Niku Monfreda

Niculae Monfreda, in arte Niku, nasce a Bucarest ma vive in Italia sin dalla prima infanzia. L’arte rappresenta per lui un linguaggio ancestrale e istintivo, attraverso cui esplora e sperimenta…

BIOGRAFIA

#Niku Monfreda

Niculae Monfreda, in arte Niku, nasce a Bucarest ma vive in Italia sin dalla prima infanzia. L’arte rappresenta per lui un linguaggio ancestrale e istintivo, attraverso cui esplora e sperimenta diverse forme espressive. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, dove consegue la laurea triennale in Grafica d’Arte, proseguendo poi il proprio percorso con un Master in Graphic Design. Nel 2021 approfondisce ulteriormente la sua ricerca partecipando al workshop di Incisione Sperimentale tenuto dal maestro Hector Saunier a Bari, specializzandosi nella tecnica dell’incisione a colori.

La sua produzione artistica nasce da una sintesi emotiva ed esperienziale, traducendosi in opere che lasciano ampio spazio all’interpretazione personale di chi osserva. I suoi lavori, spesso privi di titolo, si configurano come narrazioni visive aperte, in cui convivono influenze eterogenee: dai richiami ai disegni leonardeschi all’astrattismo, fino alle suggestioni della Street Art. Un percorso in continua evoluzione, dove segno, colore e intuizione si intrecciano in una ricerca libera e profondamente personale.

Cos’è per te l’arte?

Passione, amore, naturalezza, spontaneità, dolore, rabbia, delusione, tristezza, ingegno, meticolosità, flusso, energia, meraviglia, rispetto, umiltà, ordine e caos, sacrificio, movimento, vita, verità, genialità.

L’arte per te è un linguaggio ancestrale: quando hai capito che sarebbe diventata il tuo principale mezzo espressivo?
In modo inconscio e onirico da quando sono venuto al mondo, consapevolmente più o meno dalle scuole superiori.

Il tuo percorso formativo spazia dalla grafica d’arte al graphic design fino all’incisione sperimentale: in che modo queste esperienze influenzano il tuo stile?
La mia esperienza in graphic design e computer art mi ha aiutato a capire come disporre gli oggetti nello spazio, come usare i colori e come unire la grafica con la pittura.

Le tue opere sono spesso senza titolo e lasciano libertà interpretativa: quanto è importante per te il ruolo dell’osservatore nel completare il significato del lavoro?
Il ruolo dell’osservatore è tutto per me. Di base vorrei che l’osservatore entri nel mio mondo per poi capire la mia vera essenza.

Nelle tue creazioni convivono influenze diverse, dai disegni leonardeschi alla Street Art: come riesci a armonizzare questi mondi così distanti?
Mi viene tutto così naturale, ma soprattutto a seconda della mia sensibilità in un dato momento.

Qual è oggi la direzione della tua ricerca artistica e quali nuove sperimentazioni senti di voler intraprendere?
Migliorarmi e perfezionarmi sempre di più nel disegno. Poi il resto è un segreto.

Descriviti in tre colori.
Verde, giallo, marrone.

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