Il personaggio di Vitone nasce per caso, tra i profumi dei salumi e le risate di una barzelletta raccontata dietro il bancone di una salumeria. Era il 2015 quando, senza alcuna pianificazione o strategia, una battuta diventò un fenomeno virale. Quel giorno Vitone non era ancora un personaggio comico, ma solo il protagonista di un racconto divertente, nato per gioco e condiviso tra amici e clienti. Poi, inaspettatamente, la realtà superò la fantasia: pochi giorni dopo, per strada, la gente iniziò a chiamarlo “Vitone”, come se quel nome fosse già parte della sua identità. È in quel momento che l’artista capì di aver dato vita a qualcosa di autentico, popolare e profondamente legato alla quotidianità. Scelse di non cambiare, di continuare su quella strada e di far crescere Vitone come simbolo di una comicità genuina e spontanea.
Da allora, il suo alter ego è diventato una presenza familiare sui social e nelle serate dal vivo, capace di strappare sorrisi con la naturalezza di chi racconta la vita di tutti i giorni. Eppure, nonostante la crescente visibilità, l’artista rimane con i piedi ben piantati per terra. “La popolarità? No, non esageriamo! Il successo è di altra natura” racconta con ironia. Ammette che per strada “su dieci persone, due lo riconoscono”, ma non è questo il punto. Per lui, la vera conquista è l’umanità degli incontri, la possibilità di conoscere persone diverse, di arricchire l’anima attraverso le storie e le emozioni condivise.
Nel suo percorso, Vitone ha esplorato vari linguaggi, spingendosi anche verso la televisione e il teatro. Ha collaborato con Forum per alcune puntate e partecipato a diversi casting, ma è il palcoscenico, confessa, la sua vera casa. “La cosa che mi piace di più è il teatro”, dice senza esitazione. Nel 2020 ha scritto e portato in scena il suo primo spettacolo, debuttando alle “Officine Ufo” di Casamassima. Quella sera, la madrina del suo debutto è stata la vicina di casa, Gabriella, la prima a credere in lui e a organizzargli un’esibizione durante una sagra a Binetto. È lì, tra la gente e la semplicità delle feste di paese, che Vitone ha trovato la sua dimensione più autentica: un teatro popolare, diretto, che nasce dal contatto con il pubblico.
Ogni giornata per lui comincia con una battuta, ma anche con una riflessione disarmante nella sua sincerità: “Primo pensiero al mattino? Anche oggi è finita! Una volta in piedi la giornata è terminata, quindi accendersi, mettersi in moto e andare”. Una filosofia di vita che racchiude ironia e concretezza, la stessa che traspare nei suoi sketch e nei suoi monologhi.
Il suo sogno, oggi, è quello di portare il suo spettacolo a Milano o Torino, città simbolo del teatro comico e della tradizione cabarettistica italiana. “Sogno più grande al momento è riuscire a portare il mio spettacolo lì”, confessa, con la determinazione di chi sa che i sogni non hanno scadenza, ma solo tappe da raggiungere.
Nel frattempo, lavora a un nuovo progetto: un altro spettacolo, nuove storie, nuovi personaggi, ma la stessa missione di sempre — far sorridere le persone. “Il progetto più imminente è scrivere un nuovo spettacolo per cercare di strappare un sorriso a tutti”, dice con semplicità, ma anche con la consapevolezza che l’umorismo, quando è vero, diventa un modo per unire e alleggerire il mondo.
Vitone resta così: un artista che non ha dimenticato le sue origini dietro il bancone della salumeria, un comico che trova la sua forza nella quotidianità e nella leggerezza. Un uomo che continua a trasformare le barzellette di un tempo in piccoli momenti di felicità condivisa.