Rita Sarais

è un’artista contemporanea italiana nata a Milano, città in cui ha sempre vissuto, studiato e lavorato. Il suo percorso formativo prende avvio al Liceo Artistico e prosegue con lo studio…

BIOGRAFIA

#Rita Sarais

è un’artista contemporanea italiana nata a Milano, città in cui ha sempre vissuto, studiato e lavorato. Il suo percorso formativo prende avvio al Liceo Artistico e prosegue con lo studio della tecnica dell’affresco presso la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Successivamente frequenta la Scuola libera di Nudo all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue le lauree in Pittura e in Grafica d’Arte. La sua ricerca accademica prosegue ancora oggi con un ulteriore percorso di specializzazione in Pittura.

Parallelamente alla pratica artistica sviluppa una lunga esperienza nel campo della formazione, diventando insegnante di Discipline Grafiche e Pittoriche al Liceo Artistico di Brera a Milano. Accanto all’insegnamento svolge anche l’attività di guida turistica, spinta da un profondo interesse e da una costante passione per la storia e la diffusione dell’arte.

La sua ricerca artistica si è sviluppata nel tempo attraverso diversi linguaggi e tecniche. Inizialmente legata alla pittura murale, con particolare attenzione al trompe l’oeil, si amplia successivamente allo studio e alla pratica dell’incisione e della litografia, approfondite durante il percorso specialistico in Accademia. Nel corso degli anni ha esposto in diversi contesti artistici, partecipando a mostre dedicate soprattutto alla grafica d’arte e ricevendo anche vari riconoscimenti.

Accanto alle tecniche tradizionali, Rita Sarais ha progressivamente ampliato la propria ricerca esplorando l’incontro tra differenti linguaggi delle arti visive e sperimentando modalità espressive contemporanee. Il suo lavoro manifesta una particolare sensibilità verso tematiche sociali e verso la dimensione dell’“Altro”. Nei suoi autoritratti e nelle rappresentazioni del corpo emergono spesso i tratti dell’artista stessa, ma oltre alla dimensione figurativa si rivela un’indagine più profonda sull’interiorità, dove ogni segno e ogni tratto diventano espressione dei turbamenti e delle tensioni dell’anima.

Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è passione. L’arte è comunicazione profonda e personale. L’arte è pensiero. L’arte è emozione. L’arte è cura e catarsi: nei momenti più bui l’arte è stata via di fuga e salvezza, è stata un’amica che mi ha preso la mano e mi ha rialzato e più forte e migliore di prima.

Come nasce il tuo rapporto con l’arte e cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso fin dagli studi al Liceo Artistico?

L’arte è parte integrante di me e della mia vita: non ricordo un momento in cui non ne abbia fatto parte. Quindi è stata una scelta naturale, necessaria e praticamente inevitabile.

La tua formazione attraversa diverse istituzioni importanti come il Castello Sforzesco e l’Accademia di Brera. In che modo questi ambienti hanno influenzato la tua ricerca artistica?

La scuola del Castello mi ha permesso di approcciarmi a delle tecniche artistiche legate alla nostra storia artistica. Io ho approfondito la tecnica dell’Affresco, in un ambiente laboratoriale quasi da bottega, che mi ha permesso di conoscere questa tecnica tanto affascinante quanto complessa. Inoltre, questa esperienza mi ha portato ad avvicinarmi alla pittura murale, come i trompe l’oeil, che a lungo ho sentito mia. Forse ho sempre avuto questa attrazione verso questo tipo di esperienza: quando ero piccola mi nascondevo sotto il letto dei miei genitori per poter disegnare sul muro! L’Accademia, invece, ha segnato una svolta nella mia formazione artistica, ma anche nella mia sensibilità e nel mio segno. La mia sensibilità si è accesa nella ricerca di una maggiore profondità espressiva e il mio segno, di rimando, è diventato più libero. Inoltre in Accademia c’è stato il mio incontro con la Grafica d’Arte: è stato subito un amore appassionato che mi ha spinto a scegliere questo indirizzo per la mia laurea specialistica. La calcografia e la litografia hanno arricchito profondamente il mio percorso artistico.

Sei insegnante di Discipline Grafiche e Pittoriche al Liceo Artistico di Brera. Quanto il confronto quotidiano con gli studenti influisce sul tuo modo di vedere e fare arte?

Il confronto con i miei studenti è un continuo stimolo. Da una parte mi spinge ad una continua comprensione/riflessione su ciò che l’arte è per me e come praticarla, conseguentemente mi porta anche a esplorare nuove esperienze, a tenermi attiva e ricettiva rispetto alla contemporaneità per farla conoscere ai miei studenti e prepararli per un loro ingresso nell’appassionante, ma eterogeneo e complesso mondo dell’arte.

Nel tuo percorso hai lavorato molto con la pittura murale e il trompe l’oeil. Cosa ti affascina di questa tecnica e quale relazione crea con lo spazio e con lo spettatore?

Come ho detto prima ho sempre avuto una forte attrazione verso la pittura murale. Probabilmente è il contatto con la materia che mi attrae, simile al contatto che si sperimenta con la pietra in litografia e con il metallo in calcografia. A parte questo, però, amo la rappresentazione del reale e dello spazio tridimensionale e il trompe l’oeil è una forma di rappresentazione che si basa su questi elementi. Il rapporto con lo spettatore cambia perché è il punto di partenza: per progettare e realizzare un trompe l’oeil è necessario mettersi sempre nei panni dello spettatore: cosa vede, come lo vede e come lo percepisce.

Nel tempo hai approfondito anche incisione e litografia. Cosa ti ha spinto ad avvicinarti a queste tecniche e cosa ti permettono di esprimere rispetto alla pittura?

Fin dai tempi del liceo ho amato il disegno e l’uso del carboncino e questo mi ha attirato verso queste tecniche che si basano principalmente sul monocromo. Questo aspetto porta a sviluppare l’attenzione verso i passaggi tonali, agli infiniti grigi e neri, caldi o freddi, a conoscere/riconoscere il proprio segno ed espanderlo. Inoltre ci sono tantissime tecniche tradizionali e sperimentali, molte più di quanto mi aspettavo e che mi hanno stimolato nella mia ricerca artistica.

La tua ricerca sembra attraversare diversi linguaggi delle arti visive. Quanto è importante per te la sperimentazione tecnica e concettuale?

Parecchio. Essenziale, direi. Sento costantemente il bisogno di sperimentare perché la sperimentazione tecnica apre le porte a nuove forme espressive o a differenti “strati” di profondità. Sono due aspetti strettamente legati tra loro.

Nei tuoi lavori compaiono spesso autoritratti e corpi che riflettono una dimensione interiore. Quanto c’è di autobiografico nella tua produzione artistica?

C’è molto di quello che mi circonda e del mio mondo. C’è la città in cui sono nata: bella, ma come tutte le città fatta anche di tanta emarginazione. Ci sono le storie e persone che hanno attraversato la mia vita, quello che erano e che hanno provato, e poi c’è quello che, di tutto questo, resta in me.

Le tue opere mostrano una sensibilità particolare verso tematiche sociali e verso l’“Altro”. In che modo l’arte può diventare uno strumento di riflessione su questi temi?

L’arte spesso non solo riflette queste tematiche, ma a volte ne è la portavoce. Penso ad artisti come Käthe Kollwitz, Lorenzo Viani o Zoran Music, solo per citarne qualcuno.

Essendo anche guida turistica, vivi quotidianamente a contatto con il patrimonio artistico. Questo dialogo con la storia dell’arte influisce sul tuo lavoro contemporaneo?

Assolutamente sì. La conoscenza degli artisti che hanno segnato la storia è fondamentale per me. Stimolo continuo, anche rispetto a fasi della storia dell’arte molto lontane dal qui ed ora: altri codici, altre tecniche, altre poetiche, altri pensieri. E sempre, ci si rende conto di quanto ciò e chi è intorno a noi è determinante per noi.

Guardando al futuro, quali direzioni pensi possa prendere la tua ricerca artistica e quali progetti ti piacerebbe realizzare?

Voglio riprendere le fila sulla mia ricerca sul corpo, ma anche sulla memoria: in questo momento della mia vita le sento molto. E in questa fase vorrei che pittura e grafica d’arte confluissero e si intersecassero.

Descriviti in tre colori.

Rosa – calore/eleganza/sensibilità. Saturo e brillante, oppure tenue e intimista. Verde – caldo/freddo – manti di prato e acque cristalline. Blu elettrico – energia/vibrazione – è il cielo infinito di una notte d’estate in riva al mare. Nero – mi permetto di aggiungere il nero, un po’ perché è considerato un non colore, e un po’ perché penso che sia elemento colore per un artista.

SHARE

Contatti