nasce a Bari il 20 ottobre 1962, in una famiglia di origini semplici, con padre operaio e madre casalinga. Durante gli studi consegue il diploma di ragioniere con ottimi voti, mostrando fin da giovane una naturale inclinazione sia per il disegno artistico che per quello geometrico. Tuttavia, l’ingresso precoce nel mondo del lavoro lo porta ad accantonare questa passione, scegliendo un percorso professionale diverso.
Sposato da oltre trent’anni e padre di un figlio, intraprende la carriera bancaria, diventando funzionario. È proprio in età adulta, grazie al confronto e alla condivisione con un gruppo di colleghi del CRAL aziendale, che riscopre il desiderio di tornare al disegno. Da quel momento riprende a coltivare la sua passione, iniziando con pastelli e pastelli acquerellati, per poi approdare alla tecnica dell’olio su tela.
Il suo percorso artistico si sviluppa in modo autodidatta, come espressione autentica di una vocazione mai sopita, ritrovata e rinnovata nel tempo.
Cos’è per te l’arte?
Non saprei dare una definizione esatta dell’arte. Per me è essenzialmente liberazione, voglia di esprimere ciò che sento di rappresentare. Per me è esprimere la mia visione delle cose, della natura, delle persone, come in una dimensione che si stacca dal contingente quotidiano e che possa suscitare in chi osserva una qualsivoglia emozione.
Quando hai riscoperto il disegno grazie ai colleghi del CRAL, cosa hai provato nel tornare a creare dopo tanti anni?
È stato emozionante e avevo quasi paura di non poterlo fare. Ma poi è stata una gioia.
In che modo il tuo percorso lavorativo nel mondo bancario ha influenzato, anche indirettamente, il tuo approccio all’arte?
Il mio istituto, attraverso la fondazione, almeno dal punto di vista finanziario, è stato sempre vicino alle mostre d’arte, promuovendo la divulgazione e il restauro.
Quali sono stati i primi soggetti che hai sentito il bisogno di rappresentare quando hai ripreso a disegnare?
Oggetti semplici: bottiglia, bicchiere, verdura, frutti.
Che differenza hai percepito passando dai pastelli e pastelli acquerellati alla tecnica dell’olio su tela?
Posso dire che il pastello è una tecnica per me abbastanza veloce, ma sulla quale vorrei anche continuare. L’approccio alla tecnica ad olio per me è più contemplativo, mi attrae di più e mi consente di aggiungere qualcosa ogni volta che mi cimento.
Essendo autodidatta, come costruisci il tuo percorso di crescita artistica?
Poiché lavoro, il mio tempo è limitato: cerco, attraverso l’osservazione, i social e il confronto con gli amici, di migliorare la tecnica.
C’è un artista o uno stile che senti particolarmente vicino alla tua sensibilità?
Sono rimasto affascinato dagli impressionisti, ma più di tutti Caravaggio, Van Gogh, Claude Monet, Fattori, Nitti. Ma ce ne sono tanti altri.
Quanto conta per te oggi il disegno geometrico rispetto a quello più espressivo?
Al momento conta poco, anche se non escludo che possa tornare utile in un quadro astratto.
Che ruolo ha l’arte nella tua vita quotidiana?
Ha un ruolo importante, al quale però vorrei dedicare più tempo, lavoro permettendo.
Quali emozioni cerchi di trasmettere attraverso le tue opere?
Quando dipingo quasi mi estraneo dal contesto, creo e fondo colori e immagini, e vorrei esprimere lo stupore e la meraviglia di ciò che osservo o immagino.
C’è un’opera a cui sei particolarmente legato e perché?
Claude Monet, “Giardino delle Tuileries”: mi è molto caro perché, avendo visitato il giardino a Parigi, ho pensato per un attimo di vedere quel paesaggio come lo aveva visto l’autore. È stata questa visione emozionante che mi ha spinto ancora di più verso l’arte.
Come vivi il confronto con gli altri, soprattutto in contesti condivisi come il CRAL?
Molto serenamente, con umiltà: non mi sento in competizione con nessuno, da tutti c’è da imparare.
Qual è la sfida più grande che stai affrontando nel tuo percorso artistico?
Adesso si tratta di continuare, migliorare la tecnica, confrontarsi e trovare nuove esperienze.
Che obiettivi ti sei posto per il futuro della tua attività artistica?
Sono all’inizio di un percorso affascinante e impegnativo. È ancora presto per dirlo: devo fare più quadri e migliorare, poi si vedrà.
Se dovessi descrivere la tua arte con tre parole, quali sceglieresti?
EMOZIONE, COLORE, LUCE.
Descriviti in tre colori.
VERDE, ROSSO, BLU.
