Fotografo per passione dal 2000, nel corso degli anni ha esplorato diversi generi, costruendo un percorso fatto di ricerca e sperimentazione visiva. Dopo una lunga fase di esplorazione, nel 2018 sceglie di orientare il proprio lavoro verso gli shooting fotografici, concentrandosi in particolare sul ritratto e sul nudo artistico.
La sua fotografia si sviluppa come un’indagine sensibile e personale sulla figura umana, con l’obiettivo di valorizzare ed esaltare la bellezza femminile. Attraverso uno sguardo attento e rispettoso, le sue immagini cercano di restituire autenticità, espressività e armonia, trasformando ogni scatto in un racconto visivo capace di unire estetica ed emozione.
Cos’è per te la fotografia?
È per me una delle forme d’arte che apprezzo di più per la sua immediatezza e versatilità.
Cosa ti ha spinto, dopo anni di sperimentazione, a concentrarti sul ritratto e sul nudo artistico?
La voglia di mettermi in gioco.
Come definiresti il tuo concetto di bellezza femminile attraverso la fotografia?
Per me, la bellezza femminile in fotografia si riassume in una parola: presenza.
Non è l’armonia delle forme, ma l’intensità con cui una persona occupa lo spazio all’interno dell’inquadratura. È quella scintilla che trasforma un’immagine statica in una storia che merita di essere ascoltata.
Qual è l’elemento più importante che cerchi di catturare in uno shooting?
Il “vero”.
Difficilmente, per non dire mai, scatto con modelle professioniste, ma preferisco piuttosto cercare soggetti comuni.
Come costruisci il rapporto di fiducia con le persone che fotografi, soprattutto in contesti più intimi come il nudo artistico?
Cerco innanzitutto di rompere il ghiaccio, è fondamentale poi essere il più professionali e trasparenti possibile.
Quanto conta la luce nel tuo processo creativo?
In una scala da uno a dieci direi 100.
C’è un fotografo o un riferimento artistico che ha influenzato il tuo sguardo?
Così, su due piedi, mi verrebbe in mente Ferdinando Scianna.
Come bilanci estetica e autenticità nelle tue immagini?
Nel mio lavoro, la tensione tra estetica e autenticità non è un conflitto da risolvere, ma l’essenza stessa dello scatto. Immagina l’estetica come lo spartito e l’autenticità come l’interpretazione: senza la prima hai rumore, senza la seconda hai un suono meccanico e senz’anima.
Qual è stata la sfida più significativa nel tuo percorso fotografico?
La sfida più difficile è quella di contattare nuovi soggetti, spesso senza alcuna esperienza, e convincerli a posare per me.
Non mi riferisco necessariamente al nudo artistico, ma anche a generi più “sobri” quali il ritratto.
Cosa rende per te uno scatto davvero riuscito?
Per me uno scatto o uno shooting è riuscito quando il soggetto davanti a me si sente a proprio agio.
Ricorderò sempre quando una ragazza mi ha ringraziato dicendomi di essersi sentita bella: questa credo sia stata la mia soddisfazione più grande.
Quali direzioni immagini per l’evoluzione futura del tuo lavoro?
Non ne ho la più pallida idea, non ho nessuna pretesa se non quella di scattare fotografie cercando di essere il più umile possibile.
in foto Alice e Lucile