Mary Lupanciuc

Nata nel 1988 in Moldavia, cresce in un contesto ricco di contrasti e tradizioni che influenzano fin da subito la sua sensibilità artistica. Il disegno e il colore diventano presto…

BIOGRAFIA

#Mary Lupanciuc

Nata nel 1988 in Moldavia, cresce in un contesto ricco di contrasti e tradizioni che influenzano fin da subito la sua sensibilità artistica. Il disegno e il colore diventano presto per lei uno spazio di rifugio e un mezzo di espressione profonda. Dopo una formazione in Interior Design, sceglie di seguire la sua vocazione più autentica, dedicandosi alla pittura.

L’Italia rappresenta una svolta fondamentale nel suo percorso, ampliando il suo orizzonte artistico e arricchendo la sua ricerca visiva. I paesaggi, la luce, la cultura e la storia dell’arte del territorio italiano si intrecciano con le sue radici e con la sua esperienza personale, dando vita a un linguaggio pittorico intimo e stratificato.

La sua pittura nasce dall’intuito e dall’emozione: attraverso colori e forme racconta mondi interiori, ricordi, frammenti onirici e riflessioni sul presente. Lavora principalmente con acrilici, sviluppando una poetica che unisce espressionismo figurativo, astrazione e simbolismo, in una continua esplorazione di nuovi linguaggi e tecniche, guidata da una costante ricerca di autenticità.

Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è una poesia senza parole. È un modo silenzioso di raccontare emozioni, sogni e silenzi, di esplorare ciò che vibra dentro e intorno a noi: la natura, l’amore, le persone, la vita stessa. Nei miei lavori cerco anche una dimensione spirituale, un ponte tra l’interiorità e il mondo, tra il visibile e l’invisibile.

Che ruolo hanno le tue origini moldave, con i loro contrasti e le loro tradizioni, nella costruzione del tuo immaginario pittorico?

Crescere tra paesaggi di forti contrasti ha formato il mio sguardo e il mio immaginario. Tradizioni folkloristiche, colori dei tessuti, rituali quotidiani: tutto si mescola nella memoria e diventa un linguaggio visivo che dialoga con il presente, tra tensione e armonia, tra ricordo e invenzione.

In che modo la formazione in Interior Design ha influenzato il tuo modo di pensare lo spazio, il colore e la composizione nelle opere?

Il mio percorso nell’Interior Design ha affinato la mia sensibilità verso lo spazio e il colore.

Cosa rappresenta per te l’Italia nel tuo percorso artistico e quali elementi del paesaggio o della cultura ti ispirano maggiormente?

L’Italia è luce e colore: i paesaggi, l’arte e l’architettura trasformano il mio sguardo e alimentano il mio immaginario pittorico.

La tua pittura nasce dall’intuito e dall’emozione: come si sviluppa concretamente il processo creativo dal primo impulso all’opera conclusa?

Il mio processo creativo è fluido. L’intuito, la visione e l’emozione danno il via all’opera, ma lascio spazio a cambiamenti e sorprese che la trasformano.

Come convivono espressionismo figurativo, astrazione e simbolismo nel tuo linguaggio visivo?

Nelle mie opere il figurativo dà il primo passo, l’astrazione apre nuovi spazi e il simbolismo raccoglie emozioni e significati in una sintesi visiva che completa il percorso.

Quali temi interiori o riflessioni sul presente senti più urgenti da raccontare attraverso i tuoi lavori?

Nei miei lavori cerco di dare forma alle emozioni, all’inconscio e alla dimensione spirituale, usando figure e simboli per raccontare fragilità e tensioni interiori che sento urgenti nel presente.

In che modo la sperimentazione di nuove tecniche e linguaggi contribuisce alla tua ricerca di autenticità?

Sperimentare significa scoprire, sbagliare, reinventare: così il mio linguaggio pittorico si avvicina alla mia verità.

Guardando al futuro, quali direzioni senti di voler esplorare nella tua evoluzione artistica?

Voglio crescere come artista, sperimentare nuovi linguaggi e portare il mio lavoro su palcoscenici professionali più ampi.

Descriviti in tre colori.

Blu per la profondità e la calma, verde per la connessione con la vita e la natura, giallo per la luce e l’energia creativa.

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