Angelo Cislaghi, in arte Harder, è un giovane cantante lombardo nato il 1° agosto 2003 a Castelnovetto, in provincia di Pavia. Il suo nome d’arte nasce dal desiderio di affermare forza e autenticità, trasformando fragilità ed emozioni personali in musica. Per Harder, cantare significa esporsi senza filtri, trovare verità nella vulnerabilità e dare forma sonora a ciò che spesso resta inesprimibile.
La passione per il canto lo accompagna fin dal 2016, quando inizia come autodidatta per poi approfondire lo studio musicale a Mortara. A soli sedici anni interpreta il ruolo del protagonista nello spettacolo teatrale Il Gobbo di Notre Dame, un’esperienza che contribuisce a consolidare la sua presenza scenica e il rapporto emotivo con il pubblico. Negli anni successivi partecipa a importanti casting televisivi come Amici nel 2021 e X Factor nel 2022, oltre a numerosi concorsi canori, confrontandosi con brani intensi come Bruises di Lewis Capaldi, artista di riferimento per il suo stile Pop/Ballad.
Per Harder la musica è casa, uno spazio sicuro in cui potersi sentire vero, cadere e rialzarsi, trasformando il dolore in forza creativa. Questa visione prende forma nel singolo Se non mi amo, un brano intimo e personale nato da un percorso emotivo profondo e realizzato in collaborazione con Laura Pirrigheddu. Il singolo è prodotto da MMline Production di Maria Totaro, con arrangiamento di Luca Sala, e racconta la crescita, il cambiamento e il valore di ogni esperienza vissuta, ribadendo un messaggio centrale: non si può amare davvero senza aver imparato prima ad amare se stessi.
Il videoclip accompagna il brano con un viaggio visivo di rinascita, fatto di immagini evocative che rappresentano la lotta interiore, la fragilità, il bisogno di accettazione e il coraggio di cambiare. Ogni scena diventa simbolo di una presa di coscienza, di una parte di sé che trova finalmente luce. Con questo nuovo lavoro, Harder conferma un percorso artistico fondato sull’autenticità e sulla capacità di trasformare emozioni intime in musica capace di parlare direttamente al cuore di chi ascolta.
Cos’è per te la musica?
La musica è ciò che mi tiene ancora legato a questo mondo, senza essa io non so cosa farei.
Quando hai sentito l’esigenza di trasformare le tue fragilità in musica e farne il centro del tuo progetto artistico?
Non era un “esigenza”, semplicemente ho deciso di dare libero sfogo a ciò che amo di più in questo mondo.
Cosa rappresenta per te il nome Harder oggi, dopo il percorso umano e musicale che hai intrapreso?
Non era un “esigenza”, semplicemente ho deciso di dare libero sfogo a ciò che amo di più in questo mondo.
“Se non mi amo” nasce da un viaggio emotivo profondo: qual è stato il momento più difficile da mettere in musica?
Credo che la cosa più complessa sia stata dover ricordare il motivo del perché la stessi cantando, cioè: il mio passato.
In che modo le esperienze teatrali e i casting televisivi hanno influenzato il tuo modo di stare sul palco e raccontarti al pubblico?
Non penso di aver avuto un “influenza”, credo che oltre il bisogno di volermi raccontare, sentissi il bisogno di raccontare chiunque con la musica.
Quanto è cambiato il tuo rapporto con te stesso da quando hai iniziato a scrivere e interpretare brani così personali?
Diciamo che scrivere brani così personali è sempre complesso, più che “cambiato” , ho percepito che ne avevo bisogno.
Il pop ballad è il linguaggio che senti più vicino: cosa cerchi di comunicare attraverso questo stile?
Tutto, cerco di comunicare ogni cosa, ogni singola nota musicale, ogni parola vorrei rispecchiasse chi sta ascoltando e venisse aiutato da questo per quanto possibile.
Che ruolo ha il dolore nel tuo processo creativo: è un punto di partenza o qualcosa che arriva dopo?
Punto di partenza assolutamente, mio e di chiunque, in ciò che faccio non voglio essere egoista e pensare solo al mio di dolore, ma a quello di tutti.
Nel videoclip parli di rinascita e consapevolezza: quanto è autobiografico il racconto visivo del brano?
Penso abbastanza da far capire a cosa stessi puntando, tramite foto ed espressioni.
Cosa speri che una persona possa portare con sé dopo aver ascoltato “Se non mi amo”?
Vorrei che una persona portasse con sè il potersi amare con tutta se stessa anche dopo tutto lo schifo che ha passato.
Guardando al futuro, quale parte di te senti di non aver ancora raccontato attraverso la musica?
Non ho raccontato molte cose ancora sicuramente, ma se devo pensare a una cosa, credo che direi qualunque ricordo con le persone che mi hanno portato a dove sono ora, per quanto si estraniano da “me”, allo stesso tempo fanno parte della mia anima.
Descriviti in tre parole.
Pauroso, empatico e generoso.