nato nel 1962 e residente ad Alessandria, porta avanti da diversi decenni un percorso artistico che attraversa fotografia, pittura e sperimentazione visiva, accompagnato da una costante presenza in mostre, esposizioni collettive, iniziative culturali e progetti legati anche alla solidarietà. La sua attività espositiva prende avvio nel 1987 con mostre fotografiche e interviste per giornali cittadini, segnando l’inizio di un cammino che nel tempo si è progressivamente ampliato verso differenti forme espressive.
Nel 2013 partecipa al Premio Nazionale d’Arte di Vallombrosa, in provincia di Firenze, mentre nel 2015 espone pastelli e fotografie al Bio Café di Alessandria e prende parte alla mostra di pittura La Torre ed il Fiume a Masio. Nel 2016 presenta Cuori Infranti presso lo Studio 102 di Alessandria, introducendo in maniera sempre più evidente uno dei soggetti destinati a diventare centrali e riconoscibili nella sua produzione: il cuore.
Il 2017 rappresenta un anno particolarmente intenso, con la partecipazione alla Biennale d’Arte Omnia di Alessandria, alla mostra Geometrie dell’Essere, a Work in Progress – Divulgarti e ad Arte in Piazza con la Galleria Cerchio Cromatico di Genova. Dallo stesso anno e fino al 2022 le sue opere trovano inoltre spazio in una mostra permanente presso lo Studio d’Arte 102 di Alessandria.
Negli anni successivi il cuore diventa sempre più protagonista della sua ricerca artistica e anche strumento di condivisione e sensibilizzazione. Nel 2018 espone a La Spezia con Cuori, mentre nel 2019 realizza un’iniziativa dedicata ad A.I.D.O. presso l’Ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria. Nello stesso periodo vive uno dei momenti più significativi del proprio percorso con la consegna a Roma a Papa Francesco della sua opera Con il Cuore.
Nel febbraio 2022 presenta Cuori Pop nelle Sale d’Arte di Alessandria. Tra il 2022 e il 2024 espone inoltre nella Chiesa di San Giacomo della Vittoria, alla quale dona due opere rimaste esposte all’interno dell’edificio religioso. Partecipa nuovamente alla Biennale Omnia di Alessandria e continua a sviluppare un’attività nella quale l’esposizione artistica si intreccia frequentemente con il territorio e con occasioni di incontro con il pubblico.
Nel 2023 realizza ad Alessandria la mostra con sfilata di moda Cuori & Colori ed espone a Ovada presso il piazzale della Chiesa dell’Assunta. Porta inoltre i suoi Cuori a Castelnuovo Bormida durante Scacchi in Costume. Con l’opera Edy arriva tra i finalisti del Premio Rol a San Secondo di Pinerolo, mentre tra il 2023 e il 2024 partecipa alle collettive organizzate con il Circolo Ravasenga nel Castello di Casale Monferrato.
Tra il 2024 e il 2025 torna al Bio Café con la mostra Alessandria & Cuori e partecipa alla Cena del Cuore di Castelnuovo Bormida, portando venti cuori nel cortile del borgo. La sua produzione conferma così un forte legame con un simbolo semplice e universale, declinato attraverso iniziative artistiche, sociali e culturali differenti.
Particolarmente intensa è l’attività del 2025. A febbraio alcune sue opere vengono coinvolte in un’asta a favore di Solidal Onlus dell’Ospedale di Alessandria. A maggio presenta Una Rosa per Josephine presso l’Auditorium del Museo di Marengo. Dona inoltre un quadro a Donne BIOS per l’Ospedale di Alessandria, ricevendo un riconoscimento durante la serata, e un’altra opera in occasione del Salotto del Mandrogno.
Nello stesso anno partecipa alla collettiva Rosso al Castello di Costigliole d’Asti e alla collettiva Accarezzati dalla sera, organizzata per ricordare Vittorio De Scalzi. Riceve il Premio dell’Associazione Commercianti Cristo per la presenza delle proprie opere nelle iniziative del territorio e prende parte a Una Rosa Gialla per Zonta, nell’ambito dello Zonta Party presso la Ristorazione Sociale di Alessandria. Le sue opere arrivano inoltre ad Alba con 7 Artisti per Alba, presso Enosfiziovineria Conterosso, e in Emilia con Dal Piemonte all’Emilia al Bridge di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia.
La sua attività comprende anche la partecipazione al progetto Art for Freedom, ospitato a Palazzo Ghilini ad Alessandria e a Palazzo Callori a Vignale Monferrato, confermando una ricerca che continua a muoversi tra esposizioni personali e collettive, collaborazioni e iniziative capaci di mettere l’arte in relazione con il tessuto sociale.
Nel 2026 Fabio Gagliardi prosegue il proprio percorso espositivo al Bio Café di Alessandria, dove nei mesi di febbraio e luglio espone insieme a Yacin e Menghevoli. Dal maggio dello stesso anno è inoltre presente ad Alba con la mostra permanente Cuori Conviviali, ospitata presso Supa Zupperia Ristorante.
Dalla fotografia degli esordi alla pittura, fino alla presenza ricorrente del cuore come elemento distintivo della sua produzione, il percorso di Fabio Gagliardi si è sviluppato attraverso quasi quarant’anni di esperienze. Arte, territorio e solidarietà si incontrano frequentemente nel suo lavoro, trasformando le opere in occasioni di partecipazione e condivisione e facendo del cuore non soltanto un soggetto visivo, ma un simbolo attraverso il quale costruire relazioni con luoghi, persone e comunità.
Cos’è per te l’arte e quale ruolo occupa nella tua vita dopo quasi quarant’anni di percorso artistico?
La mia esperienza è iniziata nel 1987 con la fotografia.
Come sei arrivato successivamente alla pittura e cosa ti ha spinto a esplorare linguaggi espressivi differenti?
Dalle prime foto e interviste a personaggi dello spettacolo negli anni ’90 fino alla fotografia di strada , passando per il lavoro con i pastelli, la grafica, la pittura su legno e su tela, il comune denominatore è sempre stato lo stesso: suscitare un’emozione cogliendo un momento unico o un colore su di un muro , mescolandoli ,creando contrasti intensi . Sono arrivato poi all’informale, al tachismo e a un dipingere fatto di macchie e spruzzi di colore immediati, capaci di regalare sensazioni istantanee.
Il cuore è diventato uno degli elementi più riconoscibili della tua produzione. Quando è comparso per la prima volta nelle tue opere e che significato ha per te? Nel corso degli anni hai declinato il tema del cuore in numerosi progetti… Come si è trasformato questo simbolo insieme alla tua ricerca artistica?
Il cuore come simbolo è apparso nelle mie opere in maniera forte circa quindici anni fa, ispirato da un cuore ritrovato ,cucito in un abito da una persona cara. Il cuore è il custode di energie pronte a fluire e rigenerarsi; la tecnica informale lo rappresenta per me in modo potente, rendendolo negli anni sempre più libero di fluire e trasformarsi. Oggi l’energia fluisce non solo più dentro, ma anche fuori dal cuore, libera.
Nel 2019 hai consegnato a Papa Francesco la tua opera Con il Cuore. Che ricordo conservi di quel momento e cosa ha rappresentato per te?
Purtroppo un problema di salute mi ha impedito di essere presente di persona alla consegna a Papa Francesco, ma le parole degli amici e le foto ricevute dopo mi hanno permesso di percepire appieno il dono che l’AIDO provinciale mi ha fatto, chiedendomi di creare quell’opera.
Molte delle tue iniziative uniscono arte e solidarietà… Quanto è importante per te che un’opera possa avere anche una funzione sociale? Un’opera donata o comunque coinvolta in un’iniziativa sociale — come Art for Freedom nel 2025 — acquista sicuramente un valore ancora più forte e universale. Voglio ricordare la mia poesia Donne che ce l’hanno fatta, premio alle donne dal 2014 , e il cortometraggio contro la violenza sulle donne Non ascoltare il cuore, in cui si recita la mia poesia che fa anche da sceneggiatura al corto.
Hai esposto in luoghi molto diversi… Quanto il luogo in cui viene presentata un’opera può modificarne la percezione e il significato? Alcune tue opere sono state donate e sono rimaste stabilmente nei luoghi che le hanno accolte. Che rapporto hai con un tuo lavoro quando sai che continuerà a vivere lontano da te?
Credo che la tipicità del luogo dia valore all’opera, unendo l’emozione delle persone presenti allo stimolo visivo offerto dai miei colori. Donare opere e poterle veder lì esposte mi dà un senso di eterno e infinito: mi avvolge , magari mentre sono accanto a persone che le osservano con emozione.
Dopo tanti anni di mostre, collettive, premi e incontri con il pubblico, c’è un’esperienza che consideri particolarmente importante per la tua crescita personale e artistica?
Sicuramente gli anni passati nello studio 102 della Senatrice Carla Nespolo, che mi permise — oltre a darmi consigli preziosi — di tenere aperta la galleria e di esporre le mie opere in uno splendido cortile alessandrino. Ricordo con grande emozione anche Cuori Pop nelle Sale d’Arte di Alessandria, grazie a Cristina Antoni di CulturAle, e l’esperienza attuale ad Alba con i 10 cuori esposti al Supa Zupperia Ristorante , vista l’accoglienza calorosa ricevuta.
Guardando al futuro, quali nuovi progetti vorresti realizzare e c’è ancora un soggetto, una tecnica o un linguaggio artistico con cui desideri confrontarti?
Come si evince dal mio percorso, le mie mostre si sono svolte in molti paesi delle province del Piemonte e in Liguria, all’interno di palazzi prestigiosi. Credo che continuerò su questa strada nel territorio, sperimentando sempre di più per fare in modo che l’emozione, tramite il colore, diventi uno stimolo per suscitare pace, ed armoniaal di fuori di schemi stilistici programmati.
Descriviti in tre parole.
Curioso, testardo e chiacchierone (quando si parla di buon cibo e arte).