nato il 9 luglio 1954 a Villapiana, piccolo centro marittimo della Calabria, si trasferisce a Milano all’età di sette anni. Fin da ragazzo manifesta una forte passione per la pittura e per l’arte in generale, un interesse che trova una prima importante conferma durante gli anni della scuola media, quando vince un concorso scolastico di pittura e riceve, come primo premio, l’Ambrogino d’Oro dal sindaco di Milano. Un riconoscimento precoce che contribuisce ad alimentare il suo percorso creativo e a consolidare il rapporto con il mondo dell’arte.
La sua formazione prosegue attraverso gli studi di disegno tecnico e grafica pubblicitaria, ambiti nei quali sviluppa competenze che lo portano a lavorare in diverse agenzie pubblicitarie. Successivamente svolge per circa vent’anni una professione creativa molto particolare, quella di guillocheur, realizzando disegni di sicurezza destinati al settore delle carte valori presso una storica azienda milanese. Un’attività che richiede precisione, sensibilità grafica e una particolare attenzione al dettaglio, senza tuttavia interrompere il suo legame con la pittura, coltivata nel tempo libero, come lui stesso racconta, «rubando tempo alla vita». Dal 2012 decide di dedicarsi alla propria arte a tempo pieno, dando nuovo spazio a una passione rimasta costante nel corso degli anni.
La sua ricerca artistica attraversa diverse fasi espressive, passando dalla figurazione all’informale e all’astrazione. Dopo un periodo di sperimentazione durato circa due anni, Dramisino approda a un linguaggio personale che prende il nome di ArteVariabile3D© Interactive Art. Si tratta di una tecnica attraverso la quale realizza opere su sfere da ping pong, concepite per offrire all’osservatore la possibilità di entrare in relazione diretta con il lavoro. Le superfici e le forme diventano così parte di un’esperienza visiva che invita a osservare l’opera da prospettive differenti, trasformando la fruizione in un momento di partecipazione e interpretazione. In ciascuna creazione è racchiusa una metafora, un messaggio lasciato alla sensibilità e alla libera lettura di chi guarda.
Nel corso della sua attività espositiva ha partecipato a numerose mostre collettive in Lombardia e Toscana, ricevendo apprezzamenti per la particolarità della tecnica e per la ricerca che caratterizza le sue opere. Tra le esposizioni figurano la collettiva del 2014 presso la Galleria Quadrifoglio di Rho, quella del 2019 alla Galleria ArtMall di Milano e la partecipazione alla Galleria ToffèeArt di San Miniato, in provincia di Pisa. Nel 2024 espone alla Galleria d’Arte In Villa di Rosignano Marittimo, alla Galleria Nag di Pietrasanta, con una selezione di dieci opere, e alla collettiva Abracadabra presso il Castello Sforzesco di Vigevano. Nel 2025 prende parte alla mostra Il Falco e la colomba e alla collettiva Arte nel cuore, presentata a Palazzo Regione Lombardia a Milano con quattro sue opere. Nel 2026 prosegue il percorso espositivo con Visionarte alla OnArt Gallery di Firenze, Prima della forma all’Hotel Admiral di Milano e The Golden Hour presso la Galleria San Babila, sempre nel capoluogo lombardo.
Vive e lavora in provincia di Milano, dove continua a sviluppare la propria ricerca attraverso ArteVariabile3D© Interactive Art, un linguaggio personale che unisce sperimentazione, creatività e interazione, affidando allo spettatore un ruolo attivo nella scoperta dei significati racchiusi in ogni opera.
Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è qualcosa da cui non posso prescindere, è l’essenza stessa della mia vita, un profondo desiderio interiore. Senza l’arte, in generale, ci sarebbe un vuoto assoluto. Il disegno e la pittura hanno radici nella mia infanzia; credo che l’input mi sia arrivato da mio padre quando, nel primo giorno di scuola, in prima elementare, mi disegnò a matita un gallo e mi affascinò.
La passione per la pittura è nata durante l’infanzia e ha trovato una prima conferma con la vittoria di un concorso scolastico a Milano. Quali ricordi conserva di quel momento e quanto ha influenzato il suo successivo percorso artistico?
Quando in prima media vinsi il concorso scolastico di pittura, ricevendo come premio l’Ambrogino d’oro, che conservo con cura, fui orgoglioso di me e, quando lo riguardo, torno indietro nel tempo ricordando i consigli dei professori a coltivare questa mia passione. Consigli che ho tenuto in considerazione nel proseguo degli studi.
La sua formazione nel disegno tecnico e nella grafica pubblicitaria, insieme all’esperienza professionale come guillocheur, ha contribuito a sviluppare una particolare attenzione per il segno e il dettaglio. Quanto queste esperienze lavorative hanno influenzato il suo modo di concepire l’arte?
Lavorare in alcune agenzie pubblicitarie e, in seguito, nel settore delle Carte Valori come guillocheur mi ha permesso di spaziare nel campo dell’arte a tutto tondo, aprendomi alla ricerca e alla sperimentazione. La realizzazione di disegni e fregi anticontraffazione, che richiedono una precisione centesimale, mi ha portato ad avere un’estrema attenzione al dettaglio e la pazienza che oggi adotto anche per realizzare i miei quadri, che richiedono alcuni mesi di lavorazione.
Per circa vent’anni ha lavorato nella realizzazione di disegni di sicurezza per il settore delle carte valori, continuando a coltivare la pittura nel tempo libero. Che cosa ha rappresentato per lei il momento in cui, nel 2010, ha deciso di dedicarsi completamente alla propria ricerca artistica?
L’anno 2010 è stato per me uno spartiacque, in quanto, avendo dismesso la professione da guillocheur, ho potuto dedicarmi a tempo pieno alla passione artistica che avevo coltivato nei ritagli di tempo.
Il suo percorso attraversa diverse fasi, dalla figurazione all’informale fino all’astrazione. Quali esigenze espressive l’hanno portata ad abbandonare progressivamente i linguaggi precedenti per cercare una forma artistica più personale?
Dopo varie fasi artistiche ho sentito forte l’esigenza personale di sperimentare e quindi realizzare una tecnica che fosse solo “mia” e che desse soprattutto allo spettatore l’opportunità di toccare e interagire con le mie opere, cosa che nella norma non avviene.
Nel corso della sua ricerca ha sviluppato ArteVariabile3D© Interactive Art, una tecnica originale che utilizza sfere da ping pong come supporto per le opere. Come è nata questa intuizione e quale percorso creativo l’ha condotta a individuare proprio questo particolare materiale?
ArteVariabile3D© Interactive Art nasce nel 2012 dopo circa due anni di ricerca e sperimentazione, con nottate insonni per capire quale materiale mi potesse dare la possibilità di fare una piccola “magia”, ovvero creare un’immagine e, allo stesso tempo, con un piccolo movimento dell’opera, dissolverla e, in seconda battuta, farla sparire e farne apparire un’altra. Dopo vari tentativi ho trovato nella sfericità della pallina da ping pong ciò che cercavo.
Le sue opere propongono un rapporto diretto con l’osservatore, invitato a interagire con la creazione e a scoprirla da prospettive differenti. Quanto è importante il coinvolgimento del pubblico nella sua concezione dell’arte?
Realizzo i miei quadri come esigenza personale, ma ritengo che un’opera esposta in galleria, con il pubblico che interagisce con essa, dia un senso di partecipazione e completezza.
Ha definito le sue creazioni come opere capaci di racchiudere metafore e messaggi, lasciando a chi guarda la libertà di interpretarli. C’è un significato particolare che cerca di trasmettere attraverso i suoi lavori oppure preferisce che ogni osservatore costruisca una lettura personale?
In ogni mia opera InteractiveArt3D ArteVariabile3D© Interactive Art, tranne le opere astratte, è racchiuso un messaggio che dà un senso compiuto al quadro, trattando a volte temi sociali. Il messaggio c’è, ma lascio libertà d’interpretazione al pubblico.
La sua tecnica si distingue per la capacità di trasformare un oggetto comune in un supporto artistico non convenzionale. Quanto contano la sperimentazione e il superamento dei materiali tradizionali nella sua ricerca?
Nell’epoca artistica attuale credo che la sperimentazione di materiali non convenzionali sia una ricerca interessante, senza disprezzare le tecniche tradizionali.
Nel corso degli anni ha partecipato a diverse esposizioni in gallerie e spazi culturali, tra Lombardia e Toscana, arrivando anche a presentare alcune opere in contesti istituzionali. Quali esperienze espositive considera particolarmente significative per la sua crescita artistica?
Nelle varie esposizioni d’arte a cui ho partecipato ho sempre riscontrato nel pubblico dapprima stupore e poi sincero interesse per le mie opere, che si trasformano semplicemente con il tocco della mano. Le sedi istituzionali, come ad esempio Palazzo della Regione Lombardia, con la mostra “Arte nel cuore”, danno sicuramente rappresentanza e maggiore visibilità.
La partecipazione a mostre collettive permette di confrontarsi con linguaggi, sensibilità e percorsi differenti. Che cosa le restituisce questo dialogo con altri artisti e con il pubblico?
Partecipare a mostre collettive dà realmente la possibilità di confrontarsi con idee e sensibilità artistiche e umane che certamente ci accrescono.
ArteVariabile3D© Interactive Art rappresenta oggi un linguaggio riconoscibile della sua produzione. Ritiene che questa tecnica abbia ancora possibilità di evoluzione oppure sta già lavorando a nuove sperimentazioni che potrebbero aprire ulteriori direzioni creative?
Con ArteVariabile3D© Interactive Art ritengo di avere ancora “messaggi” da dare nelle mie opere; allo stesso tempo valuto la possibilità di utilizzare le palline da ping pong in altre forme d’arte, come ad esempio la scultura, e rimango mentalmente aperto a nuove soluzioni.
Guardando al futuro, quali progetti desidera realizzare e quali obiettivi vorrebbe raggiungere per far conoscere la sua ricerca artistica anche al di fuori del panorama italiano?
Grazie per questa domanda. Sicuramente mi farebbe piacere realizzare una mia mostra personale e avere i “riflettori” solo sulle mie opere e, magari, avere l’attenzione di un art dealer che possa proporre i miei quadri anche all’estero.