nasce a Martina Franca il 14 novembre 1979 e vive e lavora a Grottaglie, città profondamente legata alla tradizione ceramica. Cresciuta in una famiglia di artigiani, porta avanti un sapere tramandato da generazioni, sviluppato e affinato all’interno della bottega di famiglia, la “Bottega Vestita”, riconosciuta dalla Regione Puglia come Bottega Storica, dove ha mosso i primi passi sotto la guida del padre e maestro Cosimo.
Diplomata all’Istituto Statale d’Arte in Grafica Pubblicitaria, ha costruito nel tempo un percorso che unisce tecnica, sensibilità artistica e visione imprenditoriale. Sin dall’infanzia ha percepito l’arte come un’esigenza naturale e spontanea, espressa non solo attraverso la materia ma anche tramite il corpo, coltivando parallelamente la danza contemporanea. Arte e movimento hanno contribuito in modo decisivo alla sua formazione culturale e spirituale, influenzando profondamente il linguaggio delle sue creazioni.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti e designer internazionali, realizzando opere in ceramica su commissione e confrontandosi con stimoli creativi provenienti da contesti diversi. L’esperienza maturata in oltre vent’anni di attività nel settore artistico e ceramico l’ha portata a sviluppare un proprio marchio nel campo della moda, dedicato alla creazione di gioielli e sculture in ceramica. Le sue opere si distinguono per un’estetica che rielabora suggestioni dell’arte greca in chiave contemporanea, dando vita a pezzi unici che riflettono una sintesi personale tra tradizione, ricerca e creatività.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è un linguaggio profondo che utilizzo per comunicare un mio stato d’animo, un sentimento, un’emozione attraverso opere estetiche. Riuscire ad emozionare e a creare una sottile impatia con chi osserva l’opera per me è Arte, trasmettere un messaggio non universale ma soggettivo, “la bellezza sta negli occhi di chi la guarda”.
Come si è evoluto nel tempo il tuo rapporto con la ceramica, partendo dalla tradizione familiare fino alla tua ricerca personale?
Il rapporto con la ceramica si è evoluto attraverso gli insegnamenti e l’esperienza di mio padre, ne ho fatto e ne sto facendo tesoro portandomi ad una crescita e ricerca artistica.
Qual è l’insegnamento più importante che hai ricevuto da tuo padre e in che modo continua a influenzare il tuo lavoro oggi?
Mio padre mi ha insegnato soprattutto ad osservare i canoni estetici, la simmetria, la bellezza e la storia di un oggetto che si va a realizzare, ma anche la velocità di esecuzione e la spontaneità.
In che modo la danza contemporanea ha inciso sul tuo modo di concepire le forme e il movimento nelle tue creazioni?
Quando praticavo danza contemporanea potevo esprimermi e comunicare ciò che sentivo sulle note di quella musica, attraverso il movimento del corpo, le espressioni del viso, creando una sorta di distaccamento dalla realtà portandomi su un’altra dimensione, un po’ come accade nel momento in cui metto le mie mani nell’argilla…
Cosa significa per te lavorare all’interno di una bottega storica e come riesci a coniugare tradizione e innovazione?
Lavorare in una bottega storica significa avere delle solide radici, identità e saperi antichi, portare innovazione è attingere dal passato sperimentando nuove visioni rivolte al futuro.
Quali sono le principali fonti di ispirazione dietro i tuoi gioielli e le tue sculture in ceramica?
Trovo l’Arte Greca la mia maggiore fonte d’ispirazione per la creazione dei miei gioielli e sculture, creando una linea di continuità tra passato e futuro.
Come nasce il dialogo creativo con artisti e designer internazionali con cui collabori?
Abbiamo rilasciato spesso interviste, sono state fatte molte pubblicazioni su riviste molto importanti di architettura e design, è stato pubblicato anche un libro sulla ceramica antica d’uso di Grottaglie dove ci sono molti oggetti della collezione di mio padre…per cui questo ha portato ad essere più conosciuti nell’ambito artistico.
Qual è la sfida più grande nel trasformare la ceramica in un elemento legato al mondo della moda?
La sfida nel trasformare la ceramica in un elemento legato al mondo della moda è quella di renderlo funzionale e alla moda, che si avvicini in qualche modo ad un vero gioiello.
In che modo reinterpreti l’arte greca in chiave contemporanea all’interno delle tue collezioni?
Nei miei gioielli utilizzo molto il nero e l’oro, elementi chiave che hanno caratterizzato la pittura vascolare e la scultura nell’Arte Greca. Mi affascinano molto questi due colori, proprio per il significato che avevano. Il nero spesso associato al mistero, al mondo sotterraneo, l’oro simboleggiava la luce divina e l’opulenza. Nell’arte contemporanea il nero e l’oro secondo me si completano, sono eleganti insieme, creano quel contrasto perfetto e impreziosiscono l’oggetto.
C’è un’opera o una collezione che senti rappresenti particolarmente la tua identità artistica?
È la scultura di una Testa Apula ricavata da uno stampo di una testa aula originale, alta circa 25 cm, colore nero satinato e macchie sfumate in oro, mi rappresenta soprattutto per la scelta dei colori.
Descriviti in tre parole.
DETERMINAZIONE, PASSIONE, RESILIENZA.