Marco Gallotta

è un artista italiano residente a New York, dove vive e lavora sviluppando una ricerca artistica riconosciuta a livello internazionale. La sua formazione inizia in Italia e prosegue negli Stati…

BIOGRAFIA

#Marco Gallotta

è un artista italiano residente a New York, dove vive e lavora sviluppando una ricerca artistica riconosciuta a livello internazionale. La sua formazione inizia in Italia e prosegue negli Stati Uniti, dove consegue un B.F.A. al Fashion Institute of Technology di New York e una laurea in marketing alla Fordham University, unendo così competenze artistiche e visione strategica.

Nel corso degli anni ha sviluppato un linguaggio personale attraverso una costante attività di sperimentazione, in particolare nell’utilizzo della carta, esplorata tramite tecniche di taglio, disegno, pittura e incisione. La carta diventa per lui materia viva da plasmare: non più semplice supporto, ma elemento tridimensionale che, attraverso il gesto del taglio, interagisce con lo spazio e genera profondità, luce e movimento, avvicinandosi alla pratica scultorea.

I suoi lavori si concentrano principalmente su ritratti e paesaggi, indagati in chiave emotiva ed essenziale. Il paper cutting diventa la sua cifra stilistica distintiva: ogni incisione sembra liberare energia e rivelare una dimensione ulteriore dell’immagine, conducendo lo spettatore oltre l’apparenza per accedere a una lettura più intima e universale. Tra i soggetti più noti figurano personalità come Will Smith, Samantha Bee, Lady Gaga, Freddie Mercury, Barack Obama e Spike Lee, accanto a una ricerca approfondita sulla natura, spesso rappresentata attraverso processi di scomposizione e fusione con la figura umana.

Parallelamente all’attività artistica, Gallotta ha svolto un’intensa attività didattica presso istituzioni prestigiose come il Fashion Institute of Technology, il Fashion Drawing e la Society of Illustrators di New York. Ha inoltre collaborato con importanti realtà nei settori della moda, del design e dello spettacolo, tra cui Chanel, Nike, Vogue, Campari e Dolce & Gabbana, oltre a progetti con istituzioni come la Metropolitan Transit Authority e il Radio City Music Hall.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre negli Stati Uniti e in Europa ed entrate a far parte di collezioni pubbliche e private, ottenendo riconoscimenti di rilievo come il premio “Comunicare l’Europa” presso la Camera dei Deputati. Accanto alla produzione artistica, porta avanti un forte impegno sociale, mettendo spesso le proprie opere a sostegno di associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani e nella salvaguardia dell’ambiente.

Oggi vive e lavora a New York, nel suo studio di West Harlem, dove continua a sviluppare un linguaggio artistico personale, capace di coniugare radici culturali italiane e sensibilità contemporanea in una ricerca intensa, emotiva e in continua evoluzione.

Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è un’espressione profonda e autentica della creatività umana, un linguaggio universale che va oltre le parole e comunica emozioni, concetti e visioni uniche.

Il tuo rapporto con la carta è centrale: quando hai capito che poteva diventare non solo supporto ma vera e propria materia espressiva?
Il mio rapporto con la carta come materia espressiva è nato gradualmente nel corso della mia ricerca artistica. Ho capito che poteva trasformarsi da semplice supporto a protagonista delle mie opere quando ho iniziato a esplorarne le potenzialità, sperimentando tecniche di taglio e incisione.

Il gesto del taglio è molto forte e quasi “scultoreo”: cosa rappresenta per te quel momento fisico dell’incisione?
Il gesto del taglio rappresenta per me un momento di trasformazione e di creazione. È un atto fisico che va oltre la semplice manipolazione del materiale, diventando un gesto scultoreo capace di dare vita a nuove forme e significati.

Nei tuoi ritratti sembri andare oltre l’immagine: cosa cerchi davvero di far emergere nei volti che realizzi?
Nei miei ritratti cerco di andare oltre l’immagine superficiale per catturare l’essenza e l’anima delle persone. Provo a far emergere la complessità e la profondità dei loro sentimenti, pensieri ed esperienze.

Hai lavorato con grandi brand e personalità internazionali: quanto queste esperienze hanno influenzato il tuo linguaggio artistico?
L’esperienza di lavorare con grandi brand e personalità internazionali ha sicuramente influenzato il mio linguaggio artistico, portandomi a confrontarmi con nuove sfide e stimoli creativi. Mi ha spinto a esplorare nuove prospettive e a sviluppare un approccio più globale e innovativo.

La tua formazione unisce arte e marketing: in che modo questa doppia competenza incide sul tuo percorso?
La mia formazione, che unisce arte e marketing, mi ha permesso di sviluppare una visione più ampia e strategica del mio percorso. Mi ha insegnato a comunicare in modo efficace il mio lavoro, a valorizzare la creatività e a creare connessioni significative con il pubblico e il mercato dell’arte.

Nei tuoi lavori la natura è spesso presente e si fonde con la figura umana: che tipo di relazione cerchi tra questi due elementi?
La presenza della natura rappresenta per me un legame profondo con il mondo naturale e un invito alla riflessione sull’interconnessione tra l’uomo e l’ambiente. Cerco di creare un dialogo armonioso tra questi elementi, esplorandone relazioni e simbologie.

Quanto è importante per te l’imprevedibilità nel processo creativo, soprattutto lavorando con una tecnica così precisa?
L’imprevedibilità è fondamentale, soprattutto lavorando con una tecnica precisa come il paper cutting. L’improvvisazione e la sperimentazione mi permettono di scoprire nuove soluzioni e di esplorare territori inesplorati, arricchendo il lavoro con elementi sorprendenti.

Hai esposto tra Europa e Stati Uniti: percepisci differenze nel modo in cui il pubblico si relaziona alle tue opere?
Esporre tra Europa e Stati Uniti mi ha permesso di osservare differenze nel rapporto con il pubblico. In Europa ho riscontrato una maggiore attenzione alla dimensione concettuale e simbolica, mentre negli Stati Uniti emerge spesso un interesse più marcato per l’aspetto estetico e decorativo.

Il tuo lavoro ha anche una dimensione sociale molto forte: cosa può fare oggi concretamente l’arte per il mondo?
Credo che l’arte abbia il potere di ispirare, sensibilizzare e promuovere il cambiamento. Attraverso il mio lavoro cerco di sollevare questioni importanti, stimolare la riflessione e promuovere valori di inclusione, diversità e sostenibilità.

Guardando al futuro, come immagini l’evoluzione del tuo linguaggio artistico e della tecnica del paper cutting?
Immagino un’evoluzione continua del mio linguaggio artistico, che mi porterà a esplorare nuove tecniche, materiali e tematiche. Il paper cutting rimarrà centrale nella mia pratica, arricchendosi di nuove possibilità espressive.

Descriviti in tre parole.
Creativo, appassionato, determinato.

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