classe 2000, si avvicina alla musica sin da bambino iniziando a studiare pianoforte e, successivamente, chitarra. A 13 anni scopre il rap attraverso le battle di freestyle con gli amici, iniziando poco dopo a scrivere i suoi primi brani.
Negli ultimi anni, a seguito di eventi personali profondi, tra cui la perdita della madre, sente l’esigenza di esprimere il proprio vissuto attraverso la musica. Nasce così un disco intenso e personale, in cui raccoglie brani capaci di raccontare il dolore e le emozioni più intime, portato anche dal vivo in un concerto tenutosi il 15 dicembre nel teatro della sua città.
Questa esperienza segna una svolta nel suo percorso artistico: sentendo di aver concluso un capitolo legato al rap, decide di intraprendere una nuova direzione musicale, avvicinandosi al country folk, genere che ha sempre amato e ascoltato fin da piccolo grazie alle influenze dei suoi genitori e agli artisti di riferimento come Bob Dylan, Johnny Cash e Fabrizio De André, oltre al contemporaneo Zach Bryan.
Di recente ha pubblicato il suo primo singolo in questo nuovo stile, “Corri ragazzo corri”, un brano che racconta la sua storia e rappresenta l’inizio di una nuova fase artistica.
Cos’è per te la musica?
La musica per lui rappresenta la libertà di potersi esprimere.
Cosa rappresenta per te oggi la musica dopo il percorso che hai vissuto?
Oggi la musica ha assunto un valore ancora più profondo: è qualcosa che lo ha salvato.
In che modo il lutto che hai affrontato ha trasformato il tuo modo di scrivere e fare musica?
Ha sfogato il suo dolore nel rap, mentre il country folk ha rappresentato per lui una vera rinascita.
Com’è stato portare sul palco un progetto così personale e intenso?
Un’esperienza importante e unica, capace di segnare profondamente il suo percorso.
Quando hai capito che il rap non ti rappresentava più e che era il momento di cambiare?
La consapevolezza è arrivata subito dopo l’uscita di “Struggle”.
Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al country folk e cosa ti affascina di questo genere?
È un genere che ha sempre ascoltato e apprezzato; lo affascinano il modo di raccontare le esperienze, le sonorità e le molteplici sfaccettature.
Quanto hanno influito le influenze musicali della tua infanzia sul tuo nuovo percorso artistico?
Hanno sempre influito moltissimo, soprattutto in questa fase del suo percorso.
C’è un artista tra Bob Dylan, Johnny Cash o Fabrizio De André in cui ti riconosci di più?
Johnny Cash.
Il tuo singolo “Corri ragazzo corri” racconta la tua vita: cosa speri arrivi a chi lo ascolta?
Spera che arrivi tutta la voglia di risalire dal dolore.
Qual è stata la sfida più grande nel reinventarti artisticamente?
Provare il genere che lo ha sempre accompagnato.
Come immagini evolverà il tuo percorso musicale nei prossimi anni?
Rimarrà legato a questo genere, con il desiderio di collaborare con grandi artisti.
Descriviti in tre canzoni.
“Pink Skies” di Zach Bryan, “I Walk the Line” di Johnny Cash, “Ain’t Me Babe” di Bob Dylan.