in arte L’Alchimista, è un’artista e muralista italiana che ha trasformato il proprio percorso creativo in una ricerca materica ed espressiva capace di unire arte e trasformazione. Dopo una lunga esperienza nel mondo della moda come fashion designer, ha scelto di intraprendere una nuova direzione, dando forma a un linguaggio artistico fondato sulla materia, sulla luce e sulla capacità di evocare emozioni profonde.
Le sue opere, realizzate attraverso l’uso di stucchi, pigmenti, sabbie e foglia oro, si distinguono per superfici vive e dinamiche, in continuo dialogo con la luce. Ispirate al mare, alla natura e al mondo interiore, raccontano paesaggi emotivi in cui la materia diventa protagonista, trasformandosi in esperienza sensoriale.
Ogni quadro e ogni intervento murale nasce da un processo di trasformazione, in cui l’artista ricerca un equilibrio tra tecnica e intuizione, con l’obiettivo di creare opere autentiche, capaci di lasciare un segno e di raccontare una storia. Il nome d’arte L’Alchimista riflette pienamente questa visione: per Rosi Sportelli, l’arte è il luogo in cui la materia si trasforma in emozione, dando vita a un dialogo intimo e universale con chi osserva.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è libertà. È il luogo in cui posso raccontare emozioni, ricordi ed esperienze senza dover spiegare tutto con le parole. È un modo per fermare un’emozione e trasformarla in qualcosa di concreto, che possa parlare anche agli altri.
Come nasce il nome d’arte L’Alchimista e cosa rappresenta per te?
Il nome L’Alchimista nasce dal mio modo di vivere la creazione. Amo trasformare materiali semplici come stucchi, sabbie, pigmenti e foglia oro in opere che trasmettono emozioni. Come un alchimista, trasformo la materia in qualcosa che va oltre l’aspetto estetico: ogni opera racconta una storia e custodisce una parte di me.
Qual è stato il momento in cui hai deciso di dedicare sempre più spazio all’arte?
In realtà non ho mai smesso di disegnare. Disegno da quando ero bambina e mio nonno diceva sempre che avevo un dono. Ho studiato moda e sono diventata fashion designer, trasformando quella passione nel mio lavoro. A un certo punto della mia vita ho sentito il bisogno di tornare a creare in modo ancora più libero. La pittura non ha sostituito la moda: l’ha completata, permettendomi di raccontare me stessa attraverso la materia.
In che modo la tua esperienza come fashion designer ha influenzato il tuo linguaggio artistico?
La moda mi ha insegnato l’equilibrio, l’armonia delle forme, la ricerca del colore e l’attenzione ai dettagli. Ogni opera nasce con la stessa cura con cui progettavo una collezione, ma sulla tela posso esprimermi senza limiti, lasciando emergere la parte più autentica di me.
Cosa ti affascina del lavoro con materiali come stucchi, sabbie e foglia oro?
Mi affascina il fatto che abbiano una vita propria. La materia reagisce, cambia, crea texture imprevedibili. La foglia oro, invece, cattura la luce e rende ogni opera diversa durante la giornata. Mi piace che un quadro non sia mai identico a se stesso.
Come dialogano materia e luce all’interno delle tue opere?
Per me sono inseparabili: la materia costruisce il movimento, la luce lo rivela. Mi piace pensare che ogni opera cambi a seconda di chi la osserva e del momento della giornata in cui viene vissuta.
Qual è il processo creativo dietro la realizzazione di un tuo quadro o murale?
Per i miei quadri tutto nasce da un’emozione, da un ricordo o da un’immagine che continua a tornarmi in mente. Studio la composizione, scelgo i materiali, ma poi lascio sempre spazio all’istinto. È proprio nel dialogo con la materia che l’opera prende vita. Quando realizzo un murale, invece, il punto di partenza è il cliente: lo ascolto, cerco di capire chi è, osservo la sua casa, i colori, la luce e l’atmosfera degli ambienti. Mi immedesimo nel suo modo di vivere quello spazio e provo a trasformare le sue emozioni in un’opera. Per me un murale non deve mai sovrastare l’ambiente, ma dialogare con esso, diventandone una parte naturale.
“Un murale non deve mai sovrastare uno spazio, deve dialogare con esso e raccontare le emozioni di chi lo vive.”
Quanto è importante per te il legame con il mare e la natura nella tua ricerca?
È fondamentale. Il mare rappresenta forza, profondità e rinascita. La natura mi ricorda che tutto cambia continuamente e che anche ciò che sembra imperfetto può diventare straordinariamente bello.
Cosa cerchi di trasmettere a chi osserva le tue opere?
Vorrei che si fermasse qualche secondo in più, che trovasse un’emozione personale, un ricordo o semplicemente una sensazione di pace. Non cerco di dare risposte, ma di lasciare spazio all’immaginazione di chi guarda.
In che modo la trasformazione della materia diventa trasformazione emotiva?
Ogni volta che creo un’opera trasformo anche qualcosa dentro di me. La materia assorbe emozioni, esperienze e cambiamenti: è proprio questo, credo, che rende ogni lavoro unico e irripetibile.
C’è un’opera che senti particolarmente rappresentativa del tuo percorso?
Più che una singola opera, penso alle mie tele dedicate al mare. Racchiudono tutto ciò che cerco nella mia ricerca: profondità, luce, materia e trasformazione. Ogni quadro rappresenta un momento diverso del mio percorso.
Come cambia il tuo approccio quando lavori su un murale rispetto a un’opera su tela?
La tela nasce da un dialogo molto personale con me stessa. Il murale, invece, deve dialogare con l’architettura, con l’ambiente e con le persone che lo vivranno ogni giorno. Cambia il supporto, ma non cambia l’intenzione: creare emozione.
Qual è la sfida più grande nel tuo percorso artistico oggi?
Costruire un linguaggio sempre più riconoscibile. Il mio desiderio è che un giorno qualcuno possa riconoscere una mia opera ancora prima di vedere la firma. Credo che questa sia la vera sfida di ogni artista.
Come immagini l’evoluzione del tuo linguaggio nei prossimi anni?
Vorrei continuare a sperimentare e approfondire il rapporto tra materia e luce, rendendo il mio linguaggio sempre più essenziale ma anche più personale. Il mio obiettivo non è seguire le tendenze, ma trovare una voce che sia davvero mia.
Che ruolo ha la sperimentazione nel tuo lavoro?
Ha un ruolo fondamentale. Ogni materiale nuovo, ogni tecnica e ogni ricerca rappresentano un’opportunità per crescere. Credo che un artista non debba mai smettere di mettersi in discussione.
Se dovessi descrivere la tua arte con tre parole, quali sceglieresti?
Materia. Luce. Trasformazione.