Rosa Lucia è un’artista siciliana autodidatta nata a Catania, città in cui inizia un percorso personale e creativo che la condurrà a sviluppare un linguaggio pittorico del tutto originale. Dopo la laurea in Scienze Politiche conseguita a Firenze, torna nella sua terra d’origine, dove trova nella Natura e nel paesaggio etneo le principali fonti di ispirazione per la sua ricerca artistica. La pittura diventa per lei uno spazio di libertà e di esplorazione, un modo per tradurre le emozioni e il ritmo del tempo in segni, punti e frammenti che, sulla tela, assumono una forza visiva unica e riconoscibile.
La sua tecnica, di matrice puntinista, viene reinterpretata in chiave contemporanea e personale: un intreccio tra astrazione, espressionismo e costruzione ottica dell’immagine. Motta scompone il paesaggio in piccoli segmenti, in pulviscoli di colore che frammentano la realtà e ne restituiscono l’essenza temporale. Ogni punto è un istante, un battito di tempo che si deposita sulla tela, componendo un mosaico dinamico, vibrante, attraversato da luci e ombre. Nelle sue opere, la Sicilia diventa al tempo stesso soggetto e linguaggio: la forza della terra vulcanica, la vegetazione spontanea, i contrasti tra mare e pietra lavica sono evocati con sensibilità e rigore, attraverso un’analisi visiva che si trasforma in un atto poetico.
Il paesaggio etneo, raccontato in chiave “optical” e frammentata, si moltiplica in dittici, trittici e polittici che sottolineano la scomposizione e la ricomposizione continua della natura e del tempo. Le sue tele si fanno così specchio di un territorio in trasformazione, dove la materia e la luce si confondono, creando una tensione tra il visibile e l’interiore.
Rosa Lucia Motta muove i primi passi nel mondo dell’arte nel 2017, iniziando un percorso di ricerca che la porta presto a confrontarsi con ambienti e progetti di rilievo. Nel 2022 partecipa al progetto “Ex-TRA – L’Arte sui ponteggi di Roma” del gruppo Pouchain, una galleria itinerante a cielo aperto che ha visto coinvolti alcuni tra i nomi più importanti dell’arte contemporanea. È in quell’occasione che la sua pittura viene riconosciuta come una delle voci più interessanti dell’avanguardia siciliana contemporanea, capace di fondere tradizione e sperimentazione in un equilibrio personale e intenso.
La sua arte nasce dall’osservazione diretta della natura, dalle passeggiate sui sentieri dell’Etna, dalle vedute che si aprono tra cielo e mare. Le fotografie scattate nei diversi momenti dell’anno diventano la base di un lavoro di destrutturazione e ricomposizione: un processo che parte dal reale per approdare a una dimensione più sensoriale ed emotiva. In studio, l’artista frammenta le immagini in segmenti, costruendo un gioco visivo di pieni e vuoti, luci e colori, ombre e monocromi che ricreano la tridimensionalità e l’anima del paesaggio.
Il suo lavoro non si limita alla rappresentazione: ogni tela è un dialogo tra la natura e l’essere umano, un tentativo di restituire la vibrazione emotiva di ciò che si osserva. La pittura diventa così un linguaggio emozionale e sensoriale, attraverso cui Motta cerca di stabilire un contatto profondo con lo spettatore, invitandolo a percepire la stessa forza e la stessa vitalità che lei trova nella terra in cui vive e crea.
Tra gli artisti che più stima, Rosa Lucia Motta cita Carla Accardi, pioniera dell’arte astratta italiana, con la quale sente una profonda affinità. Come la Accardi, anche lei si concentra sul segno, inteso come elemento primario di un alfabeto visivo personale, riconoscibile e carico di significato.
I suoi progetti futuri la vedono impegnata in una serie di esposizioni nella capitale. Attualmente è in mostra alla Galleria Borgo Pio di Roma, e dal 2 aprile sarà presente con la sua opera Exodus — che racconta la fuga di una donna con bambino dalla guerra di Gaza — all’Ambasciata del Brasile, all’interno di una collettiva dedicata alla Vita e alle Donne. Selezionata dalla curatrice Sveva Manfredi Zavaglia, questa partecipazione rappresenta per l’artista una tappa significativa del suo percorso, un riconoscimento della forza comunicativa e simbolica della sua arte.
Attraverso il colore e il segno, Rosa Lucia Motta restituisce sulla tela la profondità del tempo e la potenza della natura, costruendo un linguaggio che è insieme memoria e rivelazione. Le sue opere, cariche di ritmo e di energia, testimoniano la possibilità di una pittura che sa essere contemporanea pur mantenendo un legame autentico con la terra, le origini e la vita stessa.