Biellese d’origine ha vissuto 27 anni in provincia di Cuneo tra Alba e Cinzano d’Alba, dove la natura e la storia si intrecciano creando paesaggi unici, ha trasformato la sua passione per l’arte in una ricerca continua dell’espressione personale. Autodidatta nel campo della pittura, ha sempre sentito un richiamo irresistibile verso i colori e le forme, un’ossessione che lo ha portato a esplorare il vasto mondo dell’arte.
Il suo viaggio artistico ha preso vita attraverso il *fluid painting*, una tecnica che permette ai colori acrilici di danzare liberamente sulla tela, catturando l’essenza del movimento e del caso. Questo approccio lo ha gradualmente condotto verso l’astratto, dove trova la libertà di esprimere il proprio io più profondo, senza costrizioni, attraverso composizioni che sfidano il convenzionale.
Partecipando a diverse mostre collettive, ha avuto la possibilità di confrontarsi con altri artisti, arricchendo il suo percorso con feedback e ispirazioni che hanno affinato ulteriormente la sua tecnica e visione artistica.
“ Ho avuto l’onore di condividere questo viaggio attraverso mostre collettive e personali dove ho trovato anime affini, occhi che vedevano oltre il visibile, cuori che vibravano alla stessa frequenza della mia arte. Ora, il mio percorso mi spinge oltre, a sperimentare con nuovi materiali, nuovi stili, cercando quella voce unica che risuoni nel silenzio dell’universo artistico.”
La sua missione è quella di trovare la propria giusta collocazione nell’universo dell’arte, un viaggio che lo spinge a esplorare, a creare, e a mettersi in discussione, con la speranza di connettere con gli spettatori attraverso le sue opere non cerca solo di dipingere; desidera evocare emozioni, stimolare riflessioni, e lasciare un’impronta del suo spirito creativo sul mondo.
Attualmente é tornato nella sua terra d’origine il Biellese dove risiede e cerca nuove ispirazioni artistiche.
Cos’è per te l’arte?
Personalmente intendo l’arte come libertà di espressione interiore che ognuno di noi ha ma che non sempre è in grado di esprimere. L’arte non è solo cibo per gli occhi ma è un mondo dove quando si varca la soglia ci si ritrova immersi nella bellezza delle cose ed é come aprire uno star Gates delle emozioni più nascoste é come fagocitare il tutto in tutte le sue sfumature, stili, forme, apprendimenti e sfide.
Cos’è che ti ha fatto sentire per la prima volta il richiamo verso i colori e le forme?
Sono sempre stato attratto da tutto ciò che è considerato arte e nella pittura i colori li reputo fondamentali, ogni colore rappresenta uno stato d’animo, una porta della conoscenza del mio io più interiore.
Nel fluid painting quanto lasci spazio al caso e quanto invece intervieni consapevolmente nel processo?
Onestamente mi sono avvicinato al fluid painting per puro caso vedendo in rete un filmato. È stato un semplice esperimento ma allo stesso tempo ha dato il via a quella che considero la casualità del colore, la loro fusione ed i loro movimenti.
C’è un momento in cui senti che il flusso del colore “si ferma” e l’opera è compiuta?
No, non c’è un momento preciso, nella fluid painting penso sia la casualità che fa il lavoro, le programmazioni possono esserci ma penso sia spesso la casualità che domina in ogni caso.
Il passaggio verso l’astratto è stato naturale o ha rappresentato una scelta precisa?
È stata una scelta ponderata e spinta dalla voglia di mettermi in gioco. L’attrazione verso le opere dei grandi artisti mi ha aperto un mondo verso l’astrattismo dove il focus si é spostato inizialmente su un astratto geometrico che rievoca a grandi linee quello di Kandinsky, delle forme, delle linee e dei colori quali elementi fondamentali per esprimere la mia visione artistica.
Quanto hanno influito i paesaggi tra Alba e Cinzano d’Alba sulla tua sensibilità artistica?
La zona delle Langhe con le sue colline ed i suoi colori ha fatto probabilmente riemergere il mio spirito artistico, soprattutto durante il lockdown ho ripreso dopo anni in mano pennelli e tele ed ho ricominciato a dipingere e da quel momento é iniziato il mio percorso.
In che modo il ritorno nel Biellese sta influenzando oggi la tua ricerca?
Nessuna influenza particolare se non la consapevolezza che devo continuare su questa strada. Ora sono in pensione ed ho più tempo da dedicare a me stesso e alla mia passione.
Cosa cerchi quando sperimenti nuovi materiali e nuovi stili?
la ricerca con sperimentazione di nuovi materiali, nuovi stili, volge più ad una mia crescita personale che a una semplice ricerca. L’età anche se posso dire ormai avanzata é sempre embrionale in ogni sua crescita, soprattutto nell’arte dove non finisci mai di imparare!
C’è un’emozione ricorrente che senti emergere nelle tue opere?
Penso che le emozioni che trasmettono le mie opere siano molto soggettive. Quando ci si pone davanti ad un’opera astratta é spesso la fantasia, lo stato emotivo del momento che conduce ad interpretare o vedere e forse é veramente questo il focus, avere la possibilità di vedere quello che si vuole.
Come vivi il confronto con altri artisti durante le mostre collettive?
Il confronto con altri artisti è un cibarsi di condivisioni e conoscenze
Qual è stato il feedback che ti ha segnato di più nel tuo percorso?
Sicuramente l’essere spronato a continuare, sentirsi gratificato dagli apprezzamenti di chi mastica arte per mestiere, dal ricevere una semplice telefonata di chi vuole una tua opera in casa.
Quando parli di “voce unica”, come immagini che possa manifestarsi nella tua arte?
“Voce unica” forse è un’affermazione un po’ esagerata, ma la intendo come un qualcosa che può emergere ed essere riconosciuto, come un dna impresso sul colore, sulla pennellata, sulle linee, un riconoscere chi e chi ha fatto!
Quanto è importante per te il silenzio nel processo creativo?
Fondamentale!!! Amo la solitudine e il silenzio, mi aiuta a meditare, sognare, ricercare le mie emozioni e trasferire il tutto sulla tela.
Che tipo di connessione desideri creare con chi osserva le tue opere?
Come già detto l’arte astratta la reputo molto soggettiva. Ogni persona vede un qualcosa che altri non vedono, ma con la mia arte spero di riuscire a creare emozioni, riflessioni. Io non creo quadri che si addicono a musei o asettiche rassegne, le mie opere nascono per essere vissute, per arredare e abbellire uno spazio vuoto nelle pareti di casa, ambienti reali e familiari, dove i colori diventano oggetti d’arredo volti a completare i luoghi che li ospitano.
C’è un’opera che senti come punto di svolta nella tua ricerca?
Non c’è un opera in particolare, molti sostengono che alcuni dei miei lavori portino a similitudini con Kandinsky, ma non mi ispiro assolutamente a nessuno, lascio che sia il momento a creare. Quando sono davanti alla tela bianca fluiscono pensieri, idee, sensazioni ed inizio a progettare e dipingere.
Qual è oggi la sfida più grande nel tuo percorso artistico?
Credere in me stesso, affrontare le sfide, cadere e rialzarsi.
Se dovessi descrivere il tuo universo artistico con tre parole, quali sceglieresti?
Visione, caos, controllo.