Paola Salomè

Paola vive e lavora a Roma, dove esercita la professione di architetto mentre, parallelamente, coltiva con crescente dedizione la pittura, una passione che negli ultimi dieci anni è divenuta parte…

BIOGRAFIA

#Paola Salomè

Paola vive e lavora a Roma, dove esercita la professione di architetto mentre, parallelamente, coltiva con crescente dedizione la pittura, una passione che negli ultimi dieci anni è divenuta parte integrante della sua identità creativa. La sua ricerca artistica affonda le radici negli stati d’animo e nelle emozioni, che traduce in composizioni luminose costruite attraverso colori brillanti e carichi di energia. Le sue opere, concepite per irradiare armonia e positività, sono il riflesso di un approccio che mira a celebrare la gioia di vivere e la bellezza del quotidiano.

Nel corso degli anni, il suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato recensito in prestigiose pubblicazioni di settore, comparendo all’interno degli Annuari Artisti editi da Mondadori e Gangemi. La sua presenza espositiva è vasta e articolata: da Roma — con sedi iconiche come Palazzo Colonna, Palazzo Maffei Marescotti, Biblioteca Angelica e Palazzo della Cancelleria Vaticana — a Milano, Torino, Firenze presso Palazzo Borghese, Palermo, Caserta al Quartiere Militare Borbonico, Capri, Venezia in occasione della Biennale del 2022, Sanremo, Catanzaro, Vietri, Potenza e Mantova. Anche in Europa le sue opere hanno trovato spazio in contesti di rilievo, tra cui il Carrousel du Louvre a Parigi, il MEAM di Barcellona, Londra e Bruxelles. Le numerose mostre personali, culminate con la grande esposizione al Maschio Angioino di Napoli tra dicembre 2023 e gennaio 2024, hanno confermato il favore della critica e del pubblico.

Il suo rapporto con l’arte nasce molto presto. Fin da bambina, il disegno era per lei un linguaggio spontaneo e necessario, un canale attraverso cui esplorare la creatività. Gli studi al liceo artistico e, successivamente, la laurea in architettura hanno alimentato questa inclinazione, offrendole strumenti, contesti e stimoli che hanno reso il percorso ancora più consapevole. Racconta di quegli anni come un periodo di libertà e scoperta, in cui i primi segnali di una vocazione artistica profonda hanno iniziato a manifestarsi con chiarezza.

Le sue opere prendono forma da ciò che sente e vive. Ogni quadro nasce da un’emozione, da una vibrazione interiore che si traduce in colore. Il giallo come luce e vitalità, il verde come richiamo alla natura, l’azzurro come eco del cielo e del mare: una tavolozza che riflette affetti, gratitudine, amore per la vita. Paola sceglie di dipingere solo ciò che la ispira davvero, ciò che la stimola e le suscita meraviglia, trasformando le esperienze più significative in immagini che parlano un linguaggio immediato e solare.

La sua arte si definisce attraverso tinte intense, forme leggere e dinamiche, e una sensibilità sempre rivolta alla bellezza del mondo. La natura, con le sue sorprese quotidiane, è una fonte instancabile di emozione e nutrimento visivo. In questo equilibrio tra colore e movimento, tra energia e delicatezza, si compone il suo linguaggio pittorico personale, capace di raccontare un modo di guardare la realtà aperto, luminoso e profondamente positivo.

Non indica un artista di riferimento, perché ritiene che la vera forza dell’arte risieda nella capacità di esprimere l’io più autentico, senza cedere alla tentazione di aderire a mode o schemi già tracciati. Ammira tutti coloro che riescono a mantenere questa libertà creativa, trasformando la loro visione in un messaggio sincero.

Guardando al futuro, Paola concentra la sua attenzione sulla crescita personale e professionale, con l’obiettivo di evolvere senza mai perdere fedeltà alla propria identità. I progetti non mancano: la prossima mostra personale, prevista per l’autunno 2024, rappresenta un traguardo importante, mentre nuove esposizioni la attendono al Museo Ex MAM di Cosenza e al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova. Il desiderio che accompagna ogni sua nuova tappa resta immutato: continuare a riconoscere e condividere l’emozione che nasce negli occhi di chi osserva le sue opere, perché è in quello scambio silenzioso che, per lei, l’arte trova la sua forma più compiuta.