nato a Gallarate nel 1992, è un artista autodidatta il cui percorso creativo trova la sua espressione più autentica nell’astrattismo contemporaneo. Attraverso questo linguaggio, traduce la realtà in forme e colori in modo libero, istintivo e profondamente personale, svincolato da schemi predefiniti e guidato da un processo creativo che si sviluppa nel momento stesso dell’atto artistico.
Le sue opere nascono da un’esigenza espressiva che privilegia la dimensione soggettiva, invitando l’osservatore a entrare in un dialogo aperto con l’immagine e a costruire una propria interpretazione, in un continuo rimando tra visione individuale e sensibilità condivisa. La sua ricerca si muove così su un terreno dinamico, dove l’arte diventa esperienza e possibilità di lettura del mondo.
Nel corso del tempo ha avviato collaborazioni significative, tra cui quella con Hang-Up, realtà consolidata nel panorama artistico contemporaneo. Grazie alla partnership con Smart Coast Gallery, le sue opere sono state presentate su Artsy, una delle principali piattaforme internazionali dedicate all’arte. Parallelamente, cura la propria presenza su portali di settore come Pitturiamo e Artmajeur, collaborando anche con il magazine di divulgazione artistica Arte in Breve.
Ha inoltre raccontato il proprio percorso in ambito radiofonico presso gli studi di StoryTime, condividendo la sua esperienza e la sua visione artistica. Tra le tappe espositive più rilevanti si distingue la partecipazione al 9° Gran Premio dell’Arte Contemporanea Internazionale a Milano con PassepARTout Gallery, insieme a mostre personali e concorsi che hanno contribuito a definirne la crescita professionale.
Per Mirko Puntorieri, essere artista rappresenta una sfida continua e al tempo stesso una rivincita personale, in cui la più grande gratificazione risiede nell’interesse e nel coinvolgimento del pubblico davanti alle sue opere.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte può essere tante cose. Può essere stato d’animo, emozione, sfogo, passione, trasformazione: tutto ciò dà vita a un’opera.
Come nasce un tuo lavoro astratto: parti da un’intuizione, da un’emozione o lasci che sia il gesto a guidarti completamente?
I miei lavori sono il risultato tra lo studio del colore e l’autonomia della materia stessa.
In che modo l’essere autodidatta ha influenzato il tuo linguaggio artistico e la tua libertà espressiva?
Essere autodidatta significa libertà assoluta. Ho sperimentato fino a trovare il mio “percorso”, quello che più mi rappresenta.
Cosa cerchi di trasmettere allo spettatore quando si trova davanti a una tua opera?
Sono per la libera interpretazione.
Quanto conta per te l’interpretazione personale di chi osserva rispetto alla tua intenzione iniziale?
Essendo per la libera interpretazione, accetto ogni parere.
Quali sono le influenze, anche non strettamente artistiche, che hanno segnato maggiormente il tuo percorso?
Sinceramente non ho influenze. È un percorso che ho intrapreso in modo strettamente personale.
Come vivi il dialogo tra arte fisica e piattaforme digitali come Artsy, Pitturiamo e Artmajeur?
Queste piattaforme le trovo molto utili proprio per far conoscere la propria arte fisica attraverso il digitale. Oggi giorno, credo sia una delle vie più efficaci.
C’è un’opera che consideri particolarmente rappresentativa della tua evoluzione artistica?
COMPLEMENTARY. È un’opera che non era nemmeno in previsione di esserci, fatta in un periodo di sconforto ma che mi ha permesso di capire quale strada del mio percorso prendere.
Qual è stata la sfida più importante che hai affrontato finora nel tuo percorso?
La sfida più importante in realtà non è una sola. È quella che si presenta nei momenti in cui vorresti mollare tutto perché sembra tutto difficile, perché l’opera che hai in mente non riesci a realizzarla come vorresti: sono tutte sfide continue che fanno parte del percorso.
Come definiresti oggi la tua ricerca nell’astrattismo contemporaneo?
Pura. Dopo tanto sperimentare, oggi cerco di dire il massimo con il minimo dei mezzi, lasciando parlare solo il colore e il gesto.
Cosa significa per te collaborare con realtà come Hang-Up e Smart Coast Gallery?
Per me sono collaborazioni importanti, specialmente Hang-Up. Mi accompagna praticamente dall’inizio (partendo da ArteInBreve) e ho come punto di riferimento Riccardo, una persona davvero in gamba che mi affianca con consigli e progetti.
Che ruolo ha il colore nelle tue opere: istinto, studio o equilibrio tra i due?
Il colore rappresenta chiaramente il fulcro di ogni mia opera. La sua selezione si basa su uno studio delle combinazioni, talvolta guidato dall’istinto e altre volte dalla ricerca di un equilibrio tra loro. Questo equilibrio può esprimere diverse sfumature, come il caos, la tranquillità, l’eleganza o la rabbia.
Quali obiettivi o direzioni immagini per il futuro della tua ricerca artistica?
Il mio obiettivo è arrivare a far conoscere la mia arte in tutto il mondo.
Descriviti in tre colori.
Nero, oro e rosso.