Inizia quasi per caso il percorso artistico di questo intrattenitore, quando nell’agosto del 1978, a soli 14 anni, si trova a sostituire all’improvviso un dj assente durante una festa di matrimonio. Quella situazione improvvisa segna l’inizio di una lunga esperienza nel mondo dell’animazione e della musica, destinata a crescere negli anni attraverso passione, versatilità e un forte legame con il pubblico.
Poco dopo i primi passi, inizia a collaborare con i gruppi mascherati del Carnevale di Putignano, inizialmente occupandosi dell’impianto audio e, nel tempo, seguendo l’intero processo organizzativo fino a diventarne presentatore e animatore. Un ruolo che porta avanti con continuità per oltre ventotto anni, contribuendo a dare voce ed energia a una delle manifestazioni più importanti della tradizione carnevalesca italiana.
Nel corso della sua carriera prende parte a un numero incalcolabile di eventi, tra feste private, matrimoni e manifestazioni pubbliche in piazza, costruendo un’esperienza solida e variegata. Ha avuto inoltre l’opportunità di esibirsi sui carri del Carnevale di Viareggio e di presentare eventi legati ai carnevali di Crispiano e Putignano, oltre a essere ospite in diverse altre realtà come Misterbianco, Alba Adriatica e Cento.
Il suo percorso è segnato da un approccio diretto e autentico al mestiere, sviluppato senza il supporto di agenzie, scelta che rappresenta l’unico rammarico di una carriera comunque ricca di soddisfazioni. Oggi guarda al futuro con lo stesso entusiasmo degli inizi, con il desiderio di continuare a condividere la propria esperienza e la propria energia in nuovi contesti e collaborazioni.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è essere sé stessi.
Come ricordi quella prima esperienza del 1978 che ha dato inizio a tutto?
Ero in compagnia del figlio del titolare della struttura e all’epoca la sala era in paese. Gli sposi erano già fuori e il DJ non era ancora arrivato. Andrea – il figlio del titolare – mi pregò di mettere la marcia nuziale (all’ epoca si usava così) e gli sposi fecero il loro ingresso. Poi dopo gli auguri, dopo baci e abbracci, regali (buste), arrivò il momento del primo ballo e il DJ non era ancora arrivato. In parole povere il DJ non arrivò e io feci il primo matrimonio, che fu un successo.
Cosa ti ha fatto capire che intrattenere il pubblico sarebbe diventato il tuo percorso?
In me c’è sempre stato lo stare tra la gente e con gli anni si è sviluppato.
Come è cambiato il tuo modo di fare animazione e musica nel corso degli anni?
Devo dire la verità, nel corso degli anni, il modo di animare e intrattenere non è cambiato sostanzialmente. Lo vediamo anche in attori attuali che scimmiottano il grande Totò. Per intrattenere e divertire la gente devi essere te stesso sempre.
Che significato ha per te il Carnevale di Putignano dopo tanti anni di collaborazione?
Il Carnevale di Putignano per me è la vita.
Qual è stato il momento più emozionante vissuto durante una sfilata o un evento?
Il momento più bello di un evento o una festa è la partecipazione soddisfatta del pubblico.
Che differenza c’è tra animare una festa privata e un grande evento in piazza?
Nessuna, perché sempre e comunque devi dare il massimo per il pubblico o gli invitati.
Hai un ricordo particolare legato ai carri del Carnevale di Viareggio?
Il mio ricordo della sfilata del Carnevale di Viareggio è stata in primis il contatto che ho avuto ad un altro Carnevale, quello di Larino, dove ho conosciuto un carrista di Viareggio, il signor Cinquini. Eravamo stati chiamati come giudici a Larino. Essendo un tipo socievole io ho cominciato a far amicizia con il Cinquini che mi ha invitato a Viareggio, e nei giorni prima della sfilata mi ha chiesto di portare con me una chiavetta con della musica. Il giorno della sfilata mi ha fatto avere un posto sul palco centrale, c’era anche Miss Italia, e quando era in prossimità del palco il carro mi ha fatto chiamare dallo speaker e invitato a salire sul carro. Fantastico.
Cosa ti hanno lasciato le esperienze nei diversi carnevali italiani in cui sei stato ospite?
Il Carnevale è la mia vita e l’esperienza dei vari carnevali d’Italia mi ha arricchito profondamente. Vorrei nominarli e ringraziarli. Putignano, Viareggio, Cristiano, Larino, Cento, Alba adriatica, Misterbianco e Sciacca. Tutti fantastici.
Se potessi tornare indietro, ti affideresti davvero a un’agenzia o rifaresti le stesse scelte?
Sostanzialmente farei le stesse scelte, perché comunque mi sono divertito, ma forse affidando ad una agenzia avrebbe dato un senso ancora più grande al mio operato.
Qual è il segreto per coinvolgere e tenere viva l’energia del pubblico?
Per tenere sempre il pubblico al massimo prima di tutto non far emergere il tuo IO e poi essere sé stessi. Alcuni miei colleghi fingono cose che non gli appartengono e mettono i soldi al primo posto. Errore gravissimo.
Cosa ti motiva oggi a continuare dopo tanti anni di attività?
Finché mi diverto andrò avanti. L’arte non ha età.
Che tipo di progetti o collaborazioni ti piacerebbe realizzare in futuro?
Far divertire la gente a qualsiasi livello quello è e sarà il mio più grande sogno.
Descriviti in tre parole.
DISPENSATORE DI ALLEGRIA!