Ramutė Paulikaitė

è un’artista lituana che vive e lavora a Skuodas, in Lituania. Il suo percorso educativo ha inizio al Ginnasio Pr. Žadeikis di Skuodas e prosegue presso la Scuola Superiore di…

BIOGRAFIA

#Ramutė Paulikaitė

è un’artista lituana che vive e lavora a Skuodas, in Lituania. Il suo percorso educativo ha inizio al Ginnasio Pr. Žadeikis di Skuodas e prosegue presso la Scuola Superiore di Arti Applicate di Telšiai, ora ramo dell’Accademia Lituana delle Arti, dove nel 1999 consegue una laurea in costruzione artistica e modellazione di maglieria. Nello stesso anno, inizia a lavorare come insegnante di arte e tecnologia e come responsabile di gruppo presso la Scuola Superiore di Aleksandrijos. Nel 2007, si laurea all’Università di Šiauliai con una laurea in Arte e Design, guadagnando una qualifica per l’insegnamento. Nel corso degli anni, ha dedicato una parte significativa della sua vita all’educazione di giovani e adulti presso il Centro di Formazione Professionale Re Carlo Mindaugas di Kaunas.

L’interesse artistico di Ramutė inizia fin dall’infanzia, inizialmente focalizzandosi sulla pittura, per poi espandersi alla fotografia sperimentale. La sua ricerca artistica si concentra principalmente sulla pittura astratta e sulla fotografia paesaggistica espressiva ed experimentale, mezzi che hanno trovato spazio nella scena artistica lituana e in numerosi progetti internazionali. A partire dal 2000, ha partecipato attivamente a progetti ed esposizioni internazionali, coinvolgendo artisti di paesi come Lituania, Lettonia, Indonesia, Filippine, India, Corea del Sud, Italia, Polonia, Stati Uniti, Svizzera e altre regioni culturali.

Nei suoi lavori emergono temi ricorrenti che trattano il dualismo tra bene e male, la ricerca di mondi interni e alternativi, nonché un profondo equilibrio con l’Universo. Sia nella pittura che nella fotografia, l’artista pone grande importanza sulla concettualità, sull’esplorazione tematica, sulla varietà cromatica e sulla dinamica tra gesto pittorico e struttura visiva, tra pennellate e pixel, distribuiti talvolta su una o più superfici. Le sue opere sono suddivise in cicli e narrazioni tematiche, come “Trasformazione”, “Brush Country” e “Messaggio Colorato”. Sono sette i cicli presenti nel cammino artistico dell’autrice: “Infinity”, “12”, “Giullari”, “Verso la Domenica”, “Apocalisse”, “Una molecola in un mandala”, “Scorre facilmente l’olio?”.

La fotografia sperimentale di Ramutė esplora paesaggi naturali e architettonici, dove linee e forme diventano elementi essenziali della composizione. Pittura e fotografia interagiscono costantemente nel suo lavoro, fondendosi in un linguaggio visivo coerente e personale, caratterizzato da tratti espressivi, soluzioni compositive dinamiche e una meticolosa attenzione alla luce, all’ombra e ai dettagli. Le sue opere si distinguono per un’estetica sottile, una profonda intensità emotiva e un costante interesse per l’interiorità umana, con una tendenza verso un’astrazione minimale ed evocativa che invita lo spettatore a vivere l’opera come un’esperienza sensoriale e percettiva.

Cos’è l’arte per te?
L’arte è la dimora della mia anima e del mio corpo.

Come è nato il tuo interesse per il dialogo tra pittura astratta e sperimentale e la fotografia, e come queste due lingue si influenzano a vicenda nel tuo processo creativo?
È successo in modo molto organico. La fotografia sperimentale è, in un certo senso, un allontanamento dalla pittura astratta, ma allo stesso tempo le due pratiche si completano a vicenda.

Il rapporto con l’universo è un tema ricorrente nel tuo lavoro: cosa rappresenta per te e come si traduce visivamente nelle tue opere?
L’universo è armonioso ed equilibrato, non sorprende quindi che le mie opere riflettano una costante ricerca di armonia.

Nei tuoi cicli tematici, come “Infinito 12” o “Apocalisse”, quanto è importante l’intuizione rispetto al progetto concettuale iniziale?
L’intuizione è una sorta di premonizione e il progetto concettuale iniziale del ciclo dell’Apocalisse si sovrappone ad essa.

Quale ruolo gioca il colore nella costruzione emotiva dei tuoi paesaggi astratti e come scegli la tua tavolozza?
Il colore è molto importante, ma spesso è determinato dalla forma e dal contenuto.

In che modo la tua esperienza come insegnante ha influenzato la tua visione dell’arte e il tuo modo di creare?
Sbaglierei a dire che non c’è stato alcun impatto. Esistono due aspetti del processo educativo: l’educatore e lo studente. È probabile che io abbia imparato dagli studenti e che gli studenti abbiano imparato dall’educatore.

Le tue opere spesso esplorano il confine tra bene e male: pensi che l’arte dovrebbe porre domande etiche allo spettatore?
L’arte può sollevare questioni etiche, può provocarle, ma non deve necessariamente farlo.

Cosa cerchi di attivare nel pubblico quando guarda il tuo lavoro: contemplazione, disagio, riconoscimento interiore?
Tutte e tre le opzioni sono importanti, ma per me la cosa più importante è il riconoscimento interiore.

Quanto i progetti internazionali hanno influenzato la tua carriera artistica e la tua apertura a nuove forme di sperimentazione?
Non posso dire quanto mi abbiano colpito, ma mi hanno arricchito di coraggio e diversità, permettendomi di comunicare più apertamente attraverso l’espressione artistica e di accettare sempre più l’innovazione.

Come nasce una delle tue fotografie sperimentali: da un luogo reale, da un’emozione o da un’idea astratta?
Da un luogo reale.

Guardando al futuro, quali direzioni immagini per l’evoluzione della tua ricerca artistica?
Pittura murale, sia negli interni che sulle facciate. Anche se non sarebbe una novità, ma una continuazione.

Descriviti in tre colori.
Blu, rosso, giallo.