è un’artista napoletana che oggi vive a Ibiza. Il suo percorso artistico è stato profondamente plasmato dai numerosi luoghi in cui ha vissuto — dall’Australia a Londra, da Berlino fino all’approdo sull’isola di Ibiza — una terra che l’ha accolta con una generosità per la quale nutre un sentimento di profonda gratitudine. Ogni tappa della sua vita ha rappresentato un nuovo capitolo di ispirazione, influenzando l’evoluzione del suo linguaggio visivo e le storie che prende forma attraverso il suo lavoro.
Per Martina, dipingere è un atto meditativo. Nel momento della creazione la mente si spoglia, si libera e respira. La pittura diventa lo strumento attraverso cui elaborare il mondo, un universo complesso che ogni giorno la investe con emozioni, bellezza e contraddizioni. La sua arte nasce come reazione diretta all’impatto della realtà quotidiana, trasformando sensazioni intime in un vero e proprio teatro visivo.
Attraverso forme audaci, linee originali e colori vibranti, Martina costruisce una realtà esteticamente distorta, profondamente personale ma allo stesso tempo capace di parlare a un sentire universale. Ogni opera si presenta come un manifesto, un riflesso simbolico della sua personalità e un’esplorazione di un mondo bizzarro, intenso e affascinante.
Il suo processo creativo è spontaneo e istintivo: nasce nella mente, si sviluppa nella visualizzazione e prende corpo attraverso le mani, seguendo un flusso libero, privo di filtri e costrizioni. Il suo lavoro invita all’osservazione e alla connessione emotiva, lasciando spazio all’energia, all’interpretazione e al dialogo con chi guarda.
Cosa mette in moto la tua vena artistica?
Il mondo. La realtà che respiro. Succede più o meno così: in modo inaspettato, determinati avvenimenti della daily life mi prendono a “pugni” riattivando in me il dono della creatività. Il cosa mette in moto la mia creatività, non si può veramente definire, è no che non si può, in quanto è qualcosa di sempre nuovo, profondo, che nasce da un avvenimento vero, reale. Non lo posso controllare, ma è così forte che tutte le volte mi spinge a prendere il pennello in mano e raccontare la mia visione con linee e colori, ancora e ancora. E’ una sensazione bellissima credimi.
Il tuo stile è vivo, colorato ed eccentrico. A chi ti sei ispirata?
Il mio stile, ancora in evoluzione, riflette la mia personalità influenzata dalle forme di Picasso, dai i colori di Basquiat, dal Messico di Frida Khalo, da tutti i paesi che mi hanno accolta e ospitata, e dal folclore di Napoli, dove io nasco.
Quando inizi a lavorare su un nuovo progetto e sei davanti alla tela cosa provi?
Sono al mare, l’acqua è calma e cristallina. Il mio corpo è sospeso tra il desiderio di entrare in acqua e la paura che la sua freddezza mi immobilizzi. Poi c’è la spinta interiore che mi porta a fare quel tuffo. L’acqua mi accoglie in modo diverso e mi rigenera. C’è, prima di tutto, un’ esitazione iniziale: dura pochi secondi, ma c’è, esiste, ed è comandata dai pensieri di perfezione che bloccano la libertà della creatività. Poi arriva il coraggio, così come il tuffo, dove il pennello incontra la tela, e raggiungi quella sensazione di liberazione, dove la creazione ha inizio. Ecco, questo è quello che provo. Esattamente così, ogni volta.
Il quadro a cui sei piu’ legata e perchè?
Da quando ho ricominciato a dipingere nel 2021, ho creato una collezione privata che racconta di Martina De Matteo e del suo imprevedibile ed emozionante funky journey. Sono profondamente legata a tutti i miei quadri, soprattutto a questi, perché rappresentano la mia evoluzione mentale, emotiva, personale e professionale. “7 Years” è forse il più importante. È il quadro che mi ha liberata, permettendomi di accedere alla fase successiva della mia evoluzione. Racconta dei miei sette anni a Londra, la mia amata Londra. Il luogo in cui tutto è iniziato, dove sono rinata come artista, dove sono stata ipnotizzata da questa realtà tanto affascinante quanto intensa e veloce. L’opera rappresenta questi sette anni di crescita in chiave simbolica: ogni elemento ha un significato nascosto, da scoprire. Ho impiegato tre mesi per completarlo, tornando alle mie origini stilistiche: personaggi disegnati a mano, uno sfondo di sole pennellate nere, e poi tutto il resto in dettagli grafici. “7 Years” racconta di me ieri, di me durante e di un po’ di me nella mia visione futura. Attualmente, il quadro risiede al sicuro a Londra.
Descriviti in 3 parole.
Istintiva – magnetica – intensa
Progetti futuri?
Creare.