conosciuto come GENGY INK TATTOO, nasce a Milano e oggi vive a Napoli, dove gestisce il suo Gengy Ink Tattoo Studio, specializzato in tatuaggi e piercing. Con oltre quindici anni di esperienza, ha inaugurato a gennaio del corrente anno il suo primo studio ufficiale, frutto di un percorso costruito con impegno, sacrificio e determinazione.
Padre di un bambino di quasi otto anni, coniuga la vita familiare a quella professionale con dedizione, dimostrando ogni giorno senso di responsabilità e desiderio di crescita. Fin dagli esordi mostra una naturale inclinazione verso l’arte del tatuaggio, concepita non solo come mestiere ma come forma di espressione personale e identitaria. Parallelamente si afferma come ritrattista, realizzando opere consegnate a diverse personalità del mondo dello spettacolo. Il suo lavoro si distingue per autenticità, ricerca e cura del dettaglio, con un approccio che mette al centro la persona e la storia da raccontare, sia sulla pelle sia attraverso l’arte visiva.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è libertà. È il modo più sincero che ho per esprimere ciò che sento e ciò che sono, senza filtri. È comunicazione, identità e connessione con gli altri.
Cosa ti ha spinto inizialmente ad avvicinarti al mondo del tatuaggio e come è nata la tua passione?
È qualcosa che ho sempre sentito dentro. Fin da giovane ero attratto dal disegno e da tutto ciò che permetteva di esprimermi. Il tatuaggio è arrivato quasi naturalmente, trasformandosi nel tempo da passione a lavoro. Sono oltre 15 anni che porto avanti questo percorso, crescendo passo dopo passo.
In che modo la tua esperienza come ritrattista influenza il tuo approccio ai tatuaggi?
Il ritratto mi ha insegnato a osservare davvero le persone, a coglierne i dettagli e l’essenza. Questo approccio lo porto anche nel tatuaggio: non mi limito all’estetica, ma cerco sempre di raccontare qualcosa di personale e unico per ogni cliente.
Qual è stato il momento più significativo nella tua carriera fino all’apertura del tuo studio ufficiale?
Sicuramente l’apertura del mio studio è stato il momento più importante. È il risultato di anni di sacrifici, impegno e determinazione. Rappresenta un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza.
Come riesci a bilanciare la tua vita familiare con il lavoro creativo, che richiede così tanta dedizione?
Non è sempre semplice, ma la mia famiglia è la mia forza. Essere padre mi dà motivazione ogni giorno. Cerco di organizzarmi al meglio e di dare il giusto spazio a entrambe le cose, senza perdere di vista ciò che conta davvero.
Quando inizi un nuovo tatuaggio, qual è il tuo processo per capire la storia e la personalità della persona che hai di fronte?
Parto sempre dal dialogo. Ascolto molto, cerco di capire cosa c’è dietro l’idea del cliente. Ogni tatuaggio ha una storia e il mio compito è trasformarla in qualcosa di visivo, che abbia valore nel tempo.
Ci sono stili o tecniche che preferisci esplorare e che senti più affini al tuo modo di esprimerti artisticamente?
Mi sento molto vicino al lettering e fineline, anche a lavori dettagliati, probabilmente anche grazie al mio percorso nel ritratto. Però mi piace sperimentare e mettermi alla prova, perché credo che la crescita passi anche da questo.
Qual è il progetto o tatuaggio di cui sei più orgoglioso e perché?
Non ce n’è uno solo. Ogni lavoro ha un significato, ma sono particolarmente orgoglioso di quelli che hanno un forte valore emotivo per il cliente. Sapere di aver lasciato qualcosa che accompagnerà una persona per tutta la vita è la soddisfazione più grande.
Descriviti in tre parole.
Determinato. Ambizioso. Creativo.