Gianluca vive a Conversano, in Puglia, ed è figlio d’arte, anche se tiene subito a precisare che la sua vita non ruota intorno al mondo dello spettacolo, della televisione o di qualsiasi elettrodomestico, come ama scherzare lui. Figlio del celebre Gianni Ciardo, Gianluca si definisce una persona semplice e timida, un uomo che preferisce la normalità alla ribalta, ma che non ha avuto paura di mettersi in gioco quando la vita gli ha chiesto di farlo.
La sua timidezza, racconta, è stata la molla che lo ha spinto a partecipare nel 2017 al programma comico “Eccezionale Veramente” in onda su La7, dove si è trovato a esibirsi davanti a una giuria d’eccezione: Diego Abatantuono, Paolo Ruffini, Selvaggia Lucarelli, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Ale e Franz, Massimo Ferrero e Lina Wertmüller. Gianluca è arrivato fino alla finale, e anche se non ha portato a casa il contratto da 100.000 euro in palio, considera quell’esperienza una vittoria morale.
Definisce la sua comicità come qualcosa di “surreale, aereo e naïf”, un’etichetta che gli è stata data proprio da suo padre e che lui condivide pienamente. Non si considera un comico vero e proprio: “Sono me stesso – dice – forse è colpa della timidezza se faccio ridere senza volerlo”. Il suo umorismo nasce in modo spontaneo, naturale, senza forzature o personaggi costruiti.
Nel corso del tempo ha collaborato con diversi artisti del panorama comico italiano, tra cui Marco e Chicco di Telenorba, il duo torinese “Bella Domanda”, vincitore della seconda edizione di Eccezionale Veramente, e Daniele Condotta, con il quale ha partecipato a uno dei suoi video. Pur avendo vissuto esperienze diverse e stimolanti, Gianluca non si prende troppo sul serio e preferisce lasciare agli altri la valutazione del suo talento.
Quando gli si chiede cosa ami di più dell’essere comico, risponde con una naturalezza disarmante: “La cosa che mi piace di più è essere me stesso e continuare ad esserlo, senza darmi troppe arie come fanno in molti”. È questa autenticità, insieme al suo modo genuino di raccontare il mondo, che lo distingue.
L’esperienza teatrale al fianco del padre è stata per lui un altro momento speciale del suo percorso. Sul palco dello spettacolo Ugo, scritto da Carla Vistarini, ha recitato insieme a Gianni Ciardo e Marilù Quercia, interpretando il ruolo di un gorilla. “È stato bellissimo – ricorda – perché ho visto tutto quello che un pubblico non vede e non sa. E dentro la maschera potevo ridere ad ogni smorfia e battuta di mio padre”.
Oggi Gianluca continua a vivere la comicità come un gioco, un modo di stare al mondo con leggerezza, senza troppe sovrastrutture. Si descrive come una persona che fa ridere gli altri dicendo cose che spesso non hanno senso, ma che proprio per questo arrivano dritte al cuore del pubblico. “Quello che dico non ha senso, la gente ride e io non capisco la gente”, dice sorridendo. Una sintesi perfetta di chi è: un uomo autentico, autoironico, capace di far ridere e riflettere con la stessa semplicità con cui vive.