è un creativo autodidatta con un percorso professionale eterogeneo e profondamente legato al fare manuale. Nato come fresatore e tornitore, ha sviluppato competenze nella modellazione meccanica, realizzando oggetti attraverso la lavorazione di diversi materiali, e ha maturato esperienza anche nell’uso delle resine, in particolare nella costruzione di carrozzerie in vetroresina. Per tredici anni ha vissuto a Milano lavorando come videomaker, un’esperienza significativa che si è interrotta con la pandemia, segnando un punto di svolta nel suo percorso.
Da allora ha riscoperto e rilanciato una passione autentica per la creazione artigianale, dedicandosi alla lavorazione dell’ulivo e della resina. Il suo approccio è guidato da un forte legame emotivo con la materia e dal desiderio di trasformare un elemento grezzo in qualcosa di unico, seguendone l’evoluzione e le potenzialità espressive. Ogni oggetto nasce da un coinvolgimento personale profondo, in cui passione e cura diventano elementi centrali del processo creativo.
Il suo sguardo sul mondo è critico e consapevole: si percepisce spesso fuori sintonia con una società dominata da logiche economiche, ma proprio in questa distanza trova la spinta per affermare un’idea di lavoro fondata sull’amore per ciò che si fa. Il suo percorso, ancora in fase di costruzione, riflette una continua ricerca di autenticità e di senso attraverso la creazione.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è la massima espressione di noi stessi. Non tutti si esprimono attraverso l’arte, ma trovo che sia una forma di comunicazione incredibilmente potente, emotiva e autentica.
Qual è stato il momento in cui hai capito che creare non era solo un lavoro, ma una necessità personale?
Fin da piccolo sono sempre stato attratto dal costruire, modellare e creare utilizzando qualsiasi tipo di oggetto e materiale. È qualcosa che ho sempre avuto dentro, una spinta naturale più che una scelta.
In che modo il tuo passato da fresatore e modellista meccanico influenza oggi il tuo approccio artistico?
Il mio percorso come fresatore, tornitore e modellista meccanico è stato fondamentale. Mi ha dato la capacità di visualizzare il lavoro finito ancora prima di iniziare e di comprendere tutte le fasi necessarie per realizzarlo. Unendo tecnica e creatività riesco a creare pezzi unici: questa è la mia arte.
Cosa ti affascina di più nella trasformazione di un materiale grezzo come l’ulivo?
Mi affascina il processo di trasformazione in sé: prendere qualcosa di grezzo e dargli una nuova vita. L’ulivo, in particolare, ha una storia, un’anima, e lavorarlo significa valorizzare tutto questo.
Come dialogano tra loro materiali così diversi come legno e resina nelle tue opere?
Il piacere di unire materiali diversi come legno, ferro e resina è tutto per me. È proprio da questo dialogo che nascono oggetti unici, dove ogni elemento contribuisce a creare qualcosa di nuovo.
Quanto conta per te il processo rispetto al risultato finale?
Il processo è fondamentale. Ho sempre in mente il risultato, ma per arrivarci devo studiare e pianificare ogni fase di lavorazione. Più il processo è preciso, più il risultato finale sarà all’altezza.
L’esperienza da videomaker ha lasciato un segno nel tuo modo di vedere e costruire un’opera?
Sì, in un certo senso è simile: anche nel videomaking si parte da zero per costruire qualcosa di finito. Questo approccio progettuale mi accompagna ancora oggi.
C’è un oggetto o una creazione a cui ti senti particolarmente legato?
Ogni creazione ha una parte di me, quindi è difficile sceglierne una. Ognuna rappresenta un momento, un passaggio, un’evoluzione.
Qual è la sfida più grande che stai affrontando nel provare a trasformare questa passione in un lavoro?
La continuità economica è la sfida più grande. Essendo un lavoro artigianale, ogni pezzo ha un suo valore e non è sempre facile trovare stabilità. Ma l’amore per quello che faccio mi spinge a continuare.
Ti senti più artigiano o artista, oppure entrambe le cose?
Non mi sentirò mai “arrivato”. Credo sia fondamentale mantenere sempre umiltà e voglia di imparare. Mi considero in continua evoluzione.
Che ruolo ha l’emozione nel momento in cui inizi una nuova lavorazione?
L’emozione e la passione sono alla base di tutto. Sono gli elementi che permettono di creare al meglio qualsiasi oggetto.
Quanto è importante per te rimanere fedele alla tua idea di lavoro basata sulla passione, in un mondo più orientato al profitto?
È fondamentale, anche se difficile. Viviamo in una società molto legata al denaro, ma credo che fare le cose per passione e amore cambierebbe tutto, in meglio.
Cosa vorresti che le persone percepissero osservando le tue creazioni?
Vorrei trasmettere l’amore e la passione che metto in ogni lavoro. Quando le persone riconoscono la qualità, la precisione e rimangono soddisfatte, per me è la soddisfazione più grande.
Hai un progetto o un sogno che vorresti realizzare nei prossimi anni?
Continuare a crescere, migliorare e riuscire a trasformare questa passione in un lavoro stabile è il mio obiettivo principale.
Se dovessi descrivere il tuo modo di creare in tre parole, quali sceglieresti?
Passionale, empatico, attento al dettaglio.
Descriviti in tre colori.
Nero, rosso, azzurro.