Elisa Cremona

classe 1986, vive a Caravaggio ed è un’artigiana del vetro che ha trasformato una passione di famiglia in un percorso creativo personale. Il suo legame con la tecnica Tiffany nasce…

BIOGRAFIA

#Elisa Cremona

classe 1986, vive a Caravaggio ed è un’artigiana del vetro che ha trasformato una passione di famiglia in un percorso creativo personale. Il suo legame con la tecnica Tiffany nasce fin dall’infanzia, grazie all’insegnamento del padre, da cui ha appreso le basi di un mestiere fatto di precisione, pazienza e sensibilità per la luce.

Dopo aver studiato grafica pubblicitaria, ha intrapreso diverse esperienze lavorative come commessa e impiegata, senza però trovare una piena realizzazione. È stato dopo alcuni anni dedicati alla maternità che ha scelto di riprendere in mano gli strumenti del mestiere, riscoprendo il valore autentico della manualità e della creazione.

Da questa decisione nascerà il suo progetto: un piccolo laboratorio in cui realizza opere in vetro Tiffany su richiesta, pensate per accompagnare momenti e occasioni speciali. Le sue creazioni rappresentano un ponte tra tradizione e libertà espressiva, oggetti unici in cui la luce diventa materia viva e capace di trasmettere emozione e gioia.

Cos’è per te l’arte?
L’arte è il non essere soli nei nostri sentimenti. Quando si guarda un quadro o si ascolta una canzone ad esempio e si pensa “ecco, mi sento esattamente così” e si crea una sorta di connessione. Per me, l’arte è empatia!

Come è cambiato il tuo rapporto con il vetro da quando hai deciso di trasformare una passione in un vero progetto artistico?
Da quando ho deciso di provare a intraprendere totalmente questo progetto, non è più solo per rilassarmi o riprodurre qualcosa. Non è più “fare come fa il papi”, ma “usare ciò che mi ha insegnato il papi per dire qualcosa di mio”.

Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che era il momento di aprire un tuo laboratorio?
Soprattutto quando la mia piccola ha iniziato l’asilo e mi sono sentita “sola e immobile”, quindi ho smesso di chiedermi “se” fossi in grado di farlo e ho iniziato a chiedermi “perché” non lo stessi ancora facendo. Il momento preciso? Ho deciso di lanciarmi approfittando del Natale in arrivo per iniziare a creare cose da non tenere solo per me!

Quanto ha influito l’insegnamento di tuo padre nel tuo modo di lavorare oggi?
Dire che l’insegnamento di mio padre abbia influito sul mio lavoro sarebbe riduttivo: è stato il fondamento su cui ho costruito tutto. Non mi ha trasmesso solo una tecnica, ma una passione.

In che modo la tua formazione in grafica pubblicitaria entra, se entra, nelle tue creazioni in vetro Tiffany?
La grafica pubblicitaria entra nelle mie creazioni in vetro tiffany, dalla base, dal disegno dal quale parte tutta la mia creazione.

Cosa rappresenta per te la luce all’interno delle tue opere?
Per me la luce è ciò che dà vita alle cose. Senza di essa, il vetro è solo colore.

Qual è la richiesta più particolare o significativa che ti è stata fatta da un cliente?
La richiesta più profonda e delicata che io abbia ricevuto è stata la creazione di un piccolo angelo in vetro Tiffany per una mamma che aveva perso il suo bimbo.

Essere mamma ha influenzato il tuo modo di vedere e creare arte? Se sì, in che modo?
Se mio padre mi ha dato la tecnica, i miei figli mi hanno insegnato a non prendermi troppo sul serio. Essere mamma credo mi spinga a realizzare pezzi originali e spiritosi, capaci di strappare un sorriso. Il vetro tiffany spesso viene visto come un’arte antica, ma io amo che diventi un gioco di forme fresche e spontanee come sono i bambini.

Quando inizi un nuovo lavoro, parti più da un’idea tecnica o da un’emozione?
In realtà, quando inizio un nuovo lavoro parto quasi sempre da una richiesta. Non inizio mai nel vuoto.

C’è un progetto o una collezione che sogni di realizzare in futuro?
Ho tanti progetti, piccole collezioni che che non vedo l’ora di creare. In questo momento, però, il mio cuore è catturato dai segnalibri a forma di animali.

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