Monica Sarnelli

nata a Napoli il 9 maggio 1966, è una cantante italiana tra le interpreti più riconoscibili della canzone napoletana contemporanea. La sua voce è legata da oltre trent’anni anche a…

BIOGRAFIA

#Monica Sarnelli

nata a Napoli il 9 maggio 1966, è una cantante italiana tra le interpreti più riconoscibili della canzone napoletana contemporanea. La sua voce è legata da oltre trent’anni anche a uno degli appuntamenti televisivi più longevi e popolari della televisione italiana: la sigla della soap opera di Rai 3 “Un posto al sole”, composta da Antonio Annona e Bruno Lanza e incisa nel 1996, fin dalla prima puntata del 21 ottobre dello stesso anno.

Il suo percorso artistico inizia molto presto. Nel 1981, a soli quindici anni, debutta con il 45 giri “Amo”, pubblicato dall’etichetta EMI. Negli anni successivi matura una significativa esperienza come corista al fianco di alcuni tra i più importanti protagonisti della musica italiana, collaborando con artisti come Gianni Bella, Edoardo Bennato, Little Tony, Wess, Peppino Di Capri, Fred Bongusto, Gino Paoli e Gigi D’Alessio.

Nel 1992 torna all’attività solistica, dedicandosi inizialmente a un repertorio pop italiano e internazionale. Nel 1993 pubblica “Plays”, il suo primo album, seguito da una serie di singoli che ne accompagnano la crescita artistica: “Come cambia la vita”, “La città che brucia”, “Romantica” e “Le cose che non dirò”. Parallelamente alla dimensione discografica, Sarnelli consolida una presenza televisiva e musicale che la porterà progressivamente a individuare nella canzone napoletana il centro più autentico della propria identità artistica.

A partire dagli anni Duemila intraprende un importante percorso di rilettura della tradizione partenopea insieme al musicista e arrangiatore Gigi De Rienzo. Da questa collaborazione nascono “Lazzare felici, volume 1” nel 2004 e “Lazzare felici, volume 2” nel 2007, progetti nei quali la tradizione dialoga con sonorità contemporanee e con l’eredità del cosiddetto Neapolitan Power. Nel 2009 arriva la raccolta “Neapolitan power i feel”, un progetto nel quale Sarnelli interpreta brani appartenenti alla storia della musica napoletana, da “Chesta sera” di Nino D’Angelo a “Campagna” di James Senese e Franco Del Prete, da “Lazzarella” a “‘O surdato ’nnammurato”, passando per “Maruzzella”, “Core” e alcune delle composizioni più significative di Pino Daniele, tra cui “Terra mia”, “A me me piace ’o blues”, “Chi tene ’o mare”, “Assaie” e “Lazzari felici”. Alle produzioni partecipano numerosi musicisti di rilievo della scena italiana, tra cui James Senese, Peppino Di Capri, Enzo Gragnaniello, Marco Zurzolo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Franco Giacoia, Lino Cannavacciuolo, Marcello Colasurdo, Alfonso Deidda e i Solis String Quartet.

Il legame con Napoli si rafforza anche attraverso una lunga attività dal vivo. Nel 2004 partecipa al Premio Carosone e l’anno successivo è protagonista, insieme a Sal Da Vinci e Gigi Finizio, del concerto organizzato ad Agnano in occasione del Gran Premio Lotteria. Nel 2007 prende parte, con Gigi D’Alessio, Alessandro Siani e Sal Da Vinci, alla grande festa allo Stadio San Paolo per il ritorno in Serie A della SSC Napoli. Nel 2008, in Piazza del Plebiscito, duetta con Nino D’Angelo durante la serata conclusiva della Piedigrotta, in un evento che vede sul palco anche Sophia Loren e Pippo Baudo. Nello stesso anno partecipa al Leuciana Festival con un concerto dedicato al repertorio di Pino Daniele.

Nel dicembre 2009 porta la propria musica anche fuori dall’Italia, esibendosi presso il Consolato Italiano a Londra, accompagnata dal pianista Pino Tafuto, in occasione dell’inaugurazione di una mostra dedicata al presepe napoletano del Settecento. Nel 2010 torna protagonista della televisione nazionale con “Napoli prima e dopo”, su Rai 1, al fianco di Lucio Dalla e José Feliciano, e partecipa su Rai 2 a “Napoli Racconta” di Giorgio Verdelli, condotto da Enzo De Caro.

Nel 2011 porta in scena “Napoli Plebiscito Italia”, spettacolo e concerto dedicato a Pino Daniele e ai protagonisti del Neapolitan Power, con i testi di Maurizio de Giovanni, gli arrangiamenti di Gigi De Rienzo e la regia teatrale di Raffaele Di Florio. Nel 2012 è protagonista del Festival delle Ville Vesuviane, a Villa Campolieto di Ercolano, con il concerto “Neapolitan Nu_Classic”, condividendo il cartellone con alcuni dei più importanti nomi della musica italiana. Nello stesso anno pubblica “Notte Lenta”, proseguendo la sua ricerca tra classici della tradizione partenopea e nuove composizioni, tra cui l’omonimo brano di Franco Del Prete e “Tu nun siente niente” di Enzo Leomporro.

Il 2015 rappresenta un altro momento significativo della sua carriera. Sarnelli pubblica “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”, progetto discografico legato all’omonimo spettacolo scritto da Federico Vacalebre, del quale è protagonista anche in una lunga tournée teatrale. Nello stesso anno pubblica “Napoli a Colori”, raccolta antologica in quattro dischi, e “A testa in su”, album contenente nuove registrazioni, inediti e riletture di brani della tradizione, tra cui “Mentecuore” di Nino D’Angelo.

Nel 2017 torna a condividere il palco con Nino D’Angelo allo Stadio San Paolo, oggi Diego Armando Maradona, in occasione del concerto per i sessant’anni dell’artista partenopeo, duettando sulle note di “Chesta sera”. Nello stesso periodo realizza “Je so’ pazzo”, omaggio a Pino Daniele condiviso con Valerio Jovine, e pubblica l’inedito “Vicino a te”, scritto da Antonio Annona e Marco Fasano.

Nel 2018, in occasione dell’uscita del singolo “Tu sì meglio ’e me”, scritto da Bruno Lanza, Sally Monetti e Federico Spagnoli, promuove un minitour solidale che la porta a esibirsi nel carcere femminile di Pozzuoli, presso la Comunità di Sant’Egidio e al Centro Giovanile Santa Maria Rosa Nova di Sant’Antonio Abate. Nel 2019 realizza “Note Positive”, progetto rivolto agli studenti delle scuole della Campania, e pubblica sulle piattaforme digitali “Napoli@Colori”, raccolta antologica composta da quattro album e 68 brani. Tra il 2019 e il 2022, nei periodi non condizionati dal lockdown pandemico, porta il progetto in tournée nei cosiddetti teatri di frontiera della Campania.

Nel 2022 pubblica “Un nuovo Sud”, scritto e composto da Felice Iovino con la partecipazione di Maurizio de Giovanni, e propone una propria versione di “Abbracciame” di Andrea Sannino e Mauro Spenillo. Nell’aprile dello stesso anno firma un contratto discografico con la Zeus Record di Napoli, destinato alla realizzazione di tre album. Il primo progetto è “’E N’ATA MANERA”, pubblicato il 29 novembre 2023 con la direzione artistica e gli arrangiamenti del cantautore Gianni Fiorellino e accompagnato dal singolo “Voglio parla’ cu tte”, realizzato con la partecipazione dello stesso Fiorellino.

Il 19 marzo 2024 Monica Sarnelli è tra i protagonisti del memorial “Je sto vicino a te”, organizzato al Palapartenope di Napoli in omaggio a Pino Daniele. Nell’estate dello stesso anno presenta in prima nazionale, il 13 agosto all’Arena Virgilio di Gaeta, lo spettacolo-concerto “Una Notte a Napoli”, condividendo il palco con ospiti come Erminio Sinni, Gabriele Esposito, Carlo Faiello, Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, Marco Zurzolo, Maurizio Capone, Francesco Viglietti e Jerry Popolo.

Il 21 ottobre 2024, al Teatro Augusteo di Napoli, celebra tre importanti anniversari della propria carriera con una speciale serata dedicata a “Lazzare Felici”, che compiva vent’anni, alla sigla di “Un Posto al Sole”, arrivata ai 28 anni, e a “RitmiUrbani”, format televisivo del 1994 considerato da molti un progetto antesignano di alcune modalità comunicative oggi diffuse attraverso i social network.

Il 9 maggio 2026, in occasione del suo sessantesimo compleanno, Monica Sarnelli pubblica “Duemilaventisei”, nuovo album di inediti prodotto e distribuito dalla Zeus Record. Il disco, presentato allo Sciò Urban Lounge di Portici, contiene dieci tracce, nove delle quali inedite e scritte appositamente per lei, oltre a una composizione già pubblicata recuperata dal catalogo storico della Zeus e firmata da Gigi Finizio. Tra gli autori figurano nomi storici della canzone napoletana come Vincenzo D’Agostino e Bruno Lanza, insieme a Marco Fasano, Pippo Seno, Antonio Brugnano, Gaetano Arienzo, Felice Iovino, Giuseppe Russo, Francesco De Rosa, Vincenzo Colursi, Antonio Carbone e Francesca Andreano, in arte Fuliggine, figlia della stessa Monica Sarnelli. Gli arrangiamenti e la direzione musicale sono affidati a Nino Danisi, affiancato da un gruppo di musicisti di rilievo.

Parallelamente all’attività discografica, nel biennio 2025-2026 Sarnelli torna in teatro con “Sirene, Sciantose, Malafemmene ed altre storie di Donne veraci”, spettacolo scritto per lei da Federico Vacalebre e arricchito dalla regia di Carlo Cerciello. Dopo le settimane al Teatro Troisi di Napoli e le date al Cimarosa di Aversa e all’Augusteo di Napoli, lo spettacolo prosegue nei principali teatri coordinati dal Teatro Pubblico Campano.

Il 30 settembre 2026 rappresenta una delle giornate più significative della sua carriera. In mattinata, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, Monica Sarnelli riceve la Medaglia della Città di Napoli per i suoi 45 anni di attività artistica. Il riconoscimento viene consegnato dall’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi, alla presenza della consigliera comunale Maria Grazia Vitelli, promotrice dell’iniziativa. Il Comune di Napoli celebra così un’artista considerata una delle voci più rappresentative della cultura musicale partenopea, capace di custodire la tradizione e, allo stesso tempo, di reinterpretarla attraverso linguaggi contemporanei.

La stessa sera, all’Arena Flegrea, Monica Sarnelli riceve anche il Premio Carosone 2026, in una speciale edizione dedicata alla memoria di James Senese e Peppino Di Capri. Due riconoscimenti che arrivano nel quarantacinquesimo anno di carriera e a pochi mesi dal suo sessantesimo compleanno, segnando simbolicamente un percorso costruito attraverso musica, teatro, televisione e una costante attenzione alla cultura e all’identità di Napoli.

Il 27 ottobre 2026, al Teatro Trianon Viviani, il Comune di Napoli proseguirà le celebrazioni dedicate ai 45 anni di carriera e ai sessant’anni di Monica Sarnelli con un concerto speciale sostenuto e promosso dall’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive. Un nuovo appuntamento che si inserisce in un percorso artistico lungo quasi mezzo secolo e nel quale la voce di Monica Sarnelli continua a rappresentare un ponte tra la memoria della canzone napoletana, la sua evoluzione contemporanea e il rapporto profondo con la città che ha accompagnato ogni fase della sua storia.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è una forma espressiva che abbiamo dentro di noi, che esplode e si materializza attraverso il proprio desiderio.

La tua voce è legata dal 1996 alla sigla di “Un posto al sole”. Che significato ha per te essere diventata, attraverso quella canzone, una presenza familiare per intere generazioni di telespettatori?

Ha un significato fortissimo. Sapere di essere ascoltata da più generazioni e da tante, tante persone è motivo di soddisfazione e di orgoglio. Senza il nostro pubblico, noi artisti saremmo inesistenti, ed essere la voce della sigla di una delle fiction più longeve d’Italia, per giunta girata nella città dove sono nata, Napoli, mi dà ancora più gioia.

Napoli è da sempre al centro della tua identità artistica. Che cosa significa per te raccontare questa città attraverso la musica e quali aspetti della Napoli di oggi senti maggiormente il bisogno di raccontare?

Napoli è una città ricca di storia, stupenda, che negli ultimi tempi finalmente è sulla bocca di tutti per le molteplici meraviglie, tra cui il territorio, il cibo, la musica, gli artisti, gli scrittori, gli attori, e potrei continuare all’infinito per le tante bellezze. È una grande responsabilità e gioia raccontarla attraverso le canzoni e soprattutto gli autori: da Sergio Bruni agli Showmen, da Ria Rosa a Teresa De Sio, un patrimonio immenso che non basterebbe una vita per omaggiarlo tutto. Napoli ormai si racconta da sola per le bellezze e a me non resta che sottolineare la bellezza di questa città, vivendola a 360 gradi, fino in fondo, per poterla rappresentare e raccontare, attraverso la mia voce e le mie interpretazioni, al meglio!

Hai lavorato con alcuni dei più importanti protagonisti della musica italiana e napoletana, da Pino Daniele a Nino D’Angelo, da James Senese a Peppino Di Capri. Qual è l’incontro professionale che ha lasciato un segno particolarmente profondo nella tua crescita?

Ognuno di questi grandissimi artisti citati mi ha dato e lasciato qualcosa, ma Peppino Di Capri, con il quale ho condiviso gli anni più importanti della mia vita – avevo solo 20 anni quando entrai a far parte della sua band – ha avuto un ruolo particolare. Sono stati anni che ricordo con grande nostalgia perché mi hanno formata sia dal punto di vista professionale che di vita. Sono stata molto fortunata ad avere un maestro come Peppino: conosciamo tutti il grande professionista e uomo.

Il tuo percorso ha sempre cercato un equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Quanto è importante, secondo te, reinterpretare la canzone napoletana senza perdere l’identità e la memoria che la caratterizzano?

È importante dare una seconda vita a canzoni del passato per farle riascoltare ai giovani. La canzone napoletana è famosa in tutto il mondo ed è ancora oggi punto di riferimento per tanti artisti italiani e stranieri. Per non perdere l’identità e la memoria che la caratterizzano basta affidarsi a grandi professionisti. Io mi sono sempre affidata a grandi musicisti – ce ne sono tanti a Napoli – e ai miei produttori Dario Andreano (management, produzione esecutiva) e Gigi De Rienzo (direttore musicale).

Nel corso della tua carriera hai attraversato musica, televisione e teatro. Quale di queste dimensioni senti oggi più vicina alla tua sensibilità e quale ti permette maggiormente di esprimere la tua personalità artistica?

La musica, il teatro e la televisione camminano di pari passo. A me piace molto il teatro perché è il posto migliore per esprimere la propria arte senza filtri, a diretto contatto con il pubblico, ma ognuna di queste è utile all’altra.

Il tuo nuovo album “Duemilaventisei” arriva in occasione di un traguardo importante come i tuoi sessant’anni. Che cosa rappresenta questo disco nella tua storia e in che modo racconta la Monica Sarnelli di oggi?

L’album “DUEMILAVENTISEI” è figlio di un anno significativo per me: 60 anni di vita vissuta, 45 di attività musicale e 30 di “Un posto al sole”. Questo è il disco della consapevolezza, dove le canzoni si incontrano, nonostante siano state scritte da autori di diverse generazioni. Un altro tassello importante per la mia lunga e piacevole attività di interprete.

Nel nuovo album collaborano autori appartenenti a generazioni e sensibilità differenti. Quanto è importante per un’artista confrontarsi con nuove generazioni di autori e lasciarsi sorprendere da linguaggi diversi?

Ho sempre sperimentato nel mio percorso artistico, mettendo insieme canzoni classiche del passato unite a canzoni del “Neapolitan Power”. Questa credo sia la mia sensibilità, che poi dà carattere alle mie tante interpretazioni. Strizzare l’occhio a canzoni di giovani autori trovo sia molto stimolante.

Hai dedicato una parte significativa della tua carriera a Pino Daniele e al Neapolitan Power. Che cosa rappresentano oggi quella musica e quella stagione artistica per te?

Quando nel 1981 firmai il mio primo contratto discografico con la multinazionale EMI, mi ritrovai dietro le quinte, invitata come artista, del famosissimo, ormai “storico concerto” di Pino Daniele (anche lui all’epoca artista EMI) a Napoli, in Piazza del Plebiscito. Era il 19 settembre 1981, c’erano 200mila persone che riempirono la piazza di entusiasmo ed energia incredibile, oltre che di presenza! Pino, James, gli Showmen, Mario Musella, Franco Del Prete, Napoli Centrale… sono stati di grande riferimento per il mio percorso artistico.

Il teatro è tornato a essere una parte importante del tuo percorso con “Sirene, Sciantose, Malafemmene ed altre storie di Donne veraci”. Che cosa hai scoperto di nuovo di te stessa attraverso questo spettacolo?

Ho scoperto, oltre alla voglia di raccontare le donne, il piacere di recitare ma, non avendo fatto nessuna scuola di teatro, il mio approccio è molto spontaneo: interpreto me stessa in maniera sincera.

Nel corso della tua carriera non sono mancati progetti legati alla solidarietà e all’incontro con realtà sociali e formative. Quanto può essere importante la musica come strumento di condivisione, inclusione e cambiamento?

La musica è fondamentale nel sostenere progetti solidali e, a mio parere, noi artisti – avendo l’opportunità di essere visibili – abbiamo il dovere di dare il nostro contributo, sostenendo attività sociali e formative.

Il 30 settembre 2026 hai ricevuto la Medaglia della Città di Napoli e, nella stessa giornata, il Premio Carosone. Che valore hanno avuto per te questi due riconoscimenti e che cosa significa essere celebrata dalla tua città?

Ovviamente, aver ricevuto un attestato di stima dalla mia città è motivo di grande orgoglio e soddisfazione per me. Questo riconoscimento non fa altro che motivarmi a fare e a sostenere ancora di più la mia città e i napoletani, attraverso le mie interpretazioni. Il Premio Carosone 2026 (avevo già partecipato nel 2004, ma senza essere premiata) arriva per me in un’edizione davvero speciale, poiché quest’anno – oltre ad omaggiare Renato Carosone – è stato dedicato a due grandi della musica made in Naples: James Senese e Peppino Di Capri. Avendo collaborato con entrambi, il premio ricevuto assume una grandissima importanza!

Dopo 45 anni di carriera, quali sono le emozioni più forti che provi oggi ripensando al tuo percorso artistico e a tutto ciò che hai vissuto attraverso la musica?

L’emozione più grande è essere stata premiata proprio dalla mia città. A Napoli sono nata. A Napoli vivo e lavoro. Amo tantissimo Napoli – città che non cambierei per nessun altro posto al mondo – e per Napoli ho sempre lottato affinché potesse avere la giusta gratificazione e non essere denigrata e diffamata dai media che, in passato, la consideravano città della spazzatura e città pericolosa.

Guardando al futuro, quali sono i progetti, i sogni o le sfide che Monica Sarnelli vorrebbe ancora affrontare sul palcoscenico?

Progetti, sogni e sfide faranno sempre parte del mio percorso artistico. Sono attratta dal mondo dei giovani, sono mamma, ho due figli appassionati di musica: Ciro suona la chitarra – ama molto il blues – e Francesca, in arte Fuliggine – appassionata come me di canto – già realizza dischi e canta nei locali con la sua band. I giovani vanno aiutati, sostenuti. Viviamo tempi bui dove predominano l’incertezza e la paura e vorrei, attraverso la mia arte, dare una mano ai giovani, dando loro la possibilità di potersi esprimere: questo è il mio sogno!

Descriviti in tre parole.

Sensibile! Appassionata! Determinata!

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