nasce ad Angera, in provincia di Varese, il 6 settembre 1987, e vive immersa nella natura in un piccolo paese della Valcuvia. Fin da bambina manifesta un profondo interesse per l’arte, coltivando parallelamente una forte attrazione per l’immaginario fantasy e gotico, cifra stilistica che diventerà nel tempo tratto distintivo della sua produzione. Il disegno e la pittura rappresentano per lei, sin dall’infanzia, una forma di terapia e di elaborazione interiore, uno strumento per affrontare momenti difficili, trasformare il dolore in consapevolezza e intraprendere un percorso di crescita personale.
Si diploma nel 2007 presso il Liceo Artistico “A. Frattini” di Varese e, subito dopo, inizia a dedicarsi con determinazione alla pittura per realizzare il sogno di diventare pittrice e illustratrice, unendo all’arte la passione per i libri. Esordisce nel 2008 con una prima mostra alla Pro Loco di Brenta, a cui seguono numerose esposizioni tra Varese e provincia, tra cui lo Studio d’Arte “Il Lago” di Laveno, Arona, Cassano Valcuvia, Porto Valtravaglia e Sarigo. Nel 2010 partecipa al primo concorso internazionale di pittura e scultura organizzato dal Comune di Cassano Valcuvia, ottenendo un diploma di merito per l’opera “I Quattro elementi”. Negli anni successivi espone in diverse sedi, tra cui l’Art Hotel di Varese, il Museo dell’Illustrazione di Saronno e altri spazi culturali lombardi.
Dal 2008 le sue opere vengono presentate in interviste televisive e articoli su testate locali. Nel 2011 vince un concorso di illustrazione che le permette di pubblicare un suo lavoro nel primo romanzo della trilogia dark fantasy “I Demoni di Eukora” di Gregorio Antonuzzo; la collaborazione proseguirà anche nei volumi successivi. Nel tempo affianca alla produzione pittorica l’attività di illustratrice, realizzando copertine e tavole interne per diversi autori, tra cui Laura Merlin, Marco Ferro e R. Emy, con cui collabora stabilmente.
Nel 2022 partecipa con il collettivo Neoludica al festival di disegno e illustrazione ComicSponde a Laveno Mombello, presentando una personale nel circuito espositivo. Nell’ottobre 2023 raggiunge un importante traguardo esponendo a Parigi al Carrousel du Louvre in occasione della fiera internazionale d’arte contemporanea Art Shopping Paris Fair, portando la sua ricerca artistica oltre i confini nazionali.
Dal 2013 sviluppa in autonomia una linea di merchandising legata alle sue opere e al suo brand, realizzando calendari, t-shirt, carte oracolo, stampe e segnalibri, ampliando così il proprio pubblico. Parallelamente continua a formarsi attraverso corsi di aggiornamento, mantenendo viva una costante evoluzione tecnica e concettuale.
Nel corso degli anni sperimenta diverse tecniche: dagli esordi con olio, acrilico su tela e pastelli morbidi, fino alle produzioni più recenti realizzate con biro, ecoline e acquerello, spesso arricchite da elementi applicati come strass, stoffe, carta glitter e piume, che conferiscono alle opere un carattere magico e materico. Le sue creazioni conducono l’osservatore in un universo sospeso tra fascino e inquietudine, popolato da simboli, metafore e archetipi. Attraverso un linguaggio visivo intenso e introspettivo, Lice Musso invita a un viaggio interiore fatto di libertà, resilienza, forza di volontà e analisi dell’inconscio, trasformando la pittura in uno spazio di guarigione, sogno e riconoscimento emotivo.
Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è terapia e guarigione. Un mezzo fondamentale per comunicare con il mio inconscio e la mia anima. È il modo migliore per me di scaricare energie negative e incanalare quelle positive, di trasformare il dolore in forza creativa e ciò che è bello in magia.
In che modo il legame con la natura della Valcuvia influenza concretamente le atmosfere e i simboli presenti nelle tue opere?
Ho sempre sentito un forte legame con la natura motivo per cui la inserisco quasi sempre nei miei dipinti. Spesso inserisco la simbologia dei fiori per costruire il significato e il racconto visivo delle mie opere. Vivere nel bosco è fonte di grande ispirazione, ogni giorno sono circondata da animali selvatici, è bellissimo. Da qualche anno mi sono appassionata anche al mondo dei cristalli naturali e dello sciamanesimo con i suoi animali guida. A entrambe sto dedicando delle serie di dipinti che sono molto apprezzate dal mio pubblico e quest’anno ho in mente di crearne una terza dove la natura sarà sempre protagonista quindi è fondamentale per la mia produzione artistica.
Quando lavori su un’illustrazione destinata a un romanzo fantasy, come riesci a entrare in sintonia con l’universo narrativo dell’autore mantenendo al tempo stesso la tua identità stilistica?
La parte della mia produzione legata al mondo dell’illustrazione ha assunto un ruolo sempre più marginale negli ultimi due anni ma ricordo con molto affetto gli autori e le autrici con le quali ho collaborato per realizzare le copertine dei loro romanzi. Si crea sempre un bellissimo legame ed essendo molto empatica non fatico a connettermi con le loro emozioni e capire cosa vogliono trasmettere attraverso l’immagine che poi andrò a creare. C’è sempre tanta comunicazione tra me e loro, mi mandano magari degli estratti da leggere e l’immagine arriva piuttosto in fretta nella mia mente e vedere la loro soddisfazione a lavoro finito è magico. Per quanto riguarda lo stile ognuno di noi ha un’ impronta che rende distintivo il proprio lavoro, nelle luci o nei colori utilizzati, nei tratti somatici o nelle espressioni dei volti e tutto questo rende le opere riconoscibili anche se realizzate su commissione.
Il genere fantasy e gotico è centrale nella tua ricerca: quali archetipi o figure ricorrono più spesso nei tuoi lavori e perché senti il bisogno di tornarci?
Gli archetipi che inserisco più spesso nelle mie opere sono le farfalle, la luna e la guerriera. Le farfalle , che adoro, rappresentano trasformazione e metamorfosi ma sono anche guide spirituali. Questo perché tutti nell’arco della propria vita si sono trovati in condizioni di dover evolvere, crescere , fare scelte difficili e cambiare direzione per ritrovare la serenità o semplicemente perché fa parte del percorso, è inevitabile. La luna è archetipo della ciclicità della vita, del femminile e della connessione con l’universo. Facciamo tutti parte di qualcosa di più grande e tutto è connesso. Infine ,non per minor importanza, la guerriera, fondamentale per rappresentare la resilienza, la forza interiore, il coraggio di affrontare e superare paure e ostacoli, il prendersi la responsabilità delle proprie decisioni e restare sempre fedele a se stessi e ai propri valori. È un archetipo che sento particolarmente mio per via del mio vissuto.
Hai definito l’arte una forma di terapia e di guarigione: oggi, dopo anni di percorso, senti che il tuo rapporto con la pittura è cambiato oppure mantiene la stessa funzione originaria?
Non solo il mio rapporto con la pittura non è cambiato ma ha preso sempre più questa direzione. L’arte mi ha aiutata tantissimo a elaborare traumi del passato e ancora oggi mi aiuta a gestire le emozioni. Quando dipingo comunico con la mia anima e il mio inconscio. Riesco a dare un volto a quello che provo riuscendo a guardare in faccia le mie emozioni, accettarle ed esorcizzarle in qualche modo per riuscire a lasciarle andare. Nel realizzare ciò non solo riesco ad aiutare me stessa ma anche gli altri e questo è quello che mi dà più soddisfazione.
L’utilizzo di elementi materici come strass, stoffe, glitter e piume aggiunge una dimensione quasi tattile alle tue opere: quanto è importante per te il confine tra pittura e oggetto?
È molto importante perché inserite questi elementi materici oltre al fatto che mi piace tantissimo anche a livello estetico, aiuta a rendere e rappresentare in modo ancor più concreto e vero le emozioni che fanno parte di noi. Mi aiuta a dare ancora più valore a ciò che voglio rappresentare.
L’esperienza espositiva a Parigi ha rappresentato un traguardo importante: cosa ti ha lasciato a livello umano e professionale confrontarti con un pubblico internazionale?
Esporre a Parigi in una location così bella e così vicina a uno dei musei più famosi al mondo è stato davvero un grande traguardo. Vedere tutte quelle opere da tutto il mondo è stato sicuramente di grande ispirazione, un contesto come quello ti apre la mente, un bellissimo confronto. All’estero, mi viene proprio da dire , che gli artisti osano molto di più soprattutto a livello di tecnica, ho visto molto anche dal mondo nft , ologrammi , fotografia, dipinti che erano quasi più sculture, incredibile davvero. Un’esperienza indimenticabile e ringrazierò sempre chi ha creduto in me e mi ha permesso di viverla. Debora Ferrari , curatrice e co-fondatrice insieme a Luca Traini del collettivo Neoludica art and game e Tania Calenda curatrice e fondatrice dell’associazione culturale sixteen art and more.
Porti avanti anche una linea di merchandising legata al tuo brand: come riesci a conciliare l’aspetto più intimo e introspettivo della tua arte con quello imprenditoriale?
É un lavoro che mi piace molto anche se richiede tantissimo tempo , energie e impegno soprattutto facendo tutto questo nel tempo libero dal mio primo lavoro. Divido il tempo libero tra la pittura e tutto il resto che comporta gestione dei social, creazione delle grafiche per magliette, segnalibri, calendari e tutto quello che poi manderò in stampa e, cosa importantissima parlare con la mia community e creare legami sinceri. Ho iniziato a creare il mio merchandising tanti anni fa per rendere la mia arte accessibile a tutti, portare a più persone possibili i miei messaggi e i miei valori facendomi di conseguenza conoscere da un pubblico sempre più ampio, anche all’estero. Un progetto a cui tengo particolarmente è il mazzo di carte oracolo “Viaggio Interiore” che ho pubblicato lo scorso Aprile, ci ho messo un anno e mezzo per crearlo in collaborazione con Lisa Miglioranza, un’operatrice esoterica e fan del mio lavoro alla quale ho commissionato la scrittura delle frasi e dei metodi di lettura. Un lavoro che incarna e unisce perfettamente la natura psicologica della mia arte alla parte visiva abbinando i dipinti a frasi motivazionali e tanti spunti di riflessione. È piaciuto talmente tanto da aver visto già la ristampa all’inizio di Febbraio. Molte psicologhe e counselor come anche operatrici olistiche ed esoteriche hanno voluto il mazzo ed è una soddisfazione immensa.
Quando inizi un nuovo lavoro, parti più spesso da un’immagine precisa, da un’emozione o da un simbolo che emerge dall’inconscio?
Tutto parte la maggior parte delle volte da un’emozione che sto provando in quel periodo a volte da un sogno o un’intuizione. Una volta deciso il tema nel giro di poco mi appare nella mente il lavoro già finito. Arrivano dal mio inconscio intuizioni sui simboli da inserire e su quali conoscenze mettere in campo tra cristalloterapia, rune celtiche , sciamanesimo, linguaggio dei fiori, cultura giapponese, tarocchi, numerologia, archetipi, insomma tutto quello che può servire e aiutarmi a raccontare la storia e il significato dell’opera che sta per nascere. Anche i colori stessi fanno parte del racconto e sono molto importanti per suscitare emozioni.
Qual è oggi la sfida più grande del tuo percorso artistico: evolvere tecnicamente, approfondire la ricerca interiore o ampliare ulteriormente il tuo pubblico?
Sicuramente la ricerca interiore e lo studio. Il lavoro su sé stessi non ha mai fine è in continua evoluzione come lo siamo noi del resto. Mi piace aggiungere sempre nuovi simboli nei miei dipinti e di conseguenza quando trovo qualcosa che mi affascina inizio a studiare l’argomento, ora mi sto dedicando a … questo è uno spoiler che sto dedicando solo a voi in questo momento, lo studio delle piante e erbe magiche con le loro proprietà curative e i loro significati perché a breve inizierò una nuova serie di dipinti dedicati ad esse. Questo di conseguenza mi farà ampliare il pubblico perché si avvicineranno a me tutte quelle persone che amano questo mondo come erboriste ,gli operatori di fitoterapia Ayurvedica e tanti altri. Persone che magari di per sé non sono particolarmente attratte dal genere fantasy ma associandolo a una materia che le appassiona come appassiona me si sentono coinvolte , trovano delle affinità e di conseguenza iniziano a seguirmi e ad appassionarsi al mio lavoro. Ampliare il pubblico è una piacevole conseguenza della mia ricerca artistica e personale. Grazie alle carte ad esempio ho conosciuto tantissime persone fantastiche e spesso si creano dei veri e propri rapporti di amicizia seppur virtuali. È molto bello e si creano tante connessioni.
Descriviti in tre parole.
Empatica, curiosa , socievole.