Italiana con origini calabro-francesi, costruisce il proprio percorso professionale partendo dagli studi dedicati al settore del servizio e del bar. Per alcuni anni lavora in sala, finché l’incontro con la cucina non le cambia completamente la prospettiva: per lei è un vero colpo di fulmine, un’attrazione potente verso un mondo che definisce irresistibile e affascinante.
L’ingresso nel settore non è semplice, soprattutto a Parigi. Dopo i turni di lavoro si chiude per ore in biblioteca a studiare le ricette della cucina di base francese, consapevole che restare indietro significava vivere giornate difficili in brigata. Con determinazione, disciplina e curiosità, supera le difficoltà iniziali e trasforma quella passione in una strada professionale solida.
Da circa dieci anni lavora per catene di ristorazione rinomate in Francia, mantenendo intatto l’entusiasmo che l’ha accompagnata fin dall’inizio. La cucina continua a farla vibrare e a offrirle stimoli costanti: un ambiente in cui non si smette mai di imparare, sia sul piano tecnico sia su quello personale, e che per lei rimane un universo in continua crescita, nel quale evolversi giorno dopo giorno.
Parlaci del tuo percorso, quando e’ stata la tua prima volta in cucina?
La mia prima volta in cucina è stato in un ristorante di grado , per entrarci l’unica possibilità , dato che non avevo nessuna esperienza , era di debuttare come lavapiatti ,rimasi 3 giorni su quella mansione perché mi diedero subito la possibilità di aiutarli con gli antipasti , ne rimasi folgorata. Ottenni da poco la qualifica come cameriera e barista ma da quel momento mi impuntai di voler stare ai fornelli.Cominciai a mandare cv e quindi feci un po’ di esperienza nelle pizzerie della zona .Nel 2015 ebbi la possibilità di andare in Francia per collaborare per un azienda italiana, da lì cominciò la mia avventura tra i fornelli. L’azienda per cui lavoravo andò in fallimento ,in quella mi appoggiai ad un agenzia del lavoro per rifare il cv , diedi tutte le mie esperienze specificando che avevo lavorato per dei ristoranti “gastronomici italiani “ la traduzione letterale per loro fu “che avevo lavorato nell’alta gastronomia” da li mi si aprirono le porte per lavorare coi più grandi ,il famoso effetto farfalla.
Diventare chef e’ sempre stato il tuo sogno?
Il sogno di diventare Chef lo sto maturando in questi ultimi anni ,più che altro per poter esprimere tutto il bagaglio acquisito fino ad oggi.
Qual è la tua più grande soddisfazione come chef?
La mia più grande soddisfazione è avvenuta l’anno scorso , ho avuto l’onore di essere nominata la miglior lavoratrice del mese (aprile 2023 )in casa Fourseasons , purtroppo non ho vinto, ma ho apprezzato il riconoscimento.
Cucinare e’ considerata un arte, quanto ti senti artista nell’elaborare le tue ricette?
Ben detto, Ora non so se influisce il mio segno zodiacale (sono pesci ) ma ho sempre avuto una forte attrazione per ogni forma d’arte , a casa dipingo e creo sculture con l’argilla. La cucina è un altro modo per potermi sfogare ,quindi amo giocare con i colori e i differenti sapori in un solo piatto.
Cosa ti piace di più’ del tuo mestiere?
Mi diverto!
Il tuo piatto preferito?
Non ho ancora un piatto preferito ma ho un debole per i piatti vegetariani , ho l’impressione che con i legumi e le verdure ci si possa sbizzarrire di più ,poi vado molto in base alle stagioni ,in base ai prodotti stagionali visualizzo cosa posso fare e do sfogo alla mia creatività.
Progetti futuri?
Ad ottobre collaborerò per un azienda come private chef e mi piacerebbe aprire anche la mia propria azienda di catering/eventi (La Carvelli). Nel frattempo continuo la stagione (in questo momento mi trovo a Cannes ) per continuare ad acquisire esperienza.