è nata il 22 agosto 1969 in Romania e da diciotto anni vive in Italia, in Umbria, a Città di Castello, dove ha sviluppato e coltivato la sua passione per l’arte. L’interesse per la creazione artistica è nato circa cinque anni fa, quando ha scoperto un talento naturale che l’ha portata a sperimentare con entusiasmo la pittura su tela, utilizzando soprattutto colori acrilici e spray.
Le sue opere prendono forma in modo spontaneo, nascendo direttamente dall’inconscio e dalla fantasia, senza riferimenti esterni precisi, ma guidate da un impulso interiore libero e personale. Questo approccio intuitivo le permette di esprimere emozioni e visioni intime, trasformando ogni lavoro in una rappresentazione autentica del suo mondo interiore.
Entrata a far parte dell’associazione culturale Gruppo Amici dell’Arte e Ciao Umbria, ha avuto l’opportunità di partecipare a numerose iniziative artistiche e di ricevere riconoscimenti e attestati di merito. Tra questi, il Premio “Catia Calisti”, ottenuto durante l’evento Triennale d’Arte Terra di Sigillo a Gualdo Tadino, rappresenta uno dei momenti più significativi del suo percorso.
Nel corso degli anni ha preso parte a diverse esposizioni collettive in gallerie e manifestazioni artistiche, presentando le sue opere in varie città italiane come Piemonte, Roma e Pisa, ma anche all’estero, con partecipazioni in Costa Rica, Messico e Spagna. Questo percorso espositivo testimonia la crescita progressiva della sua ricerca e il desiderio costante di condividere la propria visione creativa con un pubblico sempre più ampio.
Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è diventata un pezzo della mia stessa vita. Da piccola sognavo di poter imparare a dipingere, ma per la mancanza di molte possibilità non ho avuto un’istruzione adeguata, così ho lasciato scivolare via questo desiderio per tanti anni. Cinque anni fa ho deciso di rimettermi alla prova e ho iniziato a imparare da sola, scoprendo tutto ciò che potevo sul mondo dell’arte. È stato un lavoro duro, fatto di giorni e notti di pratica, ma allo stesso tempo profondamente piacevole. Poco a poco ho sviluppato la mia tecnica, i miei accostamenti di colore e il mio modo personale di dipingere, che rendono unico il mio lavoro.
Quando hai capito per la prima volta che l’arte sarebbe diventata una parte importante della tua vita e cosa ti ha spinto a iniziare a dipingere?
Il desiderio è sempre stato dentro di me fin da quando ero bambina, ma solo cinque anni fa ho trovato il coraggio di riprenderlo in mano. Ho sentito il bisogno di esprimermi, di dare forma a ciò che avevo dentro. Ho iniziato da autodidatta, con grande impegno e determinazione, e con il tempo la pittura è diventata una necessità, una parte essenziale della mia vita.
In che modo il tuo trasferimento dalla Romania all’Umbria ha influenzato la tua sensibilità artistica e il tuo modo di esprimerti?
Il mio percorso di vita, fatto di cambiamenti e adattamenti, ha influenzato profondamente la mia sensibilità. Ogni esperienza vissuta, ogni emozione e ogni sfida hanno lasciato un segno dentro di me, e tutto questo si riflette nella mia arte, rendendola più autentica e intensa.
Le tue opere nascono dall’inconscio: cosa provi mentre dipingi e quanto spazio lasci all’improvvisazione durante il processo creativo?
La mia fantasia la trovo proprio mentre dipingo. Cambio continuamente, passo dopo passo, lasciando che la tela mi parli. Non seguo uno schema fisso, ma ascolto ciò che sento in quel momento. Per questo a volte ho bisogno anche di tre giorni per finire un piccolo quadro: ogni opera ha i suoi tempi e la sua voce.
Quali emozioni o stati d’animo senti più spesso il bisogno di trasformare in colore e materia sulla tela?
Nella mia arte voglio soprattutto parlare delle donne che soffrono in silenzio, che parlano con gli occhi. Quando guardi negli occhi una donna sofferente, puoi capire ciò che tiene nascosto dentro di sé, puoi percepire quel cuore che si spegne piano piano. Queste emozioni profonde sono il cuore del mio lavoro.
L’uso di acrilici e spray è diventato una tua cifra stilistica: come hai scelto queste tecniche e cosa ti permettono di esprimere rispetto ad altri materiali?
Nel mio percorso ho sperimentato e imparato da sola, scoprendo le tecniche che sentivo più vicine alla mia sensibilità. Attraverso i miei accostamenti di colore e il mio modo di lavorare la superficie, riesco a creare immagini che esprimono la mia identità e il mio stile personale.
Far parte di un’associazione artistica quanto ha contribuito alla tua crescita personale e professionale come artista?
Il confronto con altri artisti e la possibilità di condividere il mio lavoro sono stati importanti per la mia crescita. Mi hanno aiutata a credere di più in me stessa e a dare valore al mio percorso.
Tra le varie mostre ed esposizioni a cui hai partecipato, quale ricordi come la più significativa e perché?
Ogni mostra è stata per me un passo importante, perché mi ha dato la possibilità di far conoscere la mia arte e di entrare in contatto con le persone attraverso le mie opere.
Che valore hanno per te i premi e i riconoscimenti ricevuti nel tuo percorso, come quello ottenuto durante la Triennale d’Arte?
I riconoscimenti rappresentano una conferma del mio impegno e del mio percorso. Sono una grande soddisfazione e mi danno la forza di continuare a credere nel mio lavoro.
Quali sono i temi che senti più vicini alla tua ricerca oggi rispetto a quando hai iniziato?
Oggi sento ancora più forte il bisogno di raccontare le donne, la loro forza, la loro fragilità e la loro storia. “Le Donne di Elena” sono figure uniche, con un volto non perfetto, con un frammento di passato, un pezzo di presente e un grande futuro.
Che ruolo ha la fantasia nella tua pittura e quanto senti che le tue opere parlano di te e della tua storia personale?
La fantasia è fondamentale. Nasce mentre dipingo e guida ogni fase del processo creativo. Le mie opere parlano di me, delle mie emozioni e della mia esperienza, e rappresentano una parte profonda della mia identità.
Qual è il messaggio o l’emozione che vorresti arrivasse a chi osserva i lavori di Elena Iorgulan?
Vorrei che chi osserva le mie opere riuscisse a sentire l’emozione che c’è dentro, a riconoscere la forza e il dolore delle donne che rappresento e a trovare un legame personale con ciò che vede.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi desideri o i progetti artistici che ti piacerebbe realizzare nei prossimi anni?
Nel mio futuro ho tanta speranza. Desidero far conoscere le mie opere e il mio stile unico a un pubblico sempre più ampio e continuare a crescere come artista.
Descriviti in tre colori.
Mi descriverei con colori intensi e profondi, capaci di raccontare il passato, il presente e il futuro, proprio come le donne che dipingo.