Barese, classe 1988, Gigi Rana è uno chef che ha trasformato la cucina in una vera e propria filosofia di vita. Diplomato all’IPSSAR Armando Perotti di Bari nel 2006, incarna l’anima autentica della Puglia con uno spirito cosmopolita che lo ha portato a cucinare in ogni parte del mondo. Considerato da molti un “folle appassionato”, vive la sua professione come un’arte e come una missione umana: per lui la cucina è linguaggio, viaggio e strumento di connessione tra culture.
Nel 2022 ha vissuto un’esperienza intensa alle Maldive come Chef de Cuisine italiano, dove ha saputo fondere la tradizione mediterranea con le suggestioni tropicali. L’anno successivo è tornato nella sua Puglia come insegnante e consulente, portando con sé un bagaglio di esperienze maturate tra Londra, New York, Milano, Dubai, Lugano, Parigi, Mosca, Barcellona e Bangkok. In ogni città ha lasciato un segno, arricchendo la sua visione del cibo come arte e della cucina come filosofia.
Il suo legame con la terra d’origine rimane il punto fermo: le materie prime, i profumi del mare, la genuinità dei sapori. Per Gigi Rana, la Puglia non è soltanto un luogo ma un linguaggio universale da diffondere nel mondo. Il suo sogno è rendere lo stile di vita pugliese — fatto di semplicità, calore e autenticità — un modello culturale globale.
La cucina, però, non è stato il suo primo sogno. Da ragazzo desiderava entrare nel mondo dell’alta moda, seguendo le orme del padre. A indirizzarlo verso i fornelli furono la madre e la nonna, che in lui riconobbero un talento naturale. Da quel momento la passione si è trasformata in una vocazione profonda, un percorso fatto di sacrificio, studio e continua ricerca.
Ciò che ama di più del suo mestiere è la possibilità di viaggiare. Fin da giovanissimo, grazie alla cucina, ha potuto conoscere culture diverse e apprendere nuovi linguaggi del gusto. Ogni viaggio è per lui una lezione di vita e una fonte di ispirazione che si riflette nei suoi piatti, spesso nati da contaminazioni tra oriente e occidente. La sua più grande soddisfazione resta la meraviglia negli occhi di chi assaggia le sue creazioni, quel momento di silenzio e stupore che ripaga ogni sforzo.
Per Rana, cucinare è un atto d’amore e di condivisione, un modo per comunicare emozioni profonde. Si definisce un artista libero, uno spirito che attraverso la cucina esprime una visione del mondo vitale, sensibile e universale. Tra i piatti più complessi mai realizzati ricorda con orgoglio la “Triglia cotta e cruda, caponatina, salsa di capperi, verdure di campo crude e fumetto di triglia alla vaniglia”, una creazione raffinata e tecnicamente impegnativa nata in Francia. Ma se deve scegliere un piatto del cuore, non ha dubbi: i ricci di mare crudi di Savelletri, accompagnati da pane fresco e birra. “È la nostra identità più vera”, dice, racchiudendo in quel gesto semplice tutto l’amore per la sua terra.
Cucinare, per lui, ha cambiato la vita: lo ha reso un uomo curioso, aperto, capace di dialogare con il mondo attraverso il gusto. La cucina è il suo mezzo per creare connessioni, abbattere barriere e diffondere cultura. Il futuro è ancora un viaggio: tra i suoi progetti ci sono esperienze in Giappone, Australia, India, Russia, Sud America e Africa. Il sogno più grande resta quello di aprire un ristorante nella Valle d’Itria, dove tradizione e innovazione possano fondersi in un luogo che rappresenti pienamente la sua identità.
Accanto alla carriera, coltiva un obiettivo più profondo: collaborare con il World Food Programme delle Nazioni Unite, mettendo la sua arte al servizio dell’umanità. Perché per Gigi Rana, cucinare non significa solo nutrire, ma prendersi cura. È un atto di sensibilità, una forma di amore universale capace di parlare a chiunque, ovunque.