La storia delle Cantine Di Gioia affonda le sue radici nella Puglia più autentica, in un tempo in cui la vita era scandita dai ritmi lenti delle stagioni e dal lavoro paziente tra i filari. È negli anni Cinquanta che prende forma un racconto familiare destinato a trasformarsi in una realtà produttiva solida e riconoscibile. A dare inizio a tutto è Nonno Giovanni, che con dedizione artigianale produce un vino Primitivo dal colore rosso rubino intenso, espressione sincera della terra generosa di Gioia del Colle. Le vigne, coltivate con attenzione e rispetto per la natura, rappresentano ancora oggi il fondamento di un’eredità fatta di gesti tramandati e di una qualità che non conosce compromessi.
Quella passione, lontana dall’essere un ricordo statico, diventa negli anni motore di crescita e innovazione. La svolta arriva nel 1998, quando i fratelli Giovanni e Angelo Antonio Di Gioia trasformano il sogno familiare in un progetto concreto, dando vita ufficialmente alle Cantine Di Gioia. Sotto la guida esperta di Giovanni, enotecnico e custode della tradizione produttiva, l’azienda si afferma come punto di riferimento capace di coniugare sapere antico e visione contemporanea. La produzione vinicola non è soltanto un’attività economica, ma un’esperienza di condivisione, un racconto collettivo che porta nel mondo l’identità culturale della Puglia.
Il legame con il territorio è profondo e imprescindibile. La cantina si inserisce nel cuore della Terra di Bari, in un paesaggio che alterna spiagge incontaminate, boschi rigogliosi, grotte millenarie e distese di vigneti. Qui, tra i 250 e i 350 metri di altitudine, i suoli calcarei contribuiscono a definire vini dalla spiccata mineralità, freschezza e complessità aromatica. È una terra antica, capace di imprimere carattere e identità a ogni etichetta prodotta.
La sede storica si trova a Cellamare, a pochi chilometri da Bari, nel centro antico dominato dalla Torre dell’Orologio e dal Castello Baronale Caracciolo. Un luogo carico di storia, un tempo residenza estiva degli arcivescovi di Bari e noto con il nome latino di “Cella Amoris”, simbolo da cui trae ispirazione la selezione di vini Villa Amoris. La struttura della cantina, risalente al 1972, si presenta come un vero e proprio labirinto sotterraneo dedicato alla vinificazione, con oltre ottanta vasche di cemento collocate a sette metri di profondità. Questi ambienti, ancora oggi utilizzati, rappresentano una scelta produttiva precisa: il cemento consente infatti di preservare freschezza e vivacità delle uve, esaltandone profumi e caratteristiche naturali.
La produzione delle Cantine Di Gioia si distingue per una proposta ampia e radicata nella tradizione pugliese. I vini bianchi e aromatici raccontano la freschezza della Verdeca, l’eleganza del Fiano e il bouquet intenso del Moscatello Selvatico. I rosati, ottenuti da Susumaniello e Primitivo, si caratterizzano per profumi vivaci e note fruttate, mentre i rossi esprimono tutta la forza del territorio attraverso vitigni come Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo, declinati in versioni che spaziano dalla freschezza giovanile alle riserve più strutturate.
Ogni bottiglia è pensata come un’esperienza sensoriale completa, un viaggio tra profumi mediterranei e suggestioni autentiche. Non si tratta semplicemente di vino, ma di un racconto liquido che porta con sé la storia della famiglia, il valore della terra e la cultura di un’intera regione. Questa filosofia si riflette anche nella “Collezione delle Gemme”, in cui ogni etichetta prende il nome da una pietra preziosa, simbolo di unicità e valore: dagli spumanti freschi e fragranti ai rossi intensi e avvolgenti, ogni vino diventa un tassello di un percorso identitario ben definito.
Accanto alla produzione vinicola, la famiglia Di Gioia coltiva con la stessa cura la tradizione olearia, realizzando un olio extravergine d’oliva che rappresenta un’altra eccellenza del territorio. Ottenuto attraverso estrazione a freddo, il prodotto conserva intatte le proprietà organolettiche delle cultivar tipiche della zona barese, come Ogliarola Barese e Coratina. Il risultato è un olio dal carattere deciso, con una struttura equilibrata, note fruttate e una piacevole punta piccante. La sua naturale opacità, dovuta alla presenza di polifenoli e antiossidanti, testimonia un processo produttivo artigianale e non filtrato, che mantiene vivo il legame con la materia prima.
Le Cantine Di Gioia si presentano oggi come un esempio di continuità tra passato e presente, una realtà in cui tradizione e innovazione convivono armoniosamente. La loro storia è quella di una famiglia che ha saputo trasformare un’eredità in un progetto condiviso, mantenendo intatta la propria identità e portando nel mondo il racconto autentico della Puglia. Ogni bottiglia, ogni goccia d’olio, diventa così un invito a scoprire un territorio, una cultura e un modo di vivere che affondano le radici in oltre settant’anni di passione.
Qual è il valore più importante che la vostra famiglia ha tramandato nella produzione del vino?
I valori possono essere diversi. Il valore che ci guida da sempre è la ricerca della qualità, senza scorciatoie. La natura ha i suoi tempi che bisogna rispettare senza forzare e stravolgere. Applichiamo questa attenzione in ogni fase della produzione, perché crediamo che un grande vino sia il risultato di dedizione, passione e autenticità.
In che modo riuscite a mantenere vivo il legame con la tradizione pur innovando nel tempo?
Per noi innovare non significa sostituire la tradizione. Manteniamo vivi i metodi e i valori che ci sono stati tramandati, come il rispetto per il territorio, la cura del vigneto e l’attenzione alla qualità. Allo stesso tempo, adottiamo tecnologie e pratiche moderne che ci permettono di lavorare in modo più sostenibile ed efficiente, migliorando il vino senza snaturarne l’identità. Il supporto tecnologico serve e contribuisce a migliorarci con responsabilità, rispettando le nostre radici.
Cosa rappresenta per voi il territorio all’interno della vostra identità produttiva?
Il territorio è la nostra più grande ricchezza. Il nostro compito è custodirlo, rispettarlo e raccontarlo attraverso ogni vendemmia, affinché ogni calice esprima l’autenticità e la storia della nostra terra.
Qual è la filosofia che guida la scelta dei vitigni autoctoni nelle vostre etichette?
Scegliamo i vitigni autoctoni perché rappresentano la nostra identità. Sono il legame più autentico con il territorio e con la tradizione della nostra famiglia. Il nostro lavoro consiste nel valorizzare vitigni dimenticati, in via di estinzione, rispettandone le caratteristiche e permettendo a ogni vino di raccontare la storia e l’unicità della nostra terra.
Come nasce una vostra bottiglia, dall’uva alla vinificazione?
Una nostra bottiglia nasce dalla cura del vigneto e dal rispetto dei tempi della natura. Dopo una selezione accurata delle uve, la vinificazione viene condotta con attenzione per preservarne aromi, struttura e identità. Ogni fase, dall’affinamento all’imbottigliamento, è pensata per raccontare il territorio e la qualità che vogliamo esprimere in ogni vino.
Cosa distingue i vostri vini da altre produzioni pugliesi?
I nostri vini si distinguono perché sono l’espressione autentica della nostra terra. Ogni bottiglia nasce dal rispetto dei vitigni autoctoni, dalla cura del vigneto e da una vinificazione che punta a esaltare le caratteristiche naturali dell’uva. Il nostro obiettivo non è produrre vini uguali agli altri, ma creare etichette con un’identità, che raccontino la storia, il clima e la cultura vitivinicola della Puglia.
Quanto conta per voi l’esperienza sensoriale del consumatore nella creazione dei vostri prodotti?
L’esperienza sensoriale del consumatore è al centro del nostro lavoro. Ogni scelta, dalla gestione del vigneto alla vinificazione e all’affinamento, è pensata per creare un vino che sappia emozionare e raccontare una storia. Vogliamo che ogni calice esprima equilibrio, eleganza e autenticità, coinvolgendo i sensi e trasmettendo il carattere del nostro territorio. Per noi un vino di qualità non si limita a essere piacevole da degustare, ma lascia un ricordo e crea un legame con chi lo assapora.
Qual è stata la sfida più grande nel trasformare un progetto familiare in una realtà affermata?
Passare da una realtà familiare a un’azienda con una maggiore divulgazione ha richiesto equilibrio tra tradizione e cambiamento. La sfida è stata innovare, aprirci a nuovi mercati e rispondere alle esigenze dei consumatori senza rinunciare alla nostra filosofia produttiva. Oggi continuiamo a crescere con lo stesso spirito con cui tutto è iniziato: passione, dedizione e amore per la nostra terra.
In che modo la produzione di olio extravergine completa il vostro racconto aziendale?
Per noi vino e olio raccontano la stessa storia. Entrambi sono il frutto della nostra terra, della tradizione di famiglia e di un lavoro quotidiano fatto di passione e attenzione alla qualità. La produzione di olio extravergine completa il nostro racconto perché rappresenta un altro modo di valorizzare il territorio e di condividere con chi ci sceglie i sapori autentici della nostra cultura. La sfida che stiamo affrontando è quella di dare una giusta collocazione al nostro vino in un contenitore di sentori, di storia, di racconti, di persone che si stanno prodigando allo sviluppo di questo nuovo progetto.
Quali sono i progetti futuri per le Cantine Di Gioia?
Il futuro di Cantine Di Gioia è fatto di crescita, innovazione e valorizzazione del territorio. Continueremo a custodire la nostra tradizione familiare, investendo nella qualità, nella sostenibilità e nella capacità di raccontare la Puglia, il nostro territorio, attraverso i nostri vini e il nostro olio. Vogliamo che ogni nuova sfida sia un’opportunità per rafforzare la nostra identità e condividere la nostra storia con sempre più persone. Noi siamo a Cellamare, un piccolo paese di provincia, ma ne siamo orgogliosi perché la gente ci conosce di persona e in modo diretto. Amiamo il nostro territorio, la nostra storia, le nostre radici e i nostri compaesani.
Descrivete la vostra cantina in tre parole.
Famiglia, territorio, passione. Perché tutto nasce dalla nostra storia familiare, cresce grazie al legame profondo con la nostra terra e prende vita attraverso la passione che mettiamo in ogni bottiglia. E, se posso, vorrei aggiungere una cosa: la qualità, da cui non prescindiamo.