Riccardo Chiodini

in arte notyourfavoriteartist, nasce nel 1994 in provincia di Milano. Autodidatta, manifesta fin da bambino una naturale inclinazione verso l’arte: ambidestro e guidato da una costante esigenza espressiva, sviluppa nel…

BIOGRAFIA

#Riccardo Chiodini

in arte notyourfavoriteartist, nasce nel 1994 in provincia di Milano. Autodidatta, manifesta fin da bambino una naturale inclinazione verso l’arte: ambidestro e guidato da una costante esigenza espressiva, sviluppa nel tempo un percorso creativo che attraversa pittura, moda e musica, concependo ogni disciplina come parte di un unico linguaggio.

Da diversi anni porta avanti con continuità la propria ricerca artistica, costruendo un immaginario personale in cui l’estetica della street art si intreccia con sensibilità, ironia e una forte componente emotiva. Al centro di questo universo compare spesso un alieno verde, suo alter ego, simbolo di uno sguardo diverso sul mondo e rappresentazione di libertà, vulnerabilità e autenticità, diventato nel tempo l’elemento più riconoscibile del suo lavoro.

Parallelamente, la sua ricerca si estende alla pittura astratta, dove gesto, segno e colore diventano strumenti di espressione istintiva. Due linguaggi differenti ma uniti dalla stessa necessità: trasformare emozioni ed esperienze in immagini essenziali e immediate.

Oggi vive e lavora tra l’Europa e New York, città che considera la sua casa artistica e il luogo in cui la sua ricerca trova la massima libertà espressiva. Qui crea con naturalezza, espone regolarmente e mantiene un dialogo continuo con l’energia urbana che alimenta la sua pratica. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, in diversi Paesi europei e negli Stati Uniti, con una presenza significativa proprio a New York City.

Attraverso il proprio lavoro, Riccardo Chiodini ricerca un linguaggio diretto e universale, capace di dimostrare che anche la semplicità può custodire un significato profondo. Il suo obiettivo non è inseguire una destinazione, ma continuare a creare con sincerità, rimanendo fedele alla propria libertà espressiva e condividendo il proprio universo con chiunque abbia la curiosità di entrarvi.

Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è il mio modo di esprimere la mia visione, i miei stati d’animo e il modo in cui rappresento il mio mondo, il mondo che ho deciso di creare in quanto ciò che mi circonda fa troppo chiasso.

Come nasce il tuo alter ego dell’alieno verde e cosa rappresenta per te?
Il mio alter ego nasce in un periodo difficile della mia vita, non so come ma è venuto fuori spontaneamente, trasmettendo sin dall’inizio positività e note di incoraggiamento, spronandomi a uscire da un tunnel così nero e profondo da fare a dir poco paura.

In che modo il tuo essere autodidatta ha influenzato la tua identità artistica?
Essere autodidatta mi ha insegnato a fidarmi del mio istinto. Ho costruito il mio linguaggio attraverso la sperimentazione, attraverso il testare e provare tutto ciò che mi è sempre passato per la testa.
Il creare senza regole mi ha permesso di sviluppare un’identità autentica e in continua evoluzione.

Come riesci a far dialogare tra loro discipline diverse come pittura, moda e musica?
Dal mio punto di vista non sono mondi così distanti, anzi, se la visione è chiara e autentica, moda, pittura e musica finiscono per creare un dialogo del tutto naturale. Discipline diverse che raccontano lo stesso universo creativo. Quando tutto è allineato non può che combaciare e dar vita a qualcosa di forte e sincero.

Quanto è importante New York nel tuo processo creativo e cosa ti offre rispetto ad altre città?
New York è parte essenziale di questo mio percorso di vita. Questa città ha sempre rappresentato per me il sogno, l’obiettivo tanto ambito dove la mia mente ha sempre voluto arrivare.
Mi sono sentito a casa dal primo momento in cui ho messo piede in quella città, respirando a pieni polmoni l’aria ricca di opportunità e di libertà di espressione che altro non fa che alimentare quel fuoco che arde in me.

Cosa cerchi di trasmettere attraverso il tuo linguaggio visivo così diretto ed essenziale?
Attraverso il mio linguaggio voglio esprimere quella voglia di rendere concrete e reali tutte le idee per le quali ho sempre lavorato sodo. Chi osserva ciò che creo, chi fa un passo verso il mio universo, chi vuole condividere un tratto del mio percorso deve poter respirare anche solo un briciolo di tutto ciò che vaga nella mia mente e ogni giorno rende fantastico questo mio percorso.

Qual è il ruolo dell’ironia all’interno delle tue opere?
L’unica ironia è forse il modo in cui posto sui canali social i miei dietro le quinte creativi, basati su impulsività e semplicità. Sinceramente non vedo ironia nelle mie opere, ma solo tanto amore e sentimento.

Come si sviluppa il passaggio dalla street art alla pittura astratta nel tuo percorso?
È stato tutto così naturale, non c’è qualcosa che mi ha fatto capire il passaggio da una cosa all’altra, anzi, penso che siano andati sempre a braccetto, dando vita a un equilibrio perfetto che muove le mie creazioni in base alle sensazioni del momento.

Che tipo di relazione vuoi instaurare con chi osserva le tue opere?
Vorrei si instaurasse una relazione di sincerità e trasparenza, ognuno è libero di chiedermi ciò che vuole e di esprimere ciò che preferisce. Nulla mi tocca, nulla giudica e, nonostante tutto, nulla verrà giudicato.

Quando capisci che un’opera è davvero “finita”?
È l’opera stessa a comunicarmi ciò.

In che direzione immagini evolverà la tua ricerca artistica nei prossimi anni?
Penso che più che un’evoluzione, sarà un concretizzarsi di ciò che mi sta dimostrando giorno dopo giorno.

Descriviti in tre colori.
Bianco, nero e rosso.

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