Roberta Zito

nata a Palermo 28 anni fa, è una ricamatrice specializzata nel ricamo contemporaneo a mano e mano macchina. La sua ricerca artistica si concentra sul racconto di storie di donne…

BIOGRAFIA

#Roberta Zito

nata a Palermo 28 anni fa, è una ricamatrice specializzata nel ricamo contemporaneo a mano e mano macchina. La sua ricerca artistica si concentra sul racconto di storie di donne e per le donne, attraverso tele, capi d’abbigliamento personalizzati e accessori che intrecciano arte, emozioni e temi di attualità, dando vita a creazioni capaci di arrivare direttamente al cuore.

Dopo il diploma in Arti Figurative presso il Liceo Artistico Giuseppe Damiani Almeyda, intraprende un percorso di formazione nel mondo della moda e del ricamo, partecipando a laboratori e corsi di specializzazione. L’esperienza alla Fashion Embroidery School di Roma si rivela fondamentale per la definizione del suo stile, permettendole di unire ricamo e pittura in un linguaggio espressivo personale, capace di comunicare ciò che le parole non riescono a dire.

Nel corso degli anni approfondisce diverse tecniche, dal ricamo su telaio con cristalli, perle e paillettes, fino al ricamo in oro e alla tecnica Lunéville, arricchendo costantemente il proprio bagaglio attraverso masterclass e percorsi di alta formazione. La sua pratica si distingue per l’utilizzo di tecniche miste che combinano ricamo, pittura e materiali di riciclo, dando vita a opere uniche in equilibrio tra tradizione e contemporaneità.

Partecipa attivamente a sfilate, mostre e eventi artistici, occasioni in cui presenta il proprio lavoro e diffonde la sua visione del ricamo contemporaneo. Nel suo universo creativo, ricamo e pittura si fondono in un racconto visivo in cui ogni donna diventa musa e fonte di ispirazione, contribuendo a costruire narrazioni intime, evocative e profondamente attuali.

Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è qualcosa di unico, in cui si può esprimere la propria creatività senza avere alcun limite. È la mia anima che parla al posto della mia voce: un’arte contemporanea che puoi anche indossare, non solo guardare.

Quando hai capito che il ricamo poteva diventare il tuo linguaggio artistico principale e non solo una tecnica decorativa?
Quando mi sono vista persa nel buio e grazie al ricamo ho vissuto una rinascita totale, come se fosse una sorta di sfogo e di terapia che mi ha aiutata a ritrovarmi, sempre e comunque.

Cosa ti ispira quando racconti “storie di donne” attraverso le tue opere?
Le Donne stesse sono le mie muse ispiratrici: le loro “storie” belle o brutte che siano, mi emozionano davvero nel profondo e riesco a raccontarlo con il ricamo. Quando qualcuno di loro comincia a parlare di sé, della sua vita, di una sua emozione… io già riesco ad immaginare un disegno, una sfumatura di colori che poi verrà accompagnata dai miei ricami.

In che modo la fusione tra pittura e ricamo arricchisce il tuo modo di esprimerti?
Possono sembrare due cose distinte, ma in realtà l’uno accompagna l’altro in modo elegante e unico, per poter esprimere al meglio ciò che voglio rappresentare, anche in contesti diversi. Per esempio, quando parlo d’amore utilizzo colori tenui e molto calmi, mentre, se affronto un tema più “importante” come la violenza sulle Donne, tendo a scegliere tonalità più accese e forti. In ogni caso, la pittura, in particolar modo l’acquarello, mi accompagna nel definire quella tematica specifica in modo semplice ma elegante.

Quanto è importante per te l’uso di materiali di riciclo nel tuo processo creativo?
Tantissimo, perché penso che un pezzo di stoffa o un qualsiasi altro materiale/oggetto possa avere un determinato significato per la persona in questione, assumendo un valore ancora più profondo e molto personale. Aggiungo che l’uso di riciclare materiali o capi d’abbigliamento, donando loro una seconda vita, sia molto bello e gratificante: ci fa capire che non servono necessariamente capi nuovi, perché a volte basta solo un dettaglio per trasformare e valorizzare ciò che abbiamo già in casa.

C’è una storia o un’opera a cui ti senti particolarmente legata e perché?
Sì, la mia amata “Reborn”, ovvero “Rinascita”. Lei è stata la prima a nascere, in un periodo in cui non sapevo cosa farne con il ricamo: tante idee, ma confuse. Poi un giorno mi hanno invitata a partecipare a una mostra dal titolo “Rose&Fiori”, ma non riuscivo a ricamare solo fiori. Così, nella mia confusione e nel buio più totale, è nata questa figura di una Donna alquanto misteriosa, con un filo nero che indica la profondità da cui tutto nasce, per poi esplodere in una vastità di colori, circondata da rose e fiori, che rappresentano proprio la mia “rinascita”, la mia libertà.

Come nasce un tuo lavoro: parti da un’idea, da un’emozione o da una persona reale?
Ogni mio lavoro nasce da un’idea, che in realtà parte dalle mie emozioni e che viene alimentata dalle persone reali: noi Donne. Ho scelto le Donne perché, in primis, voglio avere un riscatto verso me stessa e perché al giorno d’oggi viviamo ancora troppe ingiustizie. Grazie alle loro storie, che siano di attualità o del passato, di amore, di violenze o di altro ancora, mi emozionano profondamente e mi aiutano a creare una community di Donne solida e forte. Nel mio piccolo, grazie al ricamo voglio portare queste emozioni a ognuna di loro, che mi trasmettono tantissime idee e mi aiutano a portare la nostra voce al mondo.

Le tecniche tradizionali come il Lunéville o il ricamo in oro convivono con una visione contemporanea: come trovi questo equilibrio?
Intrecciando tecniche tradizionali con il Lunéville e il ricamo in oro con una visione contemporanea, dove il mio ricamo si fonde armonicamente con la pittura per creare opere uniche e innovative, in modo da creare una profondità emotiva e narrativa. Un misto tra passato e presente.

Quanto hanno influito i tuoi percorsi formativi a Roma nella definizione del tuo stile?
Per me l’esperienza con Katerina a Roma ha cambiato il modo di vedere “il solito ricamo”: mi ha aperto un mondo immenso, in cui si può sperimentare davvero attraverso il ricamo contemporaneo. In questo modo sono riuscita a trovare il mio stile unico ed elegante, unendo un punto classico del ricamo alla sua visione contemporanea.

Che tipo di reazione cerchi nel pubblico quando osserva le tue creazioni?
Emozioni vere. Come già è successo, mi piace il modo in cui le persone si perdono guardando una mia opera dal vivo, perché in ognuno di noi può suscitare un’emozione diversa. Puoi anche sentirti parte di quell’opera, per la tematica o per l’emozione che ti trasmette: può darti gioia o stupore e farti sorridere, oppure farti provare quel dolore, quella profonda emozione, fino a farti anche piangere.

Qual è oggi la direzione in cui senti che la tua ricerca artistica si sta evolvendo?
Ho scelto di rivolgermi a un pubblico importante: noi Donne. Mi rendo conto di stare vivendo un’evoluzione profonda, perché sempre più spesso si confidano con me, parlando di temi delicati e intimi. Per questo sento di essere un punto di appoggio in cui accoglierle, sostenerle e accompagnarle verso una rinascita, verso il coraggio di essere sé stesse e di mostrarsi senza maschere. Essere riconosciuta per ciò che realizzo e racconto significa per me sapere di aiutare altre Donne a comprendere in profondità sé stesse e a liberarsi dai pensieri che le imprigionano. Attraverso il mio lavoro creo uno spazio in cui le storie diventano uno strumento di consapevolezza, permettendo alle Donne di riconoscersi e sciogliere i pensieri che limitano la loro libertà interiore. Dietro ogni singola Donna c’è racchiusa tanta bellezza, e penso che il dar voce alle loro vite, storie ed emozioni sia l’inizio di una grande ricerca artistica che non deve rimanere silenziosa. Sono grata a tutte loro, perché non se ne rendono conto ma, in realtà, la mia forza arriva anche grazie a ciò che condividono con me: sono le mie muse ispiratrici, che mi aiutano a crescere mentre le accompagno verso la loro rinascita.

Descriviti in tre parole.
Empatica – Meticolosa – Creativa.

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