Federica Pento

nasce il 18 aprile 1996 a Popoli e vive a Scafa, in provincia di Pescara. Fin da giovanissima cresce a stretto contatto con la musica, sviluppando una passione profonda che…

BIOGRAFIA

#Federica Pento

nasce il 18 aprile 1996 a Popoli e vive a Scafa, in provincia di Pescara. Fin da giovanissima cresce a stretto contatto con la musica, sviluppando una passione profonda che con il tempo diventa una scelta di vita e una direzione professionale precisa.

La sua prima esibizione dal vivo risale al 19 aprile 2010, quando si esibisce all’Auditorium di Pescara in occasione della manifestazione “Le Note del Cinema”. Negli anni successivi prende parte a numerosi concorsi canori, distinguendosi come finalista nel 2013 al concorso “Piccoli Amici” di Pescara e nel 2014 a “Le Note del Cuore” di Pineto. Nello stesso anno conquista la vittoria al X Festival Internazionale di Canto di Chieti, una competizione che riunisce centinaia di partecipanti provenienti da diversi Paesi del mondo.

Il 2014 segna un momento importante anche a livello internazionale: diventa la prima cantante italiana a vincere il Festival Internazionale di Canto di Yerevan, in Armenia, ricevendo successivamente inviti come ospite d’onore in prestigiosi festival in Bulgaria e in Croazia, dove ottiene anche il riconoscimento “Migliori Proposte 2015”. Nello stesso periodo è finalista al Premio Alex Baroni di Teramo.

Nel 2016 incontra Mogol, esperienza che contribuisce in modo significativo alla sua crescita artistica, partecipando alla masterclass “Music Camp” presso la Tenuta dei Ciclamini in Umbria. Nello stesso anno vince la finale regionale de “Il Cantagiro” e accede alla finale nazionale, dove riceve il Premio della Critica “2dueRighe” per il miglior brano inedito e per il miglior connubio tra canzone e interprete con il brano “Lunincanto”. Il singolo entra nella compilation ufficiale della manifestazione e viene presentato a Sanremo durante la settimana del Festival.

Il 24 novembre 2016 firma il suo primo contratto discografico con l’etichetta SPC Sound, in collaborazione con Vivi Records e Manon Records del maestro Angelo Valsiglio, noto per aver lavorato con artisti come Laura Pausini e Eros Ramazzotti. “Lunincanto” viene distribuito su centinaia di store digitali e trasmesso da numerose radio, arrivando anche su Radio 1 New York.

Nel 2017 pubblica il secondo singolo “Due Ali”, seguito dal videoclip di “Lunincanto”, inserito in un DVD degli Aerosmith distribuito dal gruppo Cecchi Gori. Nello stesso periodo esce il terzo inedito “Treno a Colori” e successivamente “4 Mirrors of Soul”, che rimane per diverse settimane nelle classifiche emergenti. Tra le altre pubblicazioni figura anche “Libert’aria”, brano simbolo di un percorso personale e artistico in continua evoluzione.

Nel luglio 2018 riceve l’invito ufficiale a ritirare il Premio Nazionale Popolarità Ippogrifo d’Oro per le Nuove Generazioni della Musica e nello stesso anno apre il Giffoni Festival in qualità di madrina. Parallelamente si impegna anche nel sociale, partecipando al progetto benefico “Uniti per Amatrice” con una serie di eventi dal vivo a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.

La sua attività live e mediatica è intensa e costante: si esibisce in numerosi eventi, festival e trasmissioni televisive e radiofoniche in Italia e all’estero, accumulando centinaia di interviste e passaggi televisivi internazionali. Nel corso del tempo condivide il palco con importanti personalità dello spettacolo, tra cui il chitarrista Maurizio Solieri, storico collaboratore di Vasco Rossi, e partecipa a programmi legati al mondo della televisione e dell’intrattenimento accanto a figure come Paolo Bonolis.

Nel 2020 vince un prestigioso concorso canoro a Messina, mentre negli anni successivi continua a esibirsi come ospite in festival, eventi cinematografici e manifestazioni culturali, condividendo il palco anche con l’attrice Nunzia Schiano. Partecipa inoltre al film “Amarsi un po’” di Mario Santocchio, con protagonista Valentina Corti.

Nel 2024 esce il singolo “Calamite”, che segna il suo esordio come cantautrice e vince la selezione 1xDelta1, permettendole di esibirsi tra i big della manifestazione “Due note a Vasto”. Il 25 dicembre 2025 pubblica il nuovo inedito “Ora”, sotto l’etichetta discografica di Valerio Scanu, confermando un percorso artistico in continua crescita e consolidamento.

Cos’è per te la musica?

Per me la musica è un modo di stare al mondo. È il linguaggio che uso quando le parole normali non bastano, quando devo dare un suono alle emozioni, ai silenzi, alle domande. È uno spazio di verità: mi permette di raccontarmi senza filtri, di trasformare quello che vivo, anche il dolore o la fragilità, in qualcosa che può arrivare agli altri.

Quando hai capito per la prima volta che la musica sarebbe diventata il centro della tua vita e non solo una passione?

In realtà non c’è stato un momento preciso. L’ho sempre saputo. La musica non è mai stata solo una passione, ma qualcosa di naturale, il posto in cui mi sono sempre riconosciuta e sentita a casa. Col tempo ho semplicemente smesso di chiedermi se sarebbe stata il centro della mia vita, perché lo era già.

Quali ricordi conservi della tua prima esibizione dal vivo e che emozioni provi ancora oggi ripensando a quel momento?

Ricordo soprattutto l’emozione fortissima, un misto di paura e adrenalina. Avevo le mani che tremavano, ma appena ho iniziato a cantare tutto il resto è sparito. Oggi, ripensandoci, provo tenerezza e gratitudine: per quel coraggio un po’ incosciente e per la sensazione, chiarissima fin da allora, di essere esattamente nel posto giusto.

In che modo le esperienze nei concorsi nazionali e internazionali hanno contribuito a formare il tuo carattere artistico e personale?

I concorsi mi hanno insegnato molto, soprattutto a livello umano. Mi hanno messa alla prova, costringendomi a confrontarmi con il giudizio, l’attesa, la delusione e anche con la fiducia in me stessa. Artisticamente mi hanno aiutata a capire chi volevo essere e cosa volevo difendere nella mia musica.

Cosa ha rappresentato per te l’incontro con Mogol e quale insegnamento senti di portare ancora con te?

L’incontro con questo grande artista è stato sicuramente bello e importante, un’esperienza che mi ha dato tanto in quel momento. Oggi però sento che lo rifarei con una consapevolezza diversa: con i mezzi, la maturità e la visione che ho adesso. Ma è stato un passaggio prezioso.

Come descriveresti l’evoluzione del tuo stile musicale dagli esordi fino ai brani più recenti?

All’inizio ero in una fase di ricerca, di ascolto e sperimentazione. Col tempo ho capito cosa mi rappresentava davvero e cosa no. Oggi sento di aver trovato la mia chiave: uno stile che è come un abito cucito addosso, che mi sta alla perfezione e mi permette di esprimermi con naturalezza, senza forzature.

Qual è il significato più profondo che si cela dietro i tuoi inediti e quanto della tua vita personale entra nella scrittura?

Il significato più profondo dei miei inediti sta nel trasformare emozioni e esperienze che spesso non riesco a esprimere a parole in musica. Ogni canzone è un piccolo frammento della mia vita, ma anche delle storie degli altri che mi colpiscono e mi ispirano. In questo modo, i miei brani diventano un ponte tra il personale e l’universale, tra ciò che sento dentro e ciò che voglio condividere con chi ascolta.

Cosa hai provato nel firmare il tuo primo contratto discografico e nel vedere i tuoi brani diffondersi a livello internazionale?

Firmare il mio primo contratto è stato emozionante, tra gioia e un po’ di timore. Vedere i miei brani viaggiare nel mondo mi ha fatto capire quanto la musica possa superare confini e mi ha dato ancora più voglia di raccontare storie.

Tra le tante esperienze televisive, radiofoniche e live, quale senti che ti ha segnata maggiormente e perché?

Ogni esperienza, dai radio date alle ospitate TV, è sempre speciale, dalla più piccola alla più grande. Ma due momenti mi hanno segnato: il live in Armenia, dove sono stata la prima italiana a vincere all’estero, e la Sicilia, dove sono stata riconosciuta come la più brava d’Italia.

Quanto conta per te il contatto diretto con il pubblico durante le esibizioni dal vivo?

Il contatto diretto con il pubblico è fondamentale per me. Sul palco sento ogni emozione che si crea tra me e chi ascolta, e quella connessione rende ogni esibizione unica e vera. È lì che la mia musica prende davvero forma e significato.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso musicale fino ad oggi?

Nel mondo moderno, vivere di musica è diventato una sfida quotidiana. A volte è entusiasmante, altre volte straziante, ma è proprio questo che mi spinge a crescere e a restare autentica.

Cosa ti ha spinto a passare da interprete a cantautrice e come cambia il rapporto con la musica quando scrivi in prima persona?

Ho sentito il bisogno di raccontare, e passare da interprete a cantautrice mi ha permesso di farlo davvero. Oggi mi ritrovo nei miei brani: scrivere in prima persona ha reso il rapporto con la musica più autentico e profondamente mio.

In che modo il sociale e le iniziative benefiche influenzano il tuo modo di vivere l’arte e la visibilità?

Se potessi lo farei ogni giorno: per me essere una brava persona e fare del bene è fondamentale, e credo che la musica e la visibilità siano strumenti preziosi per portare avanti questo impegno. Influiscono sul mio modo di vivere l’arte perché mi ricordano che ogni gesto conta, anche il più piccolo.

Quali artisti o generi musicali senti più vicini alla tua sensibilità?

Amo la musica di un tempo, quella con cui sento una connessione più profonda; non mi ritrovo molto nella musica attuale. Tra gli artisti, Mia Martini è quella che amo profondamente e che sento più vicina alla mia sensibilità.

Quando inizi a lavorare su un nuovo brano, parti più dalla melodia, dal testo o da un’emozione precisa?

Non ho un metodo preciso: mi lascio guidare dall’istinto. Parto da una storia e da lì tutto prende forma, tra emozioni, parole e melodia.

Quali sono i sogni che senti ancora da realizzare e dove immagini di vedere il tuo percorso artistico nei prossimi anni?

Ho voglia di arrivare al cuore di quante più persone possibile. Nei prossimi anni mi vedo continuare a raccontare storie autentiche, sperimentare e far viaggiare la mia musica anche oltre i confini, restando sempre fedele a me stessa.

Descriviti in tre canzoni: 

“Almeno tu nell’universo”, per la forza e l’autenticità, ma anche per la dolcezza;

“Adagio”, è un brano che sento profondamente mio: lì esce tutta la mia vocalità, ma anche la mia anima. Ogni nota mi permette di entrare in contatto con le emozioni più intime, e cantarlo mi fa sentire viva.

“La cura”, perché riflette la complessità di una donna che sa essere forte ma anche molto vulnerabile. 

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