Gina Palmieri

è una cantautrice pugliese che si distingue per un percorso artistico fondato su autenticità, intensità espressiva e ricerca sonora. Laureata in canto lirico e in didattica della musica, è una…

BIOGRAFIA

#Gina Palmieri

è una cantautrice pugliese che si distingue per un percorso artistico fondato su autenticità, intensità espressiva e ricerca sonora. Laureata in canto lirico e in didattica della musica, è una voce eclettica capace di muoversi con naturalezza tra pop, jazz e suggestioni liriche, dando vita a un linguaggio musicale personale e raffinato.

Nel 2024 pubblica l’album “Emozioni attraverso”, prodotto da Diaviva Films e distribuito da SPC Music Publishing, un lavoro che si caratterizza per la profondità dei contenuti e per la costante ricerca di un suono autentico, arricchito dalla collaborazione con musicisti di alto livello. Questo progetto rappresenta una tappa significativa di un percorso iniziato nel 2011 con il libro “E penso di un’anima” e il primo album “Ali di scirocco”, segnando una crescita artistica e interpretativa sempre più matura.

Accanto all’attività musicale, Gina Palmieri è docente di musica e insegnante di tecnica vocale, oltre a essere fondatrice dell’associazione culturale InCanto, realtà attiva da quasi vent’anni nella promozione e diffusione della cultura musicale.

Oggi è impegnata in un’intensa attività di promozione attraverso interviste radiofoniche, concerti ed esibizioni dal vivo, portando la propria musica a un pubblico sempre più ampio e consolidando la sua identità nel panorama cantautorale contemporaneo.

Cosa significa per te l’autenticità nella musica e quanto è importante nel tuo percorso artistico?

L’autenticità è il fulcro principale della mia scrittura, ritengo anche sia l’aspetto più caratterizzante delle mie composizioni. Oggi rimanere autentici è qualcosa di molto raro e anche molto difficile, una posizione che “costa” in ogni senso, del resto il mio ultimo singolo “Marcio” sottolinea proprio questi concetti. Essere se stessi in un mondo dove tutto vive o sopravvive grazie ad immagini costruite e soprattutto finte, dove si premia l’arrivismo, dove i numeri sono importanti non importa se falsi. Essere veri è un’impresa tanto difficile quanto affascinante. Restare autentica nel mio percorso artistico è fondamentale per misurarmi davvero, per godere della crescita, imparare dai fallimenti, in piena libertà con l’unico obiettivo di potenziare il valore comunicativo della musica e delle parole .

Il tuo linguaggio musicale unisce pop, jazz e influenze liriche: come nasce questa fusione e come si evolve nel tempo?

E’ una fusione che nasce dal mio percorso di studi classico, al quale inevitabilmente si unisce da sempre la grande curiosità e il piacere derivante dell’ascolto di tanta buona musica nazionale ed internazionale, che per lavoro peraltro ho portato in scena come interprete e come docente per tanti anni, la famosa “gavetta” che non dovrebbe mancare nel percorso di crescita di un artista, per tutto ciò che ne deriva a livello esperienziale e formativo. Nel tempo tutte queste contaminazioni sono arrivate a far parte del mio “essere” diventando un vero e proprio strumento comunicativo che va al di là di un singolo genere.

L’album “Emozioni attraverso” rappresenta una tappa importante del tuo percorso: quali emozioni e riflessioni hai voluto trasmettere?

“Emozioni attraverso” non è un semplice LP ma il punto di inizio del mio viaggio compositivo, il mio standard comunicativo musicale. I brani contenuti al suo interno sono molto diversi tra loro, assimilabili al concetto di essere una raccolta di 10 singoli ognuno dei quali ha una forte personalità comunicativa, uniti tra loro da un filo emozionale come si diceva prima, autentico, dove il genere musicale e le parole sono strettamente unite dall’unico intento di comunicare, senza forme prestabilite o necessariamente già esistenti. Ognuno dei brani può essere immaginato e riarrangiato in qualunque altra veste. Il concetto che ho voluto trasmettere è quello di rendere universali le emozioni che si provano e che similmente accomunano gli esseri umani, soprattutto quelli sensibili, senza barriere di alcun tipo.

Come è cambiato il tuo modo di scrivere e interpretare la musica dagli esordi a oggi?

In realtà amo sperimentare, per questo lascio le porte aperte a esperienze nuove, sicuramente osservo le persone con cui collaboro perché amo sentirmi a mio agio, ritengo siano importanti i feedback dell’ascoltatore, soprattutto nei live, mi aiutano a capire quanto il mio messaggio artistico possa trasmettere, dunque sperimento sonorità e collaborazioni che mi permettano di essere sempre più vera e di crescere.

Parallelamente alla tua carriera artistica sei anche docente e insegnante di tecnica vocale: quanto influisce l’insegnamento sulla tua musica?

L’insegnamento certamente mi aiuta ad essere sempre allenata tecnicamente, ma soprattutto ad entrare e capire il mondo degli “altri”, quindi a conoscere mondi diversi dai miei, i confronto è inevitabile e diventa un grande strumento di crescita. Inevitabilmente tutto questo influisce sulla mia scrittura sia nei contenuti che negli aspetti musicali.

L’associazione InCanto è attiva da molti anni nella promozione culturale: quale ruolo ha nella tua visione dell’arte e della musica?

Si quest’anno l’Associazione InCanto compie 20 anni dalla sua nascita che ho avuto l’onore ed i piacere di concretizzare. In questi anni ho aiutato molto l’Associazione a crescere, sono stati realizzati tanti eventi, abbiamo praticato tanta formazione, sono nati tanti giovani maestri di musica e di canto grazie alle attività didattiche proposte e all’affiancamento agli studi accademici promossi, non sono mai mancati in questi anni tanti appassionati della musica che si sono avvicinati per curiosità, magari anche per imparare comunque a suonare e trovare una dimensione diversa di arricchire la quotidianità. Una funzione culturale e sociale importante.

Quanto è importante per te il contatto diretto con il pubblico durante concerti ed esibizioni live?

Credo sia fondamentale. Il live è tutto per un musicista, ecco perché ritengo importante non sottovalutare  lo studio costante e la “gavetta” , capire cosa arriva agli altri di te e come, è vitale per un artista. Percepire vibrazioni sonore vere e prodotte in quel momento permette di cogliere emozioni uniche ed irripetibili. L’artista ha bisogno concretamente del pubblico, di quello scambio emozionale reciproco.

C’è un brano del tuo repertorio che senti particolarmente rappresentativo della tua identità artistica?

In realtà no, ogni brano mi rappresenta totalmente, ognuno di loro ha sigillato un momento importante per me e si proietta oltre il vissuto in senso stretto.

Quali sono le principali sfide che incontri oggi nel panorama musicale contemporaneo?

Senza dubbio quella di far arrivare ai grandi numeri (quelli veri) la mia musica, ottenere passaggi sulle radio nazionali importanti. La discografia italiana purtroppo non dà spazio al cantautorato, e soprattutto le grandi radio non passano brani a titolo promozionale, quindi noi cantautori spesso siamo costretti ad auto finanziare le nostre produzioni, quindi diventa tutto molto complicato e dispendioso, inoltre esiste il pregiudizio dell’età da parte delle etichette, è strano osservare come l’esperienza venga letta spesso come un ‘difetto’ piuttosto che come risorsa e competenza. La libertà espressiva è spesso negata dal sistema. E’ più facile per chi ha amicizie e conoscenze nel settore, o abbia già avuto esperienze che abbiano facilitato la notorietà.

Quali sono i prossimi progetti e obiettivi che vuoi raggiungere nel tuo percorso artistico?

Continuare sicuramente a scrivere, sto lavorando anche ad un bellissimo progetto di scrittura di canzoni per bambini, che affiancherò a questo con lo stesso entusiasmo. Continuare a cercare gli spazi giusti per la mia musica che sicuramente esistono, anzi oserei dire anche tanto desiderati da tantissimi ascoltatori che oggi si ritrovano ad avere ‘ascolti imposti’ dal mercato.

Descriviti in tre canzoni.

Una domanda difficile, ma citerei:

  1. Rosa, per l’amore per la vita, la voglia di vivere, il desiderio di crescere.
  2. Ali di scirocco,  per il valore che ho sempre dato all’amore e al sentimento autentico.
  3. Figlio della buona stella, per il senso di gratitudine alla vita, l’importanza della resilienza nell’esistenza.
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