel tour “40 anni da 1950”, Alex Britti nel progetto MTV Unplugged, Fiorella Mannoia nella registrazione dell’album “A te” dedicato a Lucio Dalla, e Annalisa Minetti. Partecipa inoltre al serale di Amici di Maria De Filippi come corista di Renato Zero.
Parallelamente si distingue anche in ambito teatrale e televisivo. È protagonista di diversi spettacoli, tra cui “La Famiglia Addams”, dove interpreta Mercoledì accanto a Gabriele Cirilli, con la regia di Claudio Insegno. Porta in scena il musical “Heathers” e interpreta il ruolo di Cristina in “Sanremo il musical”, diretto da Isa Biffi, esibendosi anche al Teatro Ariston di Sanremo. Partecipa inoltre allo spettacolo “Up & Down” di Paolo Ruffini e a “Le Cirque du Cirill”.
La sua esperienza artistica si estende anche al doppiaggio, collaborando con la Sefit Group di Roma per diverse serie Netflix. In ambito televisivo è finalista del programma All Together Now, condotto da Michelle Hunziker e J-Ax, e prende parte anche alla trasmissione “Imparare cantando” su Rosso Alice con il maestro Beppe Vessicchio.
Nel 2021 è finalista di Sanremo Rock e riceve l’Oscar del Musical Italiano nel ruolo di direttore cori, per la regia di Marco Simeoli con musiche del maestro Dino Scuderi al Teatro Brancaccio di Roma. Tra le sue esperienze figura anche quella come ballerina nel corpo di ballo della trasmissione “Domenica In”, condotta da Lorella Cuccarini.
Accanto all’attività artistica, è fondatrice insieme al musicista Stefano Marazzi di “Accendi la tua voce”, un percorso formativo dedicato agli artisti che unisce seminari, sessioni di recording e produzione di brani inediti, con il coinvolgimento di professionisti del settore.
Cos’è per te la musica e in che modo si intreccia con la danza e la recitazione nel tuo percorso artistico?
La musica è una necessità, un’urgenza. Ho iniziato con la danza sin da piccolissima perché volevo fare la ballerina e la mia voce era la mia migliore amica: cantavo per sfogarmi, per confidarmi, per riflettere, quindi era sempre lì, al mio fianco, ma non la consideravo la mia ambizione, al contrario della danza che invece era il mio obiettivo principale. In effetti, dopo il diploma in danza classica e moderna, mi sono trasferita a Roma e ho lavorato tanto come ballerina, tra trasmissioni televisive e concerti, fino ad arrivare al musical per caso. Accompagnando un amico sono stata notata dal regista, che ha insistito perché facessi anche io il provino. Il musical in questione era “Dirty Dancing” e fui scelta per la parte della protagonista. Ecco che anche la recitazione fa il suo ingresso nella mia vita, trovando una serie di analogie con il canto che mi hanno aperto un mondo.
Qual è stato il momento in cui hai capito che il musical sarebbe diventato una parte centrale della tua carriera?
È proprio “Dirty Dancing” che mi ha aperto la strada e per quasi 6 anni è stato un susseguirsi di produzioni a cui ho preso parte (“Burlesque”, “Moulin Rouge”, “Grease”, “E se il tempo fosse un gambero”, “La famiglia Addams” e tanti altri).
Com’è stato lavorare in progetti dedicati a Domenico Modugno e quali emozioni ti ha lasciato portare in scena la sua musica?
Dopo una lunga parentesi musical, ho risentito la necessità di ritrovarmi come cantante e non come interprete di un personaggio e, quando si è presentata l’occasione di far parte di un progetto come questo, l’ho interpretato come un segno dell’universo. Anche perché una delle prime canzoni che ho interpretato è stata “Dio, come ti amo” di Modugno, insegnata dal mio papà, con la quale partecipai a un concorso canoro e vinsi il primo premio. Quando, a distanza di quasi trent’anni, ho cantato quelle note e tutte le altre meravigliose note di Modugno, avevo un’esplosione di emozioni.
Cosa significa per te collaborare con artisti affermati e cosa porti a casa da queste esperienze?
Sono una palestra costante queste collaborazioni! Conosci a fondo l’artista e quindi capisci ancora di più perché ha scritto determinate canzoni e, soprattutto, conosci la persona che c’è dietro l’artista!
Tra teatro, televisione e musica, in quale dimensione senti di esprimerti maggiormente oggi?
È una dura lotta, ma a istinto ti direi musica, perché mi fa sentire proprio al posto giusto, sempre.
Che tipo di emozione cerchi di trasmettere al pubblico quando sali sul palco?
Questa è la mia domanda preferita perché è un continuo scambio. Da parte mia c’è quella voglia di spaccare e di dichiarare la mia gratitudine per essere su quel palco, che sia un evento privato, che sia una festa, che sia il concerto più importante, e poi c’è tutto ciò che ricevo dal pubblico. Mi piace tantissimo connettermi con chi mi sta ascoltando perché anche il pubblico ha una sua emozione, una motivazione e una predisposizione. A me piace percepire tutto quello che il pubblico prova e mescolarlo alle mie emozioni!
Come nasce l’idea di “Accendi la tua voce” e cosa vuoi trasmettere agli artisti che partecipano a questo percorso?
“Accendi” nasce in un periodo assurdo per tutti noi: eravamo in piena pandemia da Covid ed eravamo fermi. In qualche modo sentivo che qualcosa ci aveva spenti ed è stato lì che io e mio marito, il batterista Stefano Marazzi, abbiamo pensato che non potevamo arrenderci e allora, con mille rischi e pericoli, abbiamo creato una realtà che potesse riaccendere le nostre anime e quindi le nostre voci. Abbiamo organizzato il primo incontro con tutte le precauzioni del caso, tra mascherine, igienizzanti e distanze di sicurezza, ma è stato un successone perché ci siamo resi conto di quanta gente avesse bisogno di musica, di libertà, di scambio e di emozioni. Gli artisti che partecipano ad “Accendi la tua voce” sanno che la condivisione e l’armonia sono alla base del percorso. Non c’è giudizio, non ci sono atteggiamenti competitivi, ma tutto il contrario: ogni voce ha la sua unicità e, come tale, ha diritto al suo percorso, ai suoi tempi, ai suoi spazi.
Quanto è importante per te la formazione continua nel tuo lavoro?
La formazione è il carburante per far sì che la macchina della voce e del corpo non si fermi mai! La formazione ti permette di avere sempre più strumenti per avere maggiore consapevolezza non solo sul tuo lavoro, ma anche nell’approccio ad esso. Studiando hai più potere di gestire le emozioni che costantemente possono metterci a dura prova, dal semplice mal di testa alla giornata no, a un malessere emotivo. Studiando puoi gestire tutto questo, risultando sempre performante e soprattutto in grado di trasformare quelle emozioni in musica!
C’è un ruolo o un progetto che senti particolarmente vicino al tuo percorso personale?
Diciamo che il 90 per cento di ciò che ho fatto e faccio l’ho sempre scelto per un preciso motivo. Di conseguenza, tanti spettacoli sono rimasti impressi nel mio cuore, come “Sanremo il musical”, “All Together Now” (la trasmissione televisiva), “Heathers – Il musical”, il tour con Amedeo Minghi o il disco con la Mannoia: raccontano pezzi di vita importanti e significativi.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi artistici e cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro?
Sto lavorando a un nuovo progetto del quale, per scaramanzia, ancora non diciamo molto. Ti anticipo solo che ha una formazione musicale davvero particolare. A febbraio 2027 sarò di nuovo in scena con il “Cirque du Cirilli”, con il mio papà artistico Gabriele Cirilli, e a novembre ripartiamo con il tour invernale del Maestro Amedeo Minghi, che quest’anno festeggia 60 anni di carriera.
Descriviti in tre parole.
Generosa, vulcano, amante dell’amore! Sì, lo so, sono più di tre parole, ah ah ah.